Germania. Medioevo, mercanti e marinai

Meno  industria e più storia a Lubecca. Un’isola ospita il suo prezioso e ben conservato centro storico, protetto dall’UNESCO, la cui planimetria, circondata  dal blu dei canali curatissimi, dal verde dei numerosi parchi e dalle belle facciate rosse delle case di tipici mattoni di argilla interrotti da fregi in arenaria,è già da sola un quadro affascinante. Due cartelli “Achtung spielstrasse chiudono idealmente un tratto di strada dedicato ai giochi dei bimbi e rafforzano l’immagine idilliaca dell’isola che non c’è. Sulla sponda opposta le nuove architetture si sposano perfettamente al paesaggio. Dietro alle case più decorate si  nascondono i “passaggi”, che qui erano cortili sacrificati in tempi di crisi per costruire le camere degli operai. Solo camere: il cibo veniva preparato a pagamento nella cucina del datore di lavoro, mentre il bagno consisteva  in buchi nel cortile. Durante le ristrutturazioni di quelli che oggi sono diventati dei veri gioielli con fiori, campanellini tintinnanti e collezioni di famiglia esposte alla finestre per la curiosità dei passanti, sono stati trovati numerosi reperti medievali.  Anche nella piazza antistante il Duomo, una delle più grandi costruzione a volte in laterizi del Nord Europa, gli alberi sembrano uscire da un libro di favole. Il muschio sui tronchi è di un verde talmente brillante da risultare quasi scolpito sul rosso dei mattoni. Mattoni che oggi vengono importati dalla Danimarca o trasportati dalla Germania meridionale per esaurimento delle cave. Uno dei gravi problemi dell’area è il terreno troppo morbido, che causa smottamenti e inevitabili “inchini” delle case (in competizione con Pisa).


Chissà se i fratelli Grimm quando hanno scritto Hansel e Gretel avevano appena finito una fetta di torta di nocciole e marzapane al Caffè Niederegger? Se cercate un’ispirazione fermatevi qui: dopo aver dichiarato che la fetta è troppo grande e che non ce la farete mai a finirla la spazzolerete fino all’ultima briciola, accompagnandola con il fantastico cappuccino di marzapane! Il Museo privato di Marionette provenienti da tutto il mondo completa il Teatro adiacente, dove ogni week- end vengono rappresentate grandi opere trasformate in favole per la gioia dei bambini ma non solo. L’enorme palazzo dei mercanti è stato trasformato in un conservatorio di ottimo livello e gratuito, dove 50 posti sono riservati agli studenti stranieri provenienti soprattutto da Cina e Russia. La portineria era un tempo la cucina della casa (tenuta separata dall’abitazione vera e propria per evitare gli odori) che  fungeva anche da riscaldamento per l’adiacente ufficio del mercante. Al nucleo antico si accede dalle possenti mura della porta Holstentor, riprodotta sulle monete da 2 €, i cui 30 cannoni non spararono mai un colpo. Simbolo di Lubecca e della potenza commerciale della Lega Anseatica fa parte dei piccoli capolavori architettonici della città, insieme ai Magazzini del Sale, al Museo di S.Anna e all’Ospedale del Santo Spirito, alla Chiesa St. Marien e alla Casa dei Buddenbrook, dove un tempo abitava la famiglia di Thomas Mann. Chiese, corti e circa 1300 case sono sotto tutela dell’Unesco. Nel porto di fronte al centro storico sono ormeggiati una dozzina di velieri restaurati da amatori e usati per piccole crociere a vela. L’l’atmosfera marinara domina il Schiffer Gesellschaft (Club dei Marinai), dove seduti su lunghe panche di legno scolpite con gli stemmi dei paesi di appartenenza dei lupi di mare, si gustano prelibatezze di pesce. Ancora oggi una volta la settimana vi si riuniscono i capitani che siedono alla tavolata principale. Se volete un consiglio lasciatevi tentare dalle specialità locali, abbandonando i luoghi comuni dei soliti bratwurst o schnitzel, tipici di altre zone.  Fondata da Enrico il Leone di Sassonia nel 1159 (vedrete leoni simbolizzati ovunque) Lubecca la magnifica, “capitale” della Lega Anseatica, è considerata ancora oggi la porta del Baltico. I suoi mercanti riuniti in Hanse (società) ottennero particolari privilegi commerciali e diritti già nel 1157. Una sorta di rete di mutua assistenza in cui l’unica città italiana fu Napoli.

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