Pasqua con Latitudes!

Giorgia – Londra

Sono arrivata a Londra un giorno d’inverno, freddo e grigio come negli stereotipi più comuni. L’ho scoperta piano, senza fretta, nei sei intensi mesi vissuti là. Affascinante e immensa, è una città che sa accogliere e far sentire a casa. Per me, questa città é chilometri macinati a piedi, con la cartina in mano e un’insaziabile curiosità negli occhi. È la vivacità di Trafalgar Square, le passeggiate lungo il Tamigi, gli artisti sotto il London Eye,  il piano di sopra dei bus, in prima fila, il groviglio di linee metropolitane di King’s Cross, i bianchi palazzi di Notting hill e Maida Vale, con le porte colorate. È il mio sottotetto a Kilburn, le coinquiline strambe, i camini in stile Mary Poppins che vedevo dalla finestra sopra il letto. È i blueberry muffin a Westbourne Grove, il ping pong in un pub affollato, lo shopping senza senso a Camden Town, i pranzi multietnici della domenica a Brick Lane, tra mille cianfrusaglie. Ma quello che mi manca di più di Londra sono soprattutto i parchi, grandi e bellissimi come in aperta campagna, che in primavera si tingono di tutti i colori. Regent’s Park, ornato di splendidi fiori, da assaporare lentamente gironzolando tra i roseti e le piccole cascate, fino a raggiungere Primrose hill, la collina più alta, da cui di vede tutta Londra. E Hyde Park, verdissimo e vivo di gente che corre, prende il sole, gioca con i bambini, nutre i cigni, rema nel lago che sembra quasi mare: in un pomeriggio di sole, con il vento che raffredda il viso, è semplicemente magico.




Francesca – Berlino

Scelgo Berlino perché ci si innamora delle città a cui si assomiglia. “Città strana, orgogliosa, dolcissima, languida”, come la descrive Pier Vittorio Tondelli, Berlino è un gioco di opposti: introversa e disinvolta, underground e socievole, città della cultura e della controcultura, creativa e mai noiosa. Berlino appare una città composta, solenne, ma con uno spirito graffiante, energico e aperto alle novità. E questa apertura la si respira ai tavoli delle numerose Kneipen sparse nella capitale, in cui davvero si incontra di tutto: punkettoni socievoli e di un’allegria quasi contagiosa, studenti, operai, giovani coppie, famiglie con bimbi piccoli al seguito e tanti turisti, tutti presi dall’intento di sentirsi parte di questa poliedrica città. Si ascolta musica, si chiacchera, si beve, ci si osserva con ebbra curiosità. A Berlino ci si sente tutti un po’ più giovani! Anche se ha un’efficientissima rete metropolitana, io consiglio di muoversi a piedi. È il modo migliore per sentire la sua doppia anima. Passeggiando lungo le vie principali del Mitte si possono ammirare i monumenti del suo glorioso passato prussiano, immersi in un’atmosfera avantgarde. L’offerta culturale è notevole. Accanto ai capolavori d’arte dell’antichità e della modernità, come l’altare di Pergamo e il busto di Nefertiti, conservati negli oltre 170 musei, brulicano le nuove gallerie del centro città e del quartiere Prenzlauer Berg; non mancano poi gli eventi giovanili e i festival che fanno di Berlino la culla della nuova “boheme digitale


