Il grattacielo più alto del mondo è a Dubai: in 60 secondi dalla terra al cielo

Una cena tra le nuvole, una sciata nel deserto o un tuffo nel passato? Tutto è possibile a Dubai, dove l’immaginazione corre veloce e le idee diventano realtà in pochissimo tempo. Basta però una camminata lungo la riva del Creek per immergersi tra storie di mercanti e leggende di pescatori di perle.






Tra le meravigliose dune di questo deserto i miraggi  non esistono e le visioni di uno sceicco sono  diventate realtà: occorrono esattamente sessanta secondi per raggiungere l’“observation deck” del Burj Khalifa, il grattacielo che, con i suoi 828 metri di altezza, è l’edificio più alto del mondo. Il viaggio per scoprire, e toccare con mano, questa meravigliosa opera d’ingegneria inizia all’interno del vicino . Tra tapis roulant e scale mobili, sarete accompagnati da immagini ed effetti sonori fino all’ingresso del velocissimo ascensore. Dopo un minuto, all’uscita al 124° piano, il panorama lascia immediatamente senza respiro: la vista spazia dalle acque azzurre del mare arabico ai caldi colori del deserto. E’ uno spettacolo da assaporare soprattutto all’ora del tramonto, quando il sole cala, arriva lentamente il buio e si accendono le mille luci della città. All’ombra del Burj Khalifa si è sviluppata in pochi anni la zona più glamour, chiamata “Downtown Dubai”, punto di riferimento per tutti coloro che soggiornano nell’emirato.





E’ un gioiello urbanistico che ha accostato sapientemente moderne costruzioni a case di tipica architettura araba, lagune artificiali dai colori tropicali, viali ombreggiati da palme e curatissimi giardini fioriti. Una cosa è certa: qui la noia non esiste. I ristoranti sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza  e propongono piatti della tradizione locale o specialità dai cinque continenti.  Infiniti sono gli indirizzi per lo shopping, dal Souk Al Bahar, un mercato rivisitato in chiave moderna, al  Dubai Mall, il più grande centro commerciale. E cosa fare tra una vetrina e l’altra? Immergersi in un acquario oppure pattinare sul ghiaccio. Da non perdere l’emozionante spettacolo delle fontane danzanti: tutte le sere giochi di luce e getti d’acqua si intrecciano e si innalzano verso il cielo al ritmo di musiche arabe ed  internazionali.




Lungo il tragitto della Sheik Zayed Road, fino a non molto tempo fa polverosa pista nel deserto, oggi superstrada a dodici corsie, si sono date appuntamento alcune delle meraviglie architettoniche degli ultimi anni: le torri gemelle del mondo arabo, Emirates Towers,  la vela spiegata in mezzo al mare,, l’immensa e splendente onda di vetro del Jumeirah Beach Hotel. Dalle calde acque del mare del Golfo è poi emersa un’immensa palma, con tronco e fronde, per dare forma ad un’ isola visibile dalla luna:  Palm Jumeirah.La visita all’emirato più famoso del mondo non è completa senza un tuffo nel suo passato, lungo la riva del  Creek, il fiordo che divide in due parti  la città, da un lato Bur Dubai dall’altro Deira.



Una camminata, con soste in alcuni punti strategici, è il modo migliore per ritrovare l’atmosfera della “vecchia Dubai”. Tappa obbligatoria è il Dubai Museum, ricavato all’interno dell’edificio più antico, Al Fahidi Fort, eretto verso la fine del XVIII secolo per proteggere la città dagli invasori. Vivaci diorami ritraggono la vita quotidiana prima della scoperta del petrolio: tra statue di cera che si confondono con i visitatori, scoprirete  botteghe ed antichi mestieri, capanne beduine ed imbarcazioni tradizionali. Un’intera sala è dedicata al mondo sommerso della pesca delle perle ed ai rudimentali strumenti usati dai “ghais”, gli addetti alla raccolta delle ostriche. Ancora oggi si tramandano leggende secondo cui, alcuni pescatori, dopo faticosi anni di intensa attività, riuscirono a nascondere un tesoro in fondo al mare. Che nessuno fino ad ora ha trovato.





A pochi passi dal forte, il quartiere di Bastakya, fondato da una comunità di mercanti persiani,  è conosciuto  per le sue caratteristiche abitazioni dai colori chiari, costruite con argilla, blocchi di corallo e conchiglie. Ma  ciò che lo rende unico sono  le torri del vento,barjeel”, che ornano le case e rappresentano la primitiva forma di aria condizionata. Imperdibili sono i Souk, i tradizionali mercati arabi, colorati, rumorosi, affascinanti, in contrasto con i moderni centri commerciali. Centinaia di botteghe offrono ai visitatori immense quantità d’oro, stoffe pregiate e profumatissime spezie. Qui la parola d’ordine è: contrattare. Proseguendo verso il mare, sulla penisola di Shindagha, la dimora che fu degli antenati della famiglia regnante domina la città; oggi Sheikh Saeed Al Maktoum House è un monumento nazionale che conserva vecchie foto, monete, carte geografiche ed importanti documenti. La vita in città non fa per voi? A breve distanza si estende il “giardino di Allah”, il deserto, un’infinita  distesa di dune di sabbia dove ammirare il tramonto, toccare le stelle e  contemplare il paesaggio immutato da secoli.



Testo e foto di Rita Fantini

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