
Avete mai pensato di trascorrere una vacanza in una centrale nucleare in disuso? Nelle Filippine ora è possibile grazie all’idea di recuperare l’enorme area occupata da una centrale mai entrata in funzione.
La struttura di Bataan, circa 100 chilometri a nord di Manila, venne completata nel 1984 con un costo di 2,3 miliardi di dollari con l’intento di fornire energia a migliaia di abitazioni. Poco dopo il suo completamento, però, ci furono le elezioni politiche e colui che aveva tanto spinto per la costruzione venne sconfitto, forse anche a causa dell’ancora fresco ricordo dell’incidente a Chernobyl.
Il nuovo eletto Corazon Aquino si rifiutò di far entrare in funzione il reattore perché non ritenuto sicuro a causa dei frequenti terremoti e della vicinanza di un vulcano ancora attivo.
Oggi, l’idea di reinventarsi per cercare di recuperare l’enorme cifra investita e riabilitare un’area in abbandono da decenni realizzando un villaggio turistico con tanto di spiaggia privata.
Un’idea senza dubbio originale che ha lo scopo di salvaguardare l’ambiente, riutilizzando qualcosa che già esiste invece di sottrarre al pianeta molte altre tonnellate di materiali.
Tre dollari e mezzo per l’ingresso che include la possibilità di visitare tutti gli impianti nucleari e di raggiungere la spiaggia attrezzata per i turisti. Possibilità di pernottare in un edificio con quattro camere da letto, cucina, bagno e tutti i servizi mentre in un altro edificio si trovano biliardi, gioco delle freccette, tavoli da ping pong, karaoke e campo da basket.
E se voi vi trovaste nelle Filippine, trascorrereste qualche giorno in questo insolito villaggio?
Testo di Federica Giuliani. Foto web










































