Brasile. Porto Alegre: quando la vita invita


Porto Alegre, la più europea tra le città brasiliane e la più brasiliana delle città europee. Nelle sue vie, dalla lunga storia coloniale, si respira un mix di cultura arte e natura. Tutto da vivere

Per i brasiliani è la più vivibile del Paese e per gli Europei è un’esotica città europea. La capitale del Rio Grande do Sul, al confine con l’Uruguay e l’Argentina, che ha ospitato il primo Social Forum mondiale, affascina chiunque. A ogni angolo di strada. Nata dall’incontro della cultura europea con lo spirito degli indiani Guarani, Porto Alegre, è un mix di natura, arte e cultura.

Fondata nