India: semplicemente meravigliosa

Il racconto di viaggio di una lettrice innamorata dell’India, come molti di noi a Latitudes.


“… perfino il tuo dolore potrà apparire meraviglioso”…. il dolore che leggi negli occhi della gente che ti chiede l’elemosina che sai di non poter fare perchè altrimenti, se la fai, nel giro di un secondo sarai circondato da altri vecchi e bambini… il dolore che provi pensando di non  poterli guardare, quegli occhi, perchè ti possono rapire….lo stesso dolore che provi pensando che non puoi fare qualcosa per tutti.

“… tu dici non ho niente…ti sembra niente la vita…” perchè in India si vive di niente, senza avere niente e ti accorgi che per chi vive lì èimportante solo essere vivo. Vedi gente che dorme sulla strada, sul marciapiede, sul risciò, ma a loro non importa, perchè quello che conta, per loro, è poter svegliarsi la mattina e pregare e credere che magari un giorno potranno andare a morire a Varanasi… “meraviglioso… il viso di un bambino…” quei bambini che ridono sempre, anche se sono sporchi, senza vestiti, senza cibo!

Meraviglioso: il deserto infinito, il colore dei sari che ti acceca, il Gange e anche il cibo…
L’India è tutto e niente, o la ami o la odi. Io la amo da sempre, e mi sono sentita come se fossi tornata finalmente a casa, a Varanasi, nonostante il caldo insopportabile, la lingua sconosciuta e la sensazione che ti fa pensare di essere su di un altro pianeta, in un tempo remoto, in una città dove tutto è sacro, è vita e morte insieme….

“Il Viaggio” per me è cominciato più di 20 anni fa quando ho cominciato a leggere e studiare, quando mi sono chiesta perché gli occhi, e i capelli,  degli Indiani,  sono così neri …. E così, con il tempo,  ho imparato a conoscere tutto dell’India e ad amarlo quel tutto…. Mentre l’aereo toccava terra a New Delhi, ho pianto di gioia perché dopo tanti anni il mio sogno si era avverato, finalmente ce l’avevo fatta! Tutto però è sembrato complicarsi  sin dall’inizio perché tutto l’aeroporto internazionale era in black out (all’aereo ha fatto strada per la pista un camioncino!) e le valigie le abbiamo ritirate, io e il mio compagno,  solo dopo 5 ore di attesa…ma il ns. fidato driver, che ci avrebbe accompagnato per tutto il viaggio, era ancora lì ad aspettarci, e allora abbiamo pensato che, dopo tutto, eravamo in India, e neppure 5 ore in piedi ad aspettarti al cancello sono un problema!!!!
Tutto, quindi,  è andato per il meglio ed è stato Meraviglioso. Le città visitate, che sono state tutte le maggiori del Rajasthan, ricche e povere al contempo. Gli uomini, commercianti, guide e driver affidabili nonostante il regnante caos nelle strade. Le donne, splendide ospiti che, nonostante vivessero in cinque nella stessa stanza, ci hanno offerto l’immancabile “Indian Chai” e perfino una “panna cotta”. I bambini, di età diverse, nelle scuole, che quando ti vedono si illuminano, che marciano come soldati, che ridono e giocano con un copertone.

Tutto in India è Meraviglioso, ma è tutto Troppo. Troppe le persone che vivono per metro quadro nelle città e troppo poche quelle che vivono fuori dai grandi centri. Troppi i bambini nelle scuole, troppe le bancarelle sparse e i mercati. Troppo forti i colori, i rumori, delle persone e delle città, e troppi i clacson che suonano ininterrottamente 24 ore al giorno.Troppi gli odori e i profumi, troppa la ricchezza e troppa la povertà. L’India ti stordisce, e se non sei abbastanza forte ti annienta.
Così ti sorprendi a chiederti come facciano a vivere in tutto quel troppo bello e troppo brutto, e allora capisci perché là, la religione è tutto. InIndia tutto è Religione, voler credere in qualcosa  o qualcuno che governa il Mondo per poter andare avanti, per poter cercare di essere migliori.
Tutto in India è Meraviglioso e Terribile al contempo, e quello che provi lì non puoi provarlo in nessun altro posto al Mondo, ma così è l’India…. Meravigliosa!!!

Testo e foto di Ilaria Guareschi

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