Vienna e la musica: un corpo e un’anima

Il rapporto tra Vienna e la musica è uno di quei legami viscerali nei quali non si riesce a distinguere dove inizi l’una e dove finisca l’altra. La città è un unico grande monumento pluridimensionale in onore delle sette note, un luogo in cui la totalità delle percezioni del visitatore viene assorbita dall’imponenza storica e culturale di ogni scorcio, uno dei pochi luoghi al mondo capaci di trasmettere per osmosi il suo immenso bagaglio di sapere.

E’ quasi impossibile isolare dei singoli “luoghi della musica” in quanto si può affermare tranquillamente che Vienna “è” la musica. Ogni quartiere, ogni via, ogni edificio sono stati scenario d’eccezione degli eventi che hanno segnato l’evoluzione dell’arte dei suoni così come oggi la conosciamo. L’epoca d’oro della storia di Vienna dal punto di vista culturale è inquadrabile tra il XVIII e il XIX secolo, periodo in cui la città accolse personalità del calibro di Antonio Vivaldi, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Liszt, Antonio Salieri, Ludwig Van Beethoven e Franz Shubert, solo per citarne alcuni. Moltissime sono le testimonianze rimaste del passaggio attraverso Vienna di un così grande numero di geni della musica. Dietro il duomo di Santo Stefano (in tedesco Stephansdom) ad esempio, si trova la Mozarthaus, la casa in cui il compositore visse nel lusso più sfrenato, il luogo in cui compose “Le nozze di Figaro” e suonò a lungo con Joseph Haydn.

La struttura, di oltre 1000 metri quadri, è oggi un monumento-museo dedicato alla storia del genio musicale originario di Salisburgo. La città pullula di luoghi dedicati a Mozart, dall’abitazione in cui morì nel 1791 sita in Rauhensteingasse 8, vicino al Duomo (di cui oggi non resta che una targa commemorativa), ai vari luoghi in cui compose opere e si esibì, sino ad arrivare al Cafè Mozart (in Albertinaplatz n° 2), una caffetteria aperta tre anni dopo la scomparsa dell’artista e intitolata a lui nel 1929, nella quale gustare un ottimo caffè “alla Viennese” ed onorare allo stesso tempo la memoria mozartiana. La Beethoven-PasqualatiHaus era una delle 80 residenze del pianista e compositore che, anche dopo essere diventato sordo, riuscì ad esprimere il suo genio realizzando opere musicali di valore inestimabile. In questa casa, appartenente al barone Giovanni Battista di Pasqualati, mecenate di Beethoven, l’artista compose sia il “Fidelio” che il brano per pianoforte “Per Elisa”, dedicato al suo amore non corrisposto, Teresa di Malfatti.

Ancora oggi la città può vantare due delle migliori orchestre sinfoniche al mondo, i “Wiener Philharmoniker” e i “Wiener Symphoniker”, nonché luoghi di culto della musica di origini relativamente recenti come il celebre Teatro dell’Opera (Wiener Satsoper), situato in pieno centro storico. La struttura negli anni ha ospitato artisti del calibro di Maria Callas, Placido Domingo, Luciano Pavarotti e molti altri. Ogni anno il teatro ospita uno degli eventi più attesi dal jet set internazionale, il Ballo dell’Opera di Vienna. Altro luogo di culto moderno è il “Musikverein“, l’edificio in cui da diversi anni si tiene il famoso “Concerto di Capodanno” e che durante l’anno ospita centinaia di concerti.

Per celebrare infine il connubio tra storia della musica e nuove tecnologie non può mancare una visita alla Casa della Musica, il Museo Interattivo del Suono situato nel centro storico, all’interno del palazzo Erzherzog Karl. Attraverso installazioni multimediali di ultima generazione, all’interno di questa spettacolare struttura a sei piani è possibile sperimentare la musica coinvolgendo tutti e i cinque sensi, in un tripudio di classico e moderno che mette il visitatore al centro della scena, trasformandolo per il tempo di una visita in musicista viennese del XIX secolo.

Testo di Alessandra Narcisi | Foto Web

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