Quanto siete stati connessi nell’estate 2012?

Fra smartphone, iPad e chi più ne ha più ne metta, vi siete domandati quanto la tecnologia abbia contato nelle vostre vacanze?

Per molti versi il rapporto tra italiani e tecnologia è contrastato: secondo le statistiche del 2011 quasi il 40% la disprezzava l’hi-tech o comunque non dava segni di simpatia nei confronti di internet. Eppure la tecnologizzazione avanza e sempre più di frequente ora si ammette quanto internet, insieme agli strumenti tecnologici offerti dai dispositivi mobili, possano risultare utili. Per comunicare con gli altri, ottenere in modo veloce informazioni, semplificarci la vita. Specialmente in viaggio.

Sembra che durante l’estate 2012 il 60% degli italiani ha pensato di portare in vacanza un device mobile per connettersi a internet, dal classico cellulare (oggi sempre più simile a una stazione high tech in miniatura) a un tablet. Quali sono i servizi ritenuti più utili da avere sul proprio smartphone? Naturalmente posta elettronica, per il 62,4% degli utenti, oltre alle mappe geografiche della città, segnalate dal 38,5%.
Gli italiani, inoltre, in vacanza si connettono per consultare gli orari di treni, autobus e navi nel 16,9% dei casi. E (naturalmente?) cercano di informarsi rimanendo al corrente delle notizie legate all’attualità. Ma lo fa solo il 15,4% degli intervistati.
Altri servizi tra i più richiesti? Guida a hotel e ristoranti, ricercate dal 13,1% e banca online, utile per il 13,1% degli utenti, sono considerati tra gli strumenti di viaggio ottimi per guadagnare tempo e evitare lo stress della disorganizzazione.

Disorganizzazione: a quanto pare lo spettro più temibile della nostra società. Eppure chi non ricorda con piacere i vagabondaggi senza meta di quando ci lanciavamo fuori dal finestrino per chiedere informazioni a sconosciuti dai quali si scoprivano indirizzi poi rimasti nella memoria? Sbagliando strada e persino treno, senza soldi davanti a una cabina del telefono aspettando un vaglia salvifico, l’emozione di sentire dall’altro capo del filo i cari rimasti a casa, a cui scrivere cartoline dall’inchiostro sbavato per il caldo estivo: il senso del viaggio era, ed è, anche in questo.
La tecnologia è certamente utile, eppure, forse, come bambini troppo famelici davanti alle ormai antiche tv dovremmo imparare a disconnetterci. E riappropriarci della magia di quell’isolamento che permette ai pensieri di trovare finalmente pace riscoprendo il piacere dell’istante, il silenzio, la solitudine. L’imprevedibile, ingrediente altrettanto indispensabile del viaggiare.

Maddalena De Bernardi

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