Tallinn delle meraviglie


E’ mattino quando il traghetto solca sicuro le fredde acque del Baltico mentre in cielo il sole splendente regala un caldo e tenero abbraccio. Tallinn è lì che mi aspetta: ho lasciato dietro di me la deliziosa Helsinki per far rotta con Viking Line verso una delle più belle ma ancora poco conosciute città europee. Pur se priva di musei di fama mondiale, la capitale dell’Estonia è un vero e proprio gioiello.

Piccola, vivace ed accogliente ha il suo cuore pulsante nel magnifico quartiere medievale, inserito dall’UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità, nel quale convivono in un equilibrio perfetto atmosfere fiabesche e moderne; romantiche viuzze nelle quali spiccano numerose guglie di antiche chiese si mescolano a numerosi ed allegri caffè, ristoranti e locali notturni. Dopo la traversata durata poco più di due ore, ricevo una prima gradita sorpresa. Infatti la compagnia di navigazione offre ai suoi passeggeri un collegamento gratuito in autobus verso il centro.

La fermata è situata nei pressi della Viru punto ideale dal quale partire per andare alla scoperta proprio della Old Town. I primi segni dei tempi passati si rivelano ai miei occhi con le alte torri di mattoni, che sembrano darmi il benvenuto mentre la strada si fa acciottolata. Ad un tratto la mia attenzione è catturata da due ragazze mascherate: sono lì per promuovere il “Museum of medieval torture instruments”. Forse è il loro dolcissimo sguardo che mi convince ad entrare: all’interno, una dettagliata documentazione delle torture con le quali si punivano i colpevoli di alcuni reati o anche i soli presunti tali durante il Medioevo. Dopo questa parentesi un po’ macabra, ma pur sempre interessante, raggiungo la splendida Raekoja plats, grande piazza fulcro della vita sociale di Tallinn circondata da numerosi, eccellenti e sempre affollati locali ed invasa da bancarelle con prodotti di ogni tipo con i venditori vestiti in abiti d’epoca. Qui è presente il palazzo del Municipio, costruzione gotica al cui interno sono presenti la Sala dei Cittadini e la Sala del Consiglio Municipale.

Non lontano sorge la Chiesa dello Spirito Santo: arredata in modo molto semplice ha la più antica torre campanaria del Paese e conserva un’antica pala d’altare lignea. Passeggiando lungo la vicina Vene, via così chiamata per la presenza in passato di mercanti russi, ammiro la Chiesa cattolica dei Santi Pietro e Paolo ed il Monastero Domenicano, dimora dei monaci, che avevano il compito di convertire la popolazione al Cristianesimo e danneggiata in seguito dai luterani. Altra curiosa stradina è la Pikk, la via lunga, con numerose casette di pochi piani ed i palazzi delle Gilde, corporazioni di mercanti ed artigiani, tra le quali spiccano la Grande Gilda, che ospita il Museo di Storia Statale ed il Palazzo della Gilda di San Canuto, con inconfondibili statue nere di Martin Lutero e dello stesso San Canuto.

Altro simbolo della capitale dell’Estonia è la Chiesa di Sant’Olaf: dalla sua imponente guglia alta circa 124 metri dalla cui cima posso godere di un panorama, che lascia senza parole. Sono giunto al limite settentrionale della Città Vecchia, i cui confini sono delimitati dalle imponenti e ben conservate mura chiamate Grande Porta della Costa e Grassa Margherita. Ma il tratto più spettacolare, che include nove maestose torri, è situato lungo la Laboratooriumi: andando in direzione sud si arriva alla collina di Toompea, la Città Alta, sede dell’antico potere ed oggi non a caso zona nella quale sorge il Parlamento, il Riigikogu, che si riunisce nel castello di Toompea, i cui resti non sono privi di fascino. Quest’area deve il suo nome alla Chiesa a Cupola, luogo di culto luterano nel quale venivano sepolti personaggi di un certo rilievo sociale.

A soli pochi passi è situato il tranquillo parco Hirvepark nel quale si erge la Linda addolorata, statua dedicata ai deportati della Seconda Guerra Mondiale. Un museo che documenta eventi storici più recenti, ma estremamente dolorosi per il Paese, è il museo dell’occupazione e della lotta per la libertà, che ripercorre i decenni bui della dittatura comunista e la lotta del popolo contro di essa. Di sera un fiume di persone inonda le strade alla ricerca di locali per un sano ed appagante divertimento. Sceglierne uno non è un problema perché ce ne sono tanti e per ogni gusto: dai pub con musica dal vivo ai bar sportivi, dalle sale da concerto alle discoteche. Anche io prendo la mia decisione: seguo un folto gruppo di giovani con una netta prevalenza di ragazze dai capelli dorati, che vogliono solo sorseggiare una birra. E così anche la mia notte magica nordica si colora di gioia e spensieratezza.

Testo di Gabriele Laganà | Foto web

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