Colorado. Far West che passione!

Atterrate al Denver International Airport dopo un volo di quattro ore e mezzo da New York. Affittate un’auto e prendete l’Interstate 25 South. Non vi ci vorrà molto a lasciarvi alle spalle la periferia della città, e già dopo l’incrocio con Lincoln Avenue avrete improvvisamente ben chiaro il motivo per cui siete venuti fin qui in Colorado. Miglia e miglia di orizzonte libero a 360 gradi si spalancano davanti a voi, sotto un cielo profondo di silenzio: benvenuti nel West.

Pianificare un viaggio nel cuore (ancora) selvaggio delle praterie americane significa dissetarsi l’anima; significa dimenticare la nostra condizione di uomini stretti nella folla, mortificati dalle frustrazioni, dimenticati dai sogni. Significa ritrovare quel soffio romantico e antico che un tempo conoscevamo bene, e che ci è stato strappato via anno dopo anno lungo la nostra vita di adulti, europei, borghesi. Viaggiare quaggiù nel West rappresenta molto più che un viaggio, dimostra che vi state finalmente ribellando a qualcosa, pur sapendo che ogni ribellione è fine a sé stessa e morirà con voi, ma tanto basta. Però c’è una condizione, di spirito e di forma: al viaggio devono essere versati precisi tributi, come per un rito Cheyenne. Occorre compierlo in un certo modo.


Così la vostra meta non sarà un hotel, bensì un ranch, un vero cattle ranch di allevatori, non un dude ranch per turisti chiassosi, ma un posto dove si lavora e vi si ospita per un breve periodo. Cavalcherete coi cowboy, percorrerete i pascoli, respirerete il vento; non crederete ai vostri occhi vedendo compiere nel XXI secolo le stesse azioni che credevate relegate solo in vecchi film western. Eppure sarete lì, fra Quarter Horse, Stetson e stivali. E alla sera, dopo aver galoppato tutto il giorno verso il Great Sands Dunes Park, o fatto abbeverare il cavallo al Sand Creek Lake, con una birra in mano sulla sedia a dondolo dalla veranda del vostro bungalow, come vi sentirete mentre il tramonto incendierà i vostri pensieri? Solo il profumo della Grass Fed Beef (la carne più pregiata d’America, qui prodotta) ve ne distoglierà, perché stanno grigliando le bistecche per cena…


Dove abbiamo trovato tutto ciò e molto di più? Per esempio soggiornando al Music Meadows Ranch di Elin Parker Ganschow e Matt Ganschow dove, anche senza essere cavalieri esperti e senza spaccarci la schiena attorno alla mandria, abbiamo vissuto la nostra avventura western. Le persone qui sono amichevoli, i rudi rancheros della zona vi accolgono con famigliarità, simpatia e professionalità, ben sapendo che non occorre molto altro per essere felici in un posto come questo: è sufficiente svegliarsi ogni mattina sotto i panorami infiniti del Colorado.

Testo e foto: Andrea B. Nardi

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