Monferrato. Rosso Barbera



Le dolci colline del Monferrato fanno da culla a un vino che per troppo tempo è stato discriminato. La Barbera, nata contadina e diventata regina, custodisce racconti di un territorio tutto da scoprire.

Orgoglioso di sé fa mostra dei suoi frutti belli e vellutati offrendoli al sole settembrino e ai miei occhi curiosi. Il Barbera è il vitigno più rappresentativo del Piemonte anche se non il più antico; robusto e produttivo, ha visto una diffusione decisiva a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Il Monferrato è il territorio votato alla produzione della Barbera e di molti altri vitigni dalle origini arcaiche come il bianco Moscato, ma una delle eccellenze è da ricercare tra i produttori del Nizza, una Barbera d’Asti Superiore la cui produzione è vincolata a un rigido disciplinare. I terreni devono essere collinosi, bene assolati e con fondo argilloso-calcareo, che nei periodi di siccità possa rilasciare l’acqua accumulata. Sono invece esclusi quelli del fondovalle, troppo umidi e non raggiunti da sufficiente sole. L’invecchiamento di questa Barbera è previsto esclusivamente in legno di rovere, barrique o tonneau, per un periodo minimo di sei mesi e vengono vinificati esclusivamente i raccolti che raggiungano una gradazione alcolica naturale di almeno 12 % vol. La forma di allevamento con potatura Guyot, l’unico permesso dal disciplinare, permette di ottenere un risultato migliore per la presenza di molta vegetazione in alto con i frutti in basso. Le foglie fungono così da protezione per i grappoli, come in questa annata particolarmente calda e secca.

Quaranta produttori aderiscono all’Associazione di tutela, garantendo un prodotto di qualità grazie alla severa autoregolamentazione e alle degustazioni alla cieca, che permettono a ognuno di valutare i vini degli altri soci. Un tempo considerato un vino di poco interesse, è stato reso importante grazie all’operato di Giacomo Bologna che, intuendo le grandi potenzialità della Barbera, ha introdotto l’utilizzo della barrique per l’invecchiamento, portandola a diventare sontuosa e apprezzata. Arturo Bersano, capostipite dell’omonima Azienda cui è anche dedicato un museo, è invece stato il primo a imbottigliarla, garantendole un adeguato abito a festa. Centro nodale dell’attività dell’Associazione è Nizza Monferrato, piccolo e incantevole paese dove si trova l’Enoteca Regionale, che ha sede nello storico Palazzo Crova. Al piano interrato un’osteria come una volta con pareti in mattoni a vista, tavoli in legno e centinaia di bottiglie in esposizione. Al primo piano, invece, l’interessante Palazzo del Gusto offre un percorso lungo l’antica tradizione del buon cibo monferrino. Perché ad accompagnare una Barbera, dal carattere volitivo e generoso, non c’è nulla di meglio di qualche piatto semplice ma saporito. La torta verde, ad esempio, è un insieme di erbe verdi di campo, riso, uova e parmigiano. Si prepara nel periodo pasquale, ma questa delizia può essere surgelata e consumata durante tutto l’anno. La bagna caôda è forse la preparazione più famosa; a base di aglio e acciughe è il piatto tipico della tradizione contadina, poi nobilitato nel secondo dopoguerra. E poi la pasta fresca, i tajarin, conditi con funghi porcini o tartufo, gli arrosti e i grandi formaggi, freschi e delicati o stagionati e sapidi.

