Messina. Uno sguardo sul Ponte

La nostra opinione

Tra il 2001 e il 2006 per studi preliminari sono stati spesi secondo la Corte dei Conti 200 mln. D da oltre 30 anni i dipendenti della Stretto di Messina SpA lavorano sul progetto. Solo negli ultimi 5 anni sono costati quasi 29 mln, che si aggiungono agli altri 300 mln finanziati ora per 2 anni di ulteriori studi. Totale oltre 529 mln e ancora si deve cominciare, se si comincerà.

Nella sua Analisi economica su costi-benefici del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina (2003),  il prof. Marco Brambilla del Politecnico di Milano – DiAP Dipartimento di Architettura e Pianificazione conclude: “Con le considerazioni fino ad ora esposte sono tre le conclusioni che si possono trarre dall’analisi costi – benefici::

  • Analisi economica: l’indicatore di convenienza economica rimane fortemente negativo se riferito ad uno scenario con concessione trentennale, e solamente con eccezionali condizionifavorevoli nell’arco di 50 anni, si ha un’inversione del segno.
  • Analisi finanziaria: i risultati ridimensionano la fiducia che sembra valere per molte opere pubbliche circa il ruolo della finanza di progetto (ricorso a capitali privati).
  • Usi alternativi dei fondi pubblici: nell’ambito di previsioni realistiche dell’andamentodell’economia e dei traffici, i maggiori benefici sociali si hanno riducendo l’impegno dellefinanze pubbliche e lasciando l’accesso al Ponte soggetto a pedaggio.


Nonostante i risultati manifestino un’inesistente validità trasportistica del Ponte sullo Stretto di Messina la decisione di realizzare questa infrastruttura può prescindere dagli esiti dell’analisi costi-benefici e considerare la modifica della rete infrastrutturale con il collegamento stabile, come un intervento animato da altre motivazioni, la cui trasparente giustificazione rimane di esclusiva competenza politica”

Di fronte a un’opera tanto faraonica, che sarebbe comunque tecnicamente un azzardo e che potrebbe forse trovare una giustificazione politica, più che economica, in tutt’altro contesto ma mai comunque una ambientale, ci associamo all’appello del FAI nel richiedere la sua cancellazione e la destinazione degli investimenti a infrastrutture più utili, di cui nella zona c’è una drammatica necessità. Ci saranno penali da pagare: succede quando si sbaglia. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.



Testo di Federico Klausner |  Foto Web


Torna all’inizio >>>

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.