Auto ecologica e low cost: risparmia con il car sharing

Un’auto nuova ogni volta, sempre con il serbatoio pieno e senza la necessità di avere un garage. Con il car sharing, guidare diventa accessibile a tutti, anche solo per poche ore.

Mantenere un’auto in questi tempi di crisi economica è sempre più dispendioso, tra assicurazione, bollo, meccanico e parcheggi a pagamento. Perché non condividere il mezzo con tante altre persone e prenderlo in prestito solo quando serve? Nato in Svizzera trent’anni fa e sviluppatosi in tutta Europa e negli USA, il car sharing permette di noleggiare una quattro ruote pagandone solo l’utilizzo effettivo.

Sistema innovativo basato su un’idea simile a quella delle biciclette in condivisione, il car sharing è una rete di auto parcheggiate in vari punti delle città, disponibili per un minimo di un’ora e un massimo di 72, a un costo più che ragionevole.  Si paga solo quando si usa, secondo una tariffa che somma tempo e chilometri percorsi.

Niente costi di manutenzione e tasse, parcheggio gratuito nelle strisce blu (normalmente a pagamento) e nelle zone per residenti, accesso libero alle zone a traffico limitato e assistenza 24 h su 24.

Basta abbonarsi e pagare una tessera annuale di circa 120 euro, che si può condividere con altri membri della famiglia e si ottiene a prezzo ridotto se si è over 65 o giovani sotto 26 anni (altre convenzioni sono indicate sui siti internet delle singole compagnie).

Al momento dell’iscrizione, è possibile scegliere tra diverse classi di veicoli, cui corrisponde una tariffa. Ad esempio, a Milano con GuidaMi, il circuito più grande e capillare nella zona, un giretto in Smart con cambio automatico (categoria Economy) costa 2,20 euro all’ora più 45 centesimi ogni km percorso, mentre scegliere una MiTo o una Giulietta (categoria Premium) costa a 2,80 all’ora e 75 centesimi al km.

È anche possibile prendere un furgoncino per portare persone o cose, e utilizzarlo per lavoro, traslochi e viaggi. E dopo un tot di ore, si passa automaticamente alla tariffa forfettaria più conveniente che va da uno a tre giorni, con la possibilità di aggiungerne altri (nella pagina seguente le tariffe oraria e giornaliera a Milano).

Prima di prendere l’auto occorre prenotarla con una breve telefonata a pagamento o gratis con pochi clic sul sito internet. Per chi volesse riservarsi la possibilità di scegliere differenti categorie di auto a seconda delle esigenze e non avere vincoli, basta pagare una tassa aggiuntiva di 30 euro al momento dell’iscrizione, ed è fatta. Se finisce il carburante, inoltre, sono disponibili delle card per fare rifornimento.

È un servizio che incontra l’interesse sia di chi non può permettersi una vettura tutta sua, sia di quei nomadi che si spostano abitualmente con mezzi pubblici e che non utilizzano l’auto abbastanza per giustificarne l’acquisto. Una soluzione che ha avuto un grande successo in Inghilterra e che si sta diffondendo anche nelle altre parti di Europa, spingendo molte persone che abitano in città a vendere la propria auto e a utilizzare quelle condivise solo quando necessario.

Il car sharing, infatti, oltre ad essere low cost, è anche ecologico: non avendo un motore sempre a disposizione sotto casa e dovendola pagare ogni volta secondo l’uso effettivo, le persone sono più invogliate a muoversi con la bicicletta o i mezzi pubblici, quando possibile. Questo contribuisce a sviluppare una cultura della mobilità più razionale, con ricadute positive sulla mobilità e riduzione delle emissioni nocive. Come anche il car pooling, che prevede la condivisione del tragitto con altre persone, è una soluzione che si sposa con uno stile di vita ecosostenibile e attento.

Per chi non ha un’auto di proprietà, può essere una svolta per gli spostamenti occasionali in città, ma anche per le giornate fuoriporta e i viaggi a corto o medio raggio. In Italia sono molte le località dove si può usare il car sharing, formando una rete nazionale coordinata da ICS (Iniziativa Car Sharing) e promossa dal Ministero per l’ambiente e il Territorio. Al momento, il circuito IoGuido è attivo a Milano, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Palermo, Torino, Padova, Parma, Roma, Savona, Biella, Brescia, Fossano, Scandicci, Sesto Fiorentino e Venezia.

Le auto, le tariffe e gli abbonamenti, però, sono diversi e dipendono da compagnie locali, non permettendo la mobilità a lungo raggio. Inoltre, ci sono altre società che fanno concorrenza alle principali: per continuare l’esempio di Milano, qui ci sono anche i servizi E-vai, la rete di auto elettriche convenzionata con le ferrovie nord e presente anche vicino agli aeroporti, e Alpha City, dedicata a chi si sposta per lavoro.

In futuro, sarebbe auspicabile che le città italiane adottassero uno standard comune e un abbonamento che permetta a tutti i viaggiatori di spostarsi da una città all’altra continuando a usufruire degli stessi vantaggi che hanno a livello locale. E, perchè no, il drop off gratuito in qualunque postazione.
A cura di Giorgia Boitano

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