Arianna – Barcellona

A Barcellona la bellezza non si contempla, si vive. Turisti alle prese con reflex digitali appese al collo si ritrovano a fianco di critici d’arte contemporanea sotto Casa Batlò: per alcuni il set ideale di un film sui Flinstones, per altri motivo di studio sulle contaminazioni del gotico nell’art nouveau. Aldilà delle definizioni, ciò che conta è lo stupore che unisce tutti in questa città di fronte ai capolavori architettonici di Gaudì; le sue “Case” sono l’emblema di un’arte che accoglie, coinvolgendoci non come spettatori, ma come individui immersi in un microcosmo onirico, in cui diventa possibile passeggiare su un tetto ondulato (Casa Milà) o meravigliarsi davanti ad una facciata a scacchiera (Casa Vicens). Qui, come nel percorso incantato della città-giardino di Parc Guell o in cima alla Sagrada Familia, l’ideale è sperimentato come una possibilità, come la trasposizione diretta di un sogno nella realtà. Non bisogna dimenticare però i due ingredienti fondamentali: ferro battuto e cemento armato. Anche chi sceglie Barcellona “solo” per divertirsi è in cerca di un luogo speciale in cui farlo, non soltanto attratto dalla movida sulle Ramblas, ma anche incuriosito dalla vita notturna nelle viuzze. laterali, dove si nascondono i locali più eccentrici della città, in cui si ritrovano spesso dj famosi e artisti di strada che dopo ore di lavoro trascorse immobili sotto il sole, si concedono una più che legittima evasione. Questa meta europea è un’occasione per concedersi una distrazione attiva dallo stress quotidiano, dove per assorbire il piacere autentico dell’arte non serve una buona guida, ma bastano i sensi. E poi sì, occhio ai borseggiatori che si approfittano dei turisti, imbambolati dai mimi o a naso in su sotto edifici surreali e sinuosi, ma del resto, come biasimarli, se a rapire la loro attenzione non è il pericolo, ma la bellezza.



Pasqua romagnola

La montagna di sabbia non è ancora spianata sul litorale, il che vuol dire che l’estate ancora non c’è. Ma i ‘bagni’ sono tutti aperti e i sorrisi dei bagnini, mai così intensi (sognano  in ognuno di voi il cliente estivo) A Cesenatico, Pasqua è una meta da tirarsela: davanti al Bagno Marconi, stabilimento di alto lignaggio,  corrono le ‘Vele di Pasqua’, regata storica di portata internazionale. Ci si allunga al sole, ancora vestiti ma a piedi nudi arricciati sulla rena ancor fredda, si beve l’aperitivo e si ascoltano le voci straniere dei molti equipaggi che accorrono da tutta Europa. Livello di  figaggine: elevato. Per restare sopra la media,  visitate la casa di Marino Moretti sul Porto Canale; un incantevole magione ottocentesca dove visse il poeta con le sue stanze e la biblioteca intatte. Da citare al rientro. Mai la Romagna sarà più chic di così.











Valerio – Dublino

Tra le varie capitali una meta turistica particolare per trascorrere le vacanze pasquali , è sicuramente Dublino. La città è giovane e dinamica in continuo movimento e con un po’ di fortuna, si riesce ancora a cogliere lo spirito residuo dei festeggiamenti recente San Patrizio, 17 marzo. Dublino è molto agevole e fornita di mezzi pubblici che permettono rapidi spostamenti in tutte le zone limitrofe. Quando si arriva in città, si viene immediatamente calati nell’immaginario irlandese;  il colore verde ed il nero della Guinness decorano le vetrine del centro e ti accompagnano fino al quartiere di Temple Bar dove ti trovi immerso in una schiera di pub che animano le notti di Dublino. Da qui in poi lo scenario che tutti cercano si materializza, case e locali tipici si estendono fino alla periferia generando un paesaggio suggestivo nel quale ci si immerge immediatamente. Dublino è una città in cui i festeggiamenti sono sempre realizzati in grande stile e declinati secondo le loro usanze più antiche. La Pasqua irlandese infatti non è solo cioccolato e uova colorate, se siete fortunati, potrete assistere alla cosiddetta “danza del sole di Pasqua”, i fedeli più praticanti infatti, la domenica di festa si radunano su una collina per sentirsi fisicamente più vicini al cielo ed attendono il sorgere del sole, che simbolizza la resurrezione di Cristo. La curiosità principale è che i partecipanti sono sicuri che in quell’occasione  il cielo sarà limpido a discapito del proverbiale tempo incerto e, secondo quanto raccontato, questo accade effettivamente ogni anno!


Testi della Redazione di Latitudeslife

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