Norvegia. Trondheim, abbracciata dal fiordo



Il suo nome, nel corso dei secoli, è cambiato numerose volte. Uno dei più antichi era Nidaros, il cui significato è “città sulla foce del fiume”. Il fiume in questione è il Nidelva, che nasce dal lago più grande della regione del Sor-Trondelag e che sfocia nel Trondheimsfjorden, profondo fiordo che fa da spettacolare sfondo alla città. Oggi noi la conosciamo come Trondheim, la “casa dei Trønder”, in riferimento agli abitanti della grande regione della Norvegia centrale del Trondelag. Situata quasi a metà strada tra Oslo e la mitica linea che demarca l’inizio del Circolo Polare Artico, è una meta quasi obbligatoria per coloro che dal sud della Norvegia vogliono esplorare l’affascinante e misterioso estremo Nord del Paese.

Piccola ed accogliente è una città incantevole che si può visitare in assoluta tranquillità a piedi: presenta palazzi di pochi piani e tante costruzioni in legno tutte colorate, alcune delle quali costruite su palafitte lungo il fiume. Fondata nel lontano 997 dal re vichingo Olaf Tryggvason, Trondheim divenne subito la capitale della Norvegia perché ritenuta essere in una perfetta posizione strategica che garantiva una certa sicurezza agli abitanti di religione cristiana, che vivevano con l’incubo di subire gli attacchi delle popolazioni pagane. Svolse il suo ruolo politico per i due secoli successivi. Oggi, pur non essendo più la capitale, resta una tra le più grandi ed importanti città del Paese.

E la sua importanza è dovuta ad avvenimenti storico-religiosi ed è testimoniata dalla presenza, nel pieno centro, della magnifica Cattedrale di Nidaros, imponente costruzione in stile romanico-gotico che presenta una facciata decorata da statue di personaggi della Bibbia e da quelle dei re norvegesi. Ancora oggi, nonostante diversi lavori di restauro, si possono ammirare al suo interno numerose parti antiche. Luogo di culto di assoluta importanza non solo per Trondheim ma per tutta la Norvegia, sorge sulla tomba di re Olaf il Santo, storico personaggio e fervente uomo di fede che con le sue gesta favorì e difese il cristianesimo in Norvegia.

Il re fu dichiarato martire dopo aver perso la vita nella battaglia di Stiklestad del 1030, quando decise di sfidare i locali signori feudali di religione pagana. Il re cadde in battaglia ma la sua fama si estese oltre i confini della Norvegia, tanto che, in quel periodo, gli furono dedicate oltre 300 chiese in Scandinavia e negli altri Paesi del centro e del nord Europa. Per rendergli omaggio, nel corso dei secoli, tantissimi pellegrini sono giunti qui anche da altre nazioni, incluse le lontane isole Far Oer e Islanda. I norvegesi, convertiti al cristianesimo, li accoglievano con riverenza e li aiutavano nel loro viaggio: questo, per via delle enormi difficoltà e dei tantissimi disagi, era considerato una sorta di purificazione spirituale. Trondheim conserva ancora una forte carica spirituale, tanto che pochi anni fa, nel 1997, è stata inaugurata la “ Via dei Pellegrini”, lunga circa 900 km, che per quanto possibile segue le strade percorse dai fedeli nel corso dei secoli. Di fronte la Cattedrale sorge il Palazzo Arcivescovile che fu la residenza dell’arcivescovo fino al 1537, anno della Riforma protestante. Costruito intorno il 1160 è l’edificio secolare più antico e meglio conservato di tutta la Scandinavia.

Altri due musei presenti nello stesso cortile sono il Museo Militare Nazionale, con collezioni d’armi del periodo compreso tra il 1700 ed il 1900 quando la struttura era una base militare utilizzata dalla Danimarca. All’ultimo piano è situato l’ Hjemmesfront, con informazioni sulla storia della città nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. La Cattedrale ed il Palazzo Arcivescovile si trovano a pochi passi dalla Torget, la piazza centrale dove si può ammirare la statua di re Olaf Tryggvason. La piazza è un luogo molto frequentato anche grazie alla presenza di un grazioso mercatino di frutta e verdura.

Continua >>>

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.