Consigli pratici di fotografia: panning e conclusioni

Ultima puntata per quanto riguarda i consigli del fotografo naturalista Giorgio Trucco.

Il panning è l’arte di creare dei mossi sfocati. Il mosso sfocato deriva dal seguire il movimento dell’animale nel suo ambiente. Infatti usando un tempo di posa adeguatamente lungo, lo sfondo risulterà mosso, a causa del movimento della macchina foto durante la ripresa. E’ utile sforzarsi di riprendere questo tipo di immagine ogni volta che ne abbiamo la possibilità. La tecnica del panning non è facile da eseguire, e richiede molta pratica e una certa dose di fortuna per ottenere grandi immagini, ma può dare grandi soddisfazioni.

Caribou in corsa. Denali NP, Alaska, USA. Nikkor 80-200mm f/2.8

Questo è un esempio di panning pressochè perfetto. La messa a fuoco e il panning sono molto accurati e il risultato è un’immagine molto nitida con uno sfondo armoniosamente sfocato.

Approfondiamo alcuni dettagli del panning. La situazione ideale per il panning è un animale in piena vista che si muove contro uno sfondo uniforme e lungo un cammino che non è diretto né verso di noi, né in allontanamento da noi, ma piuttosto a 90 gradi, così che la sua distanza rimarrà più o meno costante. In una fotografia di panning gli elementi che si muovono – dal piu’ veloce al piu’ lento – sono: sfondo e gambe o ali dell’animale, testa, corpo.

Ricordate che immagini completamente mosse (o sfocate) sono contrarie al concetto stesso del panning, e sebbene possano mantenere alcuni elementi di interesse, magari perché cromaticamente intense, risultano mal eseguite e, a mio parere, hanno poco valore. Un mosso accettabile deve contenere aree della foto che siano nitide e ferme, possibilmente la testa o il muso dell’animale. Ricordate che nel panning bisogna controllare contemporaneamente sia la messa a fuoco che il movimento della macchina foto. Cosa dobbiamo quindi cercare di mettere a fuoco?

Zebra in corsa. Mikumi NP, Tanzania. Canon 300mm f/2.8

Questo è un esempio di tecnica di panning non perfettamente eseguita. La messa a fuoco è corretta, ma il panning manca di precisione, e si ottiene così un’immagine nella quale nulla è realmente fermo. Certamente rende bene l’idea e a qualcuno potrà anche piacere. Personalmente non mi dispiace, ma credo sia un buon esempio di panning da migliorare.

Il corpo dell’animale è il miglior obbiettivo per la messa a fuoco. La testa, invece, può seguire il movimento del corpo (come in un elefante per esempio) oppure muoversi avanti e indietro, o su e giù rispetto ad esso (per esempio in una giraffa). Quindi è difficile prevedere se la testa sarà ferma rispetto al corpo, e questo dipende dalle condizioni e dall’animale che si sta fotografando.

Elefante in marcia. Ruaha NP, Tanzania. Canon 70-200mm f/2.8

Mi piace molto questa immagine. Sia la messa a fuoco che il panning sono accurati e il soggetto non è al centro dell’immagine. Gli elefanti camminano lentamente, e questo gigante gentile mi ha permesso di mettere a fuoco e di ricomporre durante il panning. Il risultato è questa immagine a pieno formato.

Ecco la mia lista di consigli:

  • L’effetto panning si ottiene al meglio con un tempo di posa compreso fra 1/4 e 1/30 di secondo. Impostate la macchina foto in modalità priorità di diaframma e scegliete una coppia ISO/diaframma che vi dia il tempo di posa desiderato (io faccio così). Oppure impostate la fotocamera in modalità priorità di tempo e scegliete il tempo di scatto desiderato. Ricordatevi che è meglio usare ISO alti e diaframmi chiusi piuttosto che il contrario; questo perchè il diaframma più chiuso vi aiuterà nella messa a fuoco aumentando la profondità di campo.
  • Impostate il modo di messa a fuoco su Continuo (Nikon) o AI Servo (Canon). Quando il soggetto è a fuoco vogliamo che la macchina foto blocchi e mantenga la messa a fuoco.
  • Impostate lo stabilizzatore di immagine dell’obiettivo su Normal (Nikon) o Mode 2 (Canon). Queste impostazioni compenseranno solo il mosso verticale senza cercare di correggere il movimento orizzontale della macchina foto.
  • Selezionate il punto di messa a fuoco centrale e mantenetelo sul corpo dell’animale con un movimento quanto più preciso e fluido possibile. Non scattate subito. Valutate la velocità dell’animale controllando l’allineamento del punto centrale di messa a fuoco con il suo corpo, e correggete il movimento di panning al fine di tenerli allineati. A questo punto cominciate a scattare.
  • Non scattate solo una o due immagini. Scattate un’intera sequenza con il modo di scatto continuo ad alta velocità e riprendete quante più immagini possibile in una sola azione continua.

Un problema del panning è che il soggetto è sempre nel centro del fotogramma. Mettere a fuoco e ricomporre l’immagine è praticamente impossibile durante il panning (anche se si può fare…). Una soluzione è quindi quella di ricorrere a composizioni che non riempiano tutto il fotogramma con il soggetto in modo da mantenere dello spazio per il ritaglio in post-produzione.

Babbuini in corsa nella calda luce del ramonto. Ruaha NP, Tanzania. Canon 300mm f/2.8

Il panning deve essere provato con gli strumenti giusti per aumentare al massimo le possibilità di ottenere buone immagini. A mano libera è fattibile solo con obiettivi di media lunghezza. Con teleobiettivi più potenti, è fondamentale usare una montatura per il panning!

La mia montatura preferita per il panning è la testa Manfrotto 393 Gimbal. Ha un’azione molto fluida, si bilancia velocemente ed è molto economica rispetto ad altre scelte sul mercato. Se siete seriamente interessati al panning, e fotografate con obiettivi oltre i 100mm, credo che abbiate bisogno di usare una testa per il panning.

Delfino che salta. California del Sud. Nikkor 80-200mm f/2.8

Ancora oggi, a quasi dieci anni di distanza, questa è una delle mie immagini preferite. Ho scattato questa foto dalla prua di una nave che seguiva un branco di delfini. Era l’ora del tramonto e il sole basso all’orizzonte colorava di rosa e giallo gli spruzzi dell’acqua. L’immagine è una variazione sul tema del panning, perche lo sfondo è sfocato a causa del movimento sia del soggetto che del fotografo, che si muovono praticamente alla stessa velocità. Ho scattato nel momento esatto in cui il delfino immergeva la testa nell’acqua, ottenendo dei bellissimi spruzzi che assomigliano molto alle scintille prodotte da una smerigliatrice.

Conclusioni

Abbiamo visto che la fotografia naturalistica è un argomento talmente ampio che può essere utile definire delle linee guida e decidere quale tipo di immagine vogliamo creare.

Deciderlo al momento dello scatto ci aiuta a incrementare la nostra consapevolezza del processo fotografico e ci può guidare nelle scelte tecniche.

Abituarsi a pensare fuori dagli schemi e ad andare oltre il solito “ritratto animale” può incoraggiare un approccio fotografico più creativo, che a sua volta, ci aiuta a sviluppare uno stile personale, che è lo scopo finale del processo di apprendimento fotografico.

Testo di Giorgio Trucco | Foto Copyright Giorgio Trucco

Leggi gli altri consigli del fotografo: Puntata 1| Puntata 2 | Puntata 3

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