Salone del Gusto 2012: tutti i sapori del mondo a Torino


Mi sono avvicinata la Salone del Gusto in punta dei piedi, perché normalmente sono prevenuta sulle grandi kermesse intorno al mondo dell’enogastronomia. Prima di questa edizione del 2012 non avevo mai visitato il salone di Torino, avevo avuto però il piacere di partecipare a Terra Madre, quando era aperta solamente agli addetti ai lavori.

Dopo due giorni intensi trascorsi a incontrare persone e macinare terreno aggirandomi tra gli stand, posso affermare con decisione che il Salone del Gusto mi ha piacevolmente sorpresa. Nonostante sia una manifestazione rivolta al grande pubblico, che conta un’affluenza di visitatori davvero enorme, rimane fedele al concetto Slow Food di qualità e di tutela del territorio.

Tre padiglioni dedicati all’Italia mentre l’Oval ospita Terra Madre, che quest’anno è aperta alla curiosità di tutti. Olio appena franto, birra da spalmare, aceto balsamico proveniente da piccole e antiche acetaie, formaggi, prosciutti e ogni altra delizia appartenente a piccole realtà o a grandi marchi già noti.

Tra tutti i prodotti italiani sono rimasta incantata dal Pastificio Felicetti e dall’ingegno di Davide Scabin, eclettico e stellato chef del Combal.Zero di Rivoli (Torino). Per dimostrare la qualità della pasta Felicetti, nata in Trentino da un matrimonio tra grani selezionati e acqua purissima, lo chef ha pensato di maltrattarla cuocendola passivamente in acqua bollente per quattro minuti e lasciandola poi in infusione a fuoco spento per altri 10 minuti circa. L’ha fatta poi raffreddare e ne ha ricavato dei dischi, che sono stati messi sottovuoto e in frigorifero fino all’arrivo al salone. Qui, messa in un brodo di verdure e salsa di soia, ha ripreso la sua forma originale mantenendo una consistenza perfetta, diventando un perfetto street food italiano oriental style.

Tra i presidi dal mondo, invece, uno straordinario sale di canna del fiume Nzoia, in Kenya, dalla sapidità estrema; la pasta katta di Timbuctu, di grano locale e dalla forma che assomiglia alle nostre trofie; il vino in anfora georgiano, di tradizione antichissima e dal gusto eccezionale; il motal, formaggio proveniente dall’Armenia stagionato in vasi di terracotta sigillati con cera d’api, dal sapore forte e incredibilmente aromatico.

Il Salone del Gusto è, infine, anche laboratori eccezionali. Uno tra tutti, quello sui formaggi di Hervè Mons, affinatore di fama internazionale. Hervè è in realtà un poeta del gusto, in grado di raccontare in poche parole e in un solo boccone un territorio intero. Il latte crudo, al centro di mille polemiche, è ciò che può proteggere il terroir con tutti i suoi microrganismi, fondamentali nella caseificazione. Le muffe portano al piacere del gusto, se ben sviluppate, e aiutano il mondo a preservarsi.

Qualità. È tutto ciò che serve per mantenere in salute il nostro corpo e la natura che ci circonda. Concetto facile da esprimere, ma difficile da trasmettere con l’incalzare della grande distribuzione e della standardizzazione del mercato.

Testo e foto di Federica Giuliani

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