Tra un bicchiere e un boccone, si può esplorare il territorio seguendo le orme dello scrittore e giornalista Davide Lajolo nativo di Vinchio, che da queste colline traeva ispirazione. Arte e Resistenza sono temi trattati lungo l’itinerario che si apre sui panorami della Barbera, mentre il percorso ideato nel Parco Naturale della Val Sarmassa riguarda le masche, tradizionali streghe piemontesi, su cui l’autore ha scritto un avvincente racconto. Abbracciati dai vigneti si possono percorrere chilometri ammirando i colori della natura in rapida evoluzione, che in ogni stagione offrono il meglio di sé. Tutti gli itinerari partono e arrivano alla Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio, che svolge un importante ruolo nella tutela del territorio. Molti piccoli produttori, in possesso di appezzamenti ereditati dalla famiglia, non sarebbero in grado di vinificare autonomamente e il lavoro della cantina permette che i vigneti non vadano persi. Paesaggi bucolici, sfumature di verde che degradano fino a diventare trasparenti all’orizzonte, colline infiammate dal sole al tramonto e vigneti animati durante la vendemmia. Il Monferrato è vita, amore per la terra e per la Barbera. Tra le molte Aziende del Nizza da visitare, abbiamo intrapreso un percorso fatto di barricaie, realtà familiari, mercati mondiali e vini da scoprire e apprezzare per le proprie peculiarità.

Quella di Franco Mondo è un’Azienda giunta ormai alla quinta generazione, che non accenna ad arrestare la sua corsa, grazie alle giovani figlie. Con tredici ettari di terreno produce soprattutto Barbera, affiancata da Favorita, Moscato Bianco e altri vitigni tipici. La Barbatella è una realtà diversa dalle altre. Non si tratta di un’attività tramandata di padre in figlio, ma di persone che si sono innamorate del territorio, dei suoi vini e del buon cibo. L’escursione termica tipica delle colline, che si trovano a 300 metri di altitudine, conferiscono ai vini grandi profumi. Dodici mesi in legno per la Ru – quercia in piemontese – dell’Azienda Erede di Chiappone Armando. Terreno argilloso, che rilascia l’acqua alle viti che custodisce geloso, per un’Azienda che occupa una posizione dominante sul Rio Nizza. Scenografica la piccola chiesa dedicata a San Michele di cui si occupa la famiglia Chiappone e che si trova proprio di fronte alla cascina.

Michele Chiarlo, che produce vini conosciuti in tutto il mondo, è un pilastro per la cultura del territorio. La Cascina Castello, chiamata così perché sorge sopra le ceneri dell’antica Castelnuovo Calcea, ospita un parco culturale tra i vigneti. Sculture in ceramica, che evocano antiche tradizioni, e grandi installazioni dedicate all’aria e al fuoco. Oltre a questo, ogni anno un grande evento tematico fatto di danze, musica, teatro e cinema per far vivere e vibrare animi e luoghi. Coppo lavora per recuperare i vigneti vecchi e per eliminare i concimi chimici, sostituendoli con i sovesci. Questa tecnica prevede il trapianto annuale di piante adatte ad arricchire il terreno e ad aumentare la sua biodiversità. Cascina Garitina è famosa per i vini, tra tutti il passito di Barbera e il Brachetto, ma soprattutto perché il proprietario, Gianluca Morino, oltre a essere Presidente al terzo mandato dell’Associazione del Nizza, è un vignaiolo digitale. Con solo 140 caratteri di un tweet riesce a comunicare il territorio alla rete, trasmettendo l’amore incondizionato per la sua terra.

Lavoro, tradizione e passione. Questi sono i principi che regolano l’attività dell’Azienda Bersano e che racconta l’omonimo museo. Carri, attrezzi agricoli, stampe e aratri sono solo una piccola parte di ciò che offre l’esposizione. Visitare il museo è come passeggiare nella storia per arrivare là dove tutto ha avuto origine. La rassegna degli oggetti collezionati rende l’unione tra vino e territorio non solo reale, ma anche tangibile e maggiormente comprensibile. Per completare l’itinerario quel che ci vuole è un buon amaro. La Distilleria Balestrino produce ancora i digestivi a mano, tramite infusione e filtrandoli con colini in tessuto. Pietro, il proprietario, vi potrà condurre attraverso le tradizioni del Bel Paese, raccontandovi le mille storie custodite nei suoi magazzini.

Vi invito, infine, a imparare dalle sagge parole degli anziani “Dissetatevi con l’acqua e gustatevi il buon vino”.

Testo di Federica Giuliani | Foto di Giovanni Tagini

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