Inghilterra. Goodwood Revival: festa dei motori d’epoca


Che l’Emilia sia una terra di grandi appassionati di motori, e Parma non fa eccezione, è risaputo. Si parla molto spesso di Ferrari, Lamborghini, Ducati, ecc. e la mente evoca immediatamente campi di battaglia come Monza o la Mille Miglia. Proprio in occasione della Mille Miglia moltissimi parmigiani accorrono per gustarsi il passaggio di quello che è un vero e proprio museo itinerante formato dalle più belle espressioni della storia dell’automobilismo. Pochi di questi appassionati sanno tuttavia che anche all’estero, e non troppo lontano da noi, vengono organizzate manifestazioni che nulla hanno da invidiare alla regina delle corse per il numero e la qualità delle auto che vi partecipano. E’ quanto succede tutti gli anni a settembre a Goodwood, nel sud dell’Inghilterra, in occasione del Goodwood Revival.

Ed è proprio qui che quest’anno un paio di parmigiani doc si sono recati muniti di taccuino, fotocamere e di tutti i necessari accrediti per godersi una kermesse unica al mondo. Va subito detto che, come la Mille Miglia, la manifestazione è riservata alle cosiddette auto storiche (costruite fino alla metà degli anni ’60) ma per un vero appassionato di auto si tratta di un evento imperdibile. Per capire il perché di queste affermazioni così categoriche potrebbe bastare un dato: delle solo 39 Ferrari GTO prodotte ben 15 erano schierate sulla pista di Goodwood. Ma c’è molto di più. Due parole vanno spese sulla location. Il circuito si trova nelle proprietà di lord March, vicino a Chichester, nella più classica campagna inglese, a una settantina di miglia da Londra. Come altri circuiti inglesi è ricavato da un aeroporto utilizzato dalla Raf durante il secondo conflitto mondiale e, se si esclude la pista su cui si svolgono le gare, è tutto un trionfo di verdissimi prati all’inglese. Anche il parcheggio esterno non fa eccezione e già quando si arriva c’è da restare meravigliati dall’incredibile numero di auto d’epoca posteggiate: sono semplicemente le auto di coloro che sono venuti a Goodwood come spettatori e per l’occasione hanno deciso di lasciare in garage le più comode ma più banali auto di tutti i giorni.

Nell’avvicinarsi ai cancelli d’ingresso si attraversa poi una grande area attrezzata con tantissimi stands dove è possibile acquistare abbigliamento, accessori, oggettistica e automobilia rigorosamente ‘vintage’. Ci si rende poco a poco conto di avere momentaneamente abbandonato la monotona quotidianetà per avventurarsi in una nuova atmosfera proiettata nel passato. Una delle cose più straordinarie che colpisce, e che non deve trovare impreparato, chi per la prima volta si reca a Goodwood è il cosiddetto ‘dress code’. Ogni intervenuto che si rispetti deve sapere che è caldamente consigliato un abbigliamento molto sobrio e possibilmente in sintonia col periodo storico evocato dalle auto ammesse alla manifestazione. Chi osasse entrare con jeans, sneakers e zainetto si sentirebbe immediatamente come un pesce fuor d’acqua e, comunque, si vedrebbe negato l’accesso a numerose aree nelle quali è richiesto un abbigliamento decisamente più formale. Sono regole ben conosciute dal pubblico femminile, che è qui numericamente rappresentato in maniera esponenziale rispetto a qualsiasi altra manifestazione a carattere motoristico. E’ proprio il pubblico femminile, con il suo estro, la sua fantasia e il suo buon gusto, a creare una cornice di stupefacente eleganza che circonda tutto quanto succede a Goodwood. Gli uomini fanno del loro meglio e nel complesso ne escono con una votazione più che sufficiente.

A Goodwood non c’è tempo per annoiarsi. Nei paddocks è possibile ammirare una incredibile selezione delle più belle auto da collezione: non è il caso di scendere in dettagli. Lo spettacolo prosegue poi sulla pista dove non ci si limita a semplici sfilate ma vengono disputate vere e proprie competizioni che infiammano gli spettatori che gremiscono le tribune. Per l’occasione si infilano casco e tuta anche ex piloti del calibro di Jean Alesi, Jochen Mass, Stirling Moss, John Surtees e altri ancora. E la tuta se la sono infilata anche i bambini che a bordo delle loro stupende Austin J40 a pedali hanno disputato la breve ma divertentissima Settrington Cup. La timetable di Goodwood non prevede solo gare o esposizione di auto: c’è anche un notevole spazio dedicato agli aerei storici con decolli ed esibizioni mozzafiato. Molti inglesi si saranno certamente commossi quando si sono alzati in volo gli Spitfire, Hurricane e Lancaster della Raf in memoria della battaglia d’Inghilterra.

Per gustarsi tutto lo spettacolo offerto da Goodwood nell’arco dei tre giorni non bisogna voler strafare ed è necessario prendersi le giuste pause: per questo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ci sono tanti posti di ristoro per tutte le tasche; ci si può dissetare con acqua, birra oppure…champagne: ma l’ideale sarebbe portarsi il classico plaid in tartan con cestino da picnic e prendersi un po di relax sulla morbida erbetta. Per finire qualche consiglio per chi avesse idea di andare a Goodwood l’anno prossimo. I biglietti si possono acquistare solo online ed è prudente non dormirci sopra. Stesso discorso per la sistemazione in albergo perché in prossimità della manifestazione non si trova più un posto per dormire se non, forse, a Brighton. Ma potrebbe non essere poi così grave perché lì, per la cena, c’è uno dei ristoranti di Jamie Oliver: a buon intenditor…

Testo di Angelo Bortesi | Foto di Paolo Ravazzi

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