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Germania. Medioevo, mercanti e marinai

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Germania. Medioevo, mercanti e marinai

A Brema si torna In una grande città. “Sino a quando Rolando sorveglierà Markt Platz noi saremo sempre liberi”. I 5 metri della statua di Rolando che guarda con cipiglio verso il Duomo simboleggia, insieme al magnifico palazzo del Rathaus (municipio), la Libera Città Anseatica di Brema da più di sei secoli. Il Municipio del 1400, cui si affianca armoniosamente la parte aggiunta nel 1900, è aperto a tutti i cittadini per incontri pubblici, ma anche per la “festa della torta” coi bambini, per i punk che discutono coi politici durante la “Notte della Gioventù” e per i giornalisti che ricevono risposte durante le pressanti conferenze stampa. Le sale sono così belle da attirare più di 80.000 visitatori l’anno. Una meraviglia, a partire dalla candida e maestosa scala nel vestibolo, illuminata da un enorme lampadario realzzato con la mandibola di una balena arenatasi nella zona, esempio riuscito di animal design, alla preziosa sala chiamata Gulden Kammer, esempio nobilissimo di stile liberty, usata per gli incontri speciali.  alla magnifica Obere Rathaus Halle. Le sue misure (40x13x8 m) sono state stabilite dall’architetto mettendo una accanto all’altra tutte le persone che la sala avrebbe dovuto ospitare, con precisione teutonica.  I suoi muri sono decorati da pannelli lignei scolpiti nel 1405 e tra le travi sono dipinti i volti degli imperatori del Sacro Romano Impero, tra cui spiccano Carlo Magno e Federico Barbarossa.

Al soffitto sono sospesi  modelli di velieri, i cui cannoni venivano usati dai maggiorenti per rallegrare le cene ufficiali. Battaglie vietate dopo l’ultima ristrutturazione per evitare danni a pareti e dipinti. Tra questi  “Il giudizio di Salomone” e” Le 12 regole per governare la città”. Per citare solo le prime tre: unisci la popolazione, servi il bene comune, dai il potere a chi ha esperienza, valide anche oggi e troppo spesso dimenticate.  In questa sala si tiene ancora la tradizionale Schaffermahl, una delle più antiche cene di solidarietà del mondo. Nel salone delle feste c’è anche l’angolino privato in cui Guglielmo II si ritirava a fumare e a bere, lontano da occhi indiscreti se non quelli delle Virtù dipinte sul soffitto (tra cui la moderazione) e l’inusuale lampadario, fuso durante la guerra per farne proiettili e rifatto nel 1970 sullo stampo originale trovato per caso da un artigiano della DDR. Costruita un tempo come basamento dell’edificio gotico del Palazzo Municipale, la Ratskeller ospita oggi una delle più grandi collezioni di vini tedeschi di ben  600 diverse qualità. Ogni 30/40 anni le bottiglie vengono aperte e rabboccate a scopo conservativo. La più antica risale al 1653. La Rosekeller con le botti antiche illuminate da candele, ha una speciale atmosfera rafforzata dall’aroma del vino di Rudesheim, che trasuda dai muri. Al piano superiore si mangia seduti su lunghe panche in legno o nelle Priolken, separé a forma di botte dove si va, poco romanticamente, a parlare d’affari. Nella storia di Brema, conflittuale tra poteri spirituale e temporale, antagonista del Municipio era il Duomo, dalle lunghe vicende di fortune avverse, in cui si nota ancora oggi scolpito, in un angolino del coro est , un topolino del 1200. Pare che fosse un segnale lasciato dagli scalpellini per i futuri manovali. Topo magro: qui non si viene pagati bene, topo grasso: state tranquilli! I mosaici presenti sono la copia di quelli di S. Paolo Fuori le Mura a Roma. Uno dei più noti simboli della città è sempre la statua di bronzo dei musicanti di Brema, i 4 animali protagonisti della favola dei Fratelli Grimm, che campeggiano su tutti i souvenir.

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