Germania del nord. Fascino naturale.

Una Germania inedita al profumo di mare. Dove il vento racconta le vicende di una simbiosi ancestrale. E dove convivono storia, grandi cantieri nautici e patrimoni naturali. Un luogo  per appassionati di  immensi spazi da esplorare. E da cui  farsi incantare.

Tra le nuvole i pochi raggi di sole accendono i campi gialli di colza come tele stese ad asciugare sul verde cupo dei boschi e il blu profondo degli infiniti corsi d’acqua. A nord la Germania è fatta di mare e canali, di laghi e fiumi. Una terra dove tutto scorre. Dove anche le nuvole hanno una velocità diversa. Il sole cede in pochi attimi il posto a un cielo da tempesta, per poi tornare dopo un breve scroscio a scaldare le lunghe spiagge bianche, costellate di strandkorb. È una Germania diversa, di gente che ama la natura selvaggia e il mare, con cui intrattiene un rapporto strettissimo. Un legame intessuto di  avventure e di sale, di cibo e di viaggi e mai interrotto nel corso dei secoli.

Papenburg: 53.07° di latitudine nord  e 5 metri di altitudine al di sopra del livello del mare.  I circa 35000 residenti  condividono 40 km di canali in cui sono ancorate repliche di barche storiche che, ovviamente, regalano alla cittadina il soprannome di Venezia del Nord. Ma l’immenso cantiere navale che, oltre a sfornare dal suo ventre grandi imbarcazioni, tesse una grande tela di quasi mezzo milione di visitatori l’anno, parrebbe gemellarla a Genova.

Il colosso Meyer, che occupa fino a 8.000 persone tra dipendenti e indotto, è l’unico sopravvissuto dei 20 cantieri esistenti nel 1860. Solo negli ultimi 3 anni, a dispetto di tutte le crisi, dal cantiere coperto più grande al mondo sono uscite almeno sei navi da crociera importanti, oltre a porta container e traghetti. L’8% del guadagno è reinvestito  in ricerca e sviluppo, in particolare nelle tecnologie ambientali per ridurre l’inquinamento, nei macchinari per la produzione e in una efficiente organizzazione del lavoro, con ottimi risultati. Fondata nel 1795 da William Rolf Meyer è oggi guidata dalla settima generazione del capostipite. Nel 1872, il cantiere Meyer,  fu il primo a costruire battelli a vapore in acciaio,  il più famoso dei quali è sicuramente quello usato nel film “Regina d’Africa”, con Humphrey Bogart e Catherine Hepburn, che dopo 90 anni di servizio è ancora in funzione. Forse grazie al “lucky penny”, amuleto che viene sempre inserito nella costruzione di ogni nave a dispetto di tutte le modernissime tecnologie. Uno dei più grandi eventi di Papenburg è proprio il trasferimento verso il Mare del Nord di una nave da crociera appena uscita dal cantiere: più di 100.000 persone si accalcano lungo le sponde del fiume Ems, la cui profondità ha dovuto essere adattata alle navi sempre più grandi, per accompagnarne il tragitto.

Non solo a Papenburg l’arrivo di una nave mobilita tanti curiosi. Quest’anno ad Amburgo l’823° Anniversario del Porto, concomitante al varo dell’AIDAmar (ultima realizzazione dei  cantieri Meyer) accompagnata da tre navi sorelle, ha attirato migliaia di turisti e una grande attenzione dei media nazionali. In realtà, con o senza battesimo, la celebrazione della carta di Federico Barbarossa (che il 7 maggio 1189 garantiva l’esenzione dalle tasse per le navi transitanti da Amburgo per il Mare del Nord) attira ogni anno più di un milione di visitatori, non solo dalla Germania. Una incredibile parata di velieri d’epoca, navi da guerra, sommergibili, cutter da regata e traghetti spinge nugoli di piccole barche private in mare per osservare più da vicino le imbarcazioni.

Le pale eoliche sono una caratteristica  di questa regione, battuta da venti costanti, che così ottiene energia pulita a costo zero. Per non deturpare i paesaggi si trovano soprattutto vicino alle autostrade. Si trasformano in mulini nei deliziosi piccoli villaggi che conservano nuclei storici intatti  sempre intorno a un  porto che sia di mare o di fiume. A Greetsiel, 3.550 abitanti, nello scalo costruito più di 600 anni fa, sono orgogliosamente ormeggiati 28 krabbenkuttern . I tradizionali cutter prendono il mare regolarmente per la pesca dei gamberetti, una delle tante prelibatezze di queste zone: piccolissimi, di colore rosa intenso, si mangiano a tutte le ore, sotto un uovo al burro o  in un panino. Nell’insenatura i colori sgargianti delle imbarcazioni contrastano con quelli delicati delle ben conservate abitazioni dei pescatori, la più vecchia delle quali sfoggia una targa del 1696. Il canale che attraversa la via principale, l’inusuale campanile – staccato dalla chiesa di mattoni rossi per distribuire il peso sul terreno indebolito dalla sabbia – i due meravigliosi mulini (del 1706 quello dal tetto rosso e del 1856 quello verde) che si accendono di una luce ramata al tramonto, regalano un’atmosfera di pace e serenità ineguagliabili. Si fatica a credere che sia necessario sorvegliare incessantemente il Maibaum (il tradizionale albero di maggio decorato dall’intera comunità che festeggia l’arrivo della primavera) per non farselo “rubare” dai paesi vicini. Se, nonostante la vigilanza, il furto riesce si dà inizio a una serie di trattative per la restituzione, che si concludono inevitabilmente con abbondanti bevute di birra. Una birra per gourmet: secca, amara, dal gusto raffinato e intenso, nei tempi passati sostituta dell’acqua perché, dopo la bollitura, igienicamente più sicura.

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