Carnevale: la festa creola di New Orleans

Febbraio è il mese migliore per visitare New Orleans: il clima tropicale, influenzato dalla corrente del Golfo del Messico, mette da parte umidità e cicloni per deliziare con un caldo non opprimente. I colori vivaci e l’influenza caraibica trovano espressione nella calorosa atmosfera attestata dal motto cittadino Laissez les bon temps rouler, lasciare spazio al buon tempo: un divertimento disinibito si mescola a tradizioni risalenti a quando la città del sud degli Stati Uniti era terra di deportazione degli africani ridotti in schiavitù. La morale Calvinista non trova qui terreno fertile, schiacciata dal perpetuarsi di rituali woodoo e dalla provocante sensualità della musica jazz.

New Orleans è quindi garanzia di svago con la sua spensieratezza, gli eccessi e la mescolanza di culture che trovano il loro massimo sfogo durante il periodo del Carnevale.


La manifestazione, denominata Mardi Gras, mette insieme le influenze afro con quelle creole, indiane e francofone-cajun. Di origine francese, il carnevale più importante di tutti gli States (che richiama migliaia di visitatori ogni anno) era in origine una celebrazione dei rituali di fertilità, con l’inverno che lascia il posto alla primavera e al risveglio della natura. Nel corso delle tre settimane che precedono il Martedì Grasso, parate di carri e sfilate in costume animano le vie di ogni quartiere sotto l’organizzazione e la gestione delle Krewe, dei veri club storici ciascuno con un tema portante che lo differenzia dagli altri, attingendo dalle proprie origini e dall’identità comunitaria. Accanto agli Zulu ci sono, tra gli altri, Bacchus, Rex, Endymion, Delusion, du Vieux così da avere una varietà allegra e composita di stili e rituali. Fino a martedì 21 febbraio sarà perciò possibile assistere alle sfilate di carri e di costumi variopinti in una grande scenografia dove dominano il verde, il viola e l’oro, i colori del carnevale che accompagnano il simbolo ufficiale: il Bue Grasso, quale ultima carne consumata prima dell’inizio della Quaresima.

Il Carnevale e Febbraio sono quindi due momenti ideali per visitare New Orleans, cinque anni dopo la devastazione provocata dall’uragano Katrina. Molti dei suoi abitanti stanno riprendendo ancora possesso delle abitazioni e il lento flusso di ripopolamento è continuo. Molte le sue attrattive, dall’Aquarium of Americas (ove vedere il raro alligatore bianco) al fiume Mississipi con l’irruenza delle sue acque che hanno plasmato la geografia urbana, dal tristemente famoso Louisiana Superdome (lo stadio dove vennero accolti gli sfollati dell’uragano che non avevano potuto abbandonare la città) fino allo storico Quartiere Francese, che è tornato a godere del suo fascino innegabile. Le sue strade sono un luogo ideale per delle piacevoli passeggiate: sempre affollato, offre una vasta scelta di caffè, negozi, gallerie d’arte e locali notturni.


Chiamato dagli abitanti Vieux Carré (Quartiere Vecchio), è il cuore pulsante di New Orleans dove la sfrontatezza di Bourbon Street è compensata da numerose e tranquille vie residenziali. Progettato sul finire del ‘700 dall’ingegnere Adrien de Pauger, per molto tempo è stato l’unico agglomerato urbano dell’area, tra paludi e piantagioni; solo in seguito all’acquisizione della Lousiana da parte degli anglo-americani nell’800 la città crebbe, ma nel Quarter continuò a pulsare lo spirito creolo, mentre i nuovi abitanti si stabilirono nella parte alta.

Dopo un periodo di degrado, è da un secolo che le sue case sono state restaurate e regolarmente manutenute, salvandole così dalla demolizione e permettendo al quartiere di acquisire lo status di Distretto Storico. In una delle sue strade alloggiò nel 1925 per un breve periodo anche lo scrittore William Faulkner, il padre della grande epopea americana che ha consegnato alla letteratura pagine di una storia complessa, scritte spesso in maniera provocatoria come nello spirito di New Orleans.


Link utili:

Mardi Gras New Orleans


Testo di Barbara Oggero | Foto Internet

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