Che l’Emilia sia una terra di grandi appassionati di motori, e Parma non fa eccezione, è risaputo. Si parla molto spesso di Ferrari, Lamborghini, Ducati, ecc. e la mente evoca immediatamente campi di battaglia come Monza o la Mille Miglia. Proprio in occasione della Mille Miglia moltissimi parmigiani accorrono per gustarsi il passaggio di quello che è un vero e proprio museo itinerante formato dalle più belle espressioni della storia dell’automobilismo. Pochi di questi appassionati sanno tuttavia che anche all’estero, e non troppo lontano da noi, vengono organizzate manifestazioni che nulla hanno da invidiare alla regina delle corse per il numero e la qualità delle auto che vi partecipano. E’ quanto succede tutti gli anni a settembre a Goodwood, nel sud dell’Inghilterra, in occasione del Goodwood Revival.
Ed è proprio qui che quest’anno un paio di parmigiani doc si sono recati muniti di taccuino, fotocamere e di tutti i necessari accrediti per godersi una 
Nell’avvicinarsi ai cancelli d’ingresso si attraversa poi una grande area attrezzata con tantissimi stands dove è possibile acquistare abbigliamento, accessori, oggettistica e automobilia rigorosamente ‘vintage’. Ci si rende poco a poco conto di avere momentaneamente abbandonato la monotona quotidianetà per avventurarsi in una nuova atmosfera proiettata nel passato. Una delle cose più straordinarie che colpisce, e che non deve trovare impreparato, chi per la prima volta si reca a Goodwood è il cosiddetto ‘dress code’. Ogni intervenuto che si rispetti deve sapere che è caldamente consigliato un abbigliamento molto sobrio e possibilmente in sintonia col periodo storico evocato dalle auto ammesse alla manifestazione. Chi osasse entrare con jeans, sneakers e zainetto si sentirebbe immediatamente come un pesce fuor d’acqua e, comunque, si vedrebbe negato l’accesso a numerose aree nelle quali è richiesto un abbigliamento decisamente più formale. Sono regole ben conosciute dal pubblico femminile, che è qui numericamente rappresentato in maniera esponenziale rispetto a qualsiasi altra manifestazione a carattere motoristico. E’ proprio il pubblico femminile, con il suo estro, la sua fantasia e il suo buon gusto, a creare una cornice di stupefacente eleganza che circonda tutto quanto succede a Goodwood. Gli uomini fanno del loro meglio e nel complesso ne escono con una votazione più che sufficiente.

Per gustarsi tutto lo spettacolo offerto da Goodwood nell’arco dei tre giorni non bisogna voler strafare ed è necessario prendersi le giuste pause: per questo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ci sono tanti posti di ristoro per tutte le tasche; ci si può dissetare con acqua, birra oppure…champagne: ma l’ideale sarebbe portarsi il classico plaid in tartan con cestino da picnic e prendersi un po di relax sulla morbida erbetta. Per finire qualche consiglio per chi avesse idea di andare a Goodwood l’anno prossimo. I biglietti si possono acquistare solo online ed è prudente non dormirci sopra. Stesso discorso per la sistemazione in albergo perché in prossimità della manifestazione non si trova più un posto per dormire se non, forse, a Brighton. Ma potrebbe non essere poi così grave perché lì, per la cena, c’è uno dei ristoranti di Jamie Oliver: a buon intenditor…
Testo di Angelo Bortesi | Foto di Paolo Ravazzi











































