Messina. Uno sguardo sul Ponte


Perché SI’ al Ponte

Chi è favorevole alla realizzazione del Ponte poggia la sua convinzione sui seguenti argomenti:

  • Economico:
    • L’opera non necessita di nessun contributo a fondo perduto da parte dello Stato. I soldi vengono da: Stretto di Messina spa per 2,5 mld (Fintecnica, FS, ANAS, Regione Calabria, Regione Sicilia) e per il resto da una cordata di banche nazionali ed internazionali per sostenere il project financing, a fronte di una concessione statale per 38 anni.
    • Ulteriori “tesoretti” per imprevisti sono costituiti dal ribasso di 500 mln con cui Impregilo si è assicurata l’appalto iniziale di 4,4 mld e dalla differenza con il costo del progetto totale finanziato.
    • Un pool di imprese cinesi ha recentemente dimostrato interesse per assumere l’onere della costruzione in project- financing.
    • L’opera contempla interventi sulla viabilità per 20 km sia in Sicilia che in Calabria per collegare il ponte e non necessita di ulteriori finanziamenti.
    • Durante i 6 anni dai costruzione Il ponte avrà una ricaduta occupazionale di 40.000 persone e turistica per la curiosità destata (non quantificabile ndr.).
    • Il progetto favorirà le comunicazioni, il turismo e il rilancio economico del sud.
  • Ambientale: Diminuirebbe  l’inquinamento marino e ambientale prodotto dal transito dei traghetti nello stretto.
  • Tecnico: Fattibilità tecnica e sicurezza sono state messe a punto in lunghi anni di studi. Tutti gli aspetti sono stati investigati.


Tra gli sponsor illustri Folco Quilici, famoso documentarista e scrittore, che in proposito afferma: Tutto ciò che unisce è indispensabile per il progresso, la pace e la civiltà umana. La civiltà stessa si basa sui ponti. Basti pensare ai pigmei dell’Africa equatoriale: impiegano intere settimane per costruire ponti utilizzando corde e liane” . Le infrastrutture sono quindi simbolo di progresso e di desiderio di comunicazione e il Ponte apporterebbe vantaggi al territorio, all’economia locale, ai trasporti e al turismo.



Perché NO al Ponte


Chi è contrario alla realizzazione del Ponte basa la sua critica sui seguenti argomenti:

  • Economico:
    • Il ponte sarà in effetti pagato per il 41% dallo Stato attraverso Fintecnica (a fondo perduto secondo gli Advisor) che si impegnerà a coprire i rischi rimborsando ai privati la differenza tra i flussi di traffico previsti e reali. Queste risorse avrebbero potuto essere impiegate  più proficuamente in ferrovie, acquedotti, autostrade, porti siciliani.
    • I flussi di traffico previsti sono sovradimensionati rispetto alle previsioni degli Advisor realizzate per conto del governo nel 2001 (dal 25 al 60% in eccesso).  I dati di passaggio di veicoli sullo stretto sono in costante calo, in aumento il traffico aereo.
    • La utilizzazione del ponte rimarrà modesta anche a causa della qualità della rete stradale in Calabria e Sicilia. Una cattedrale nel deserto.
    • Non verrà utilizzato dal traffico locale che non usa l’auto, o comunque non allungherà il percorso di una decina di km per percorrerne le rampe, né pagherà il prezzo (si prevede salato) del pedaggio. Continuerà ad usare il traghetto.
    • L’occupazione stimata è 3 volte quella prevista dagli Advisor, che suggerivano realizzazioni alternative in grado di creare occupazione stabile.
    • La UE ha escluso l’opera dai finanziamenti per i corridoi ferroviari transeuropei.
  • Ambientale:
    • Nella valutazione di impatto ambientale vi sono,  secondo le Direttive Comunitarie,  lacune sostanziali: sulle zone di pregio, su alcune opere di collegamento al ponte e sull’analisi delle alternative.
    • La struttura con piloni alti 400 m. ha un impatto enorme e irreversibile sull’ambiente circostante.
  • Tecnico:
    • Sarebbe la struttura più complessa  mai realizzata l mondo. Nessuna esperienza simile.
    • Mancano approfondimenti tecnici sulla struttura che rispondano alle perplessità di numerosi esperti riguardo a materiali, assemblaggio, progettazione. Perplessità riguardano anche la compatibilità con il traffico ferroviario con cui sul lato calabrese non è collegato
    • Manca un’analisi geologica e sismica approfondita e aggiornata.


    Schierato per il no al ponte è Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, che lo definisce “una follia rischiosa…perché non farebbe altro che compromettere un equilibrio idrogeologico già gravato di pesi. Sembra assurdo ed ingiustificato affrontare un investimento economico così ingente per la realizzazione di un’opera di cui non si capisce l’utilità…Bisognerebbe, innanzitutto, procedere alla messa in sicurezza di Messina e Reggio Calabria, gravemente in pericolo di distruzione anche nel caso in cui si verificasse un terremoto debole…L’uomo, sempre più spesso impegnato nel dimostrare la propria grandezza tramite ciò che può costruire, dovrebbe invece, cercare una convivenza armonica con l’ambiente circostante, sempre più spesso sfregiato”.

    Il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) si oppone alla proroga votata dichiarando senza mezzi termini che “questo progetto deve essere accantonato immediatamente visto che è un’opera irrealizzabile dal punto di vista ambientale, tecnico ed economico”



    Segue >>>

    Caro lettore,

    Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

    Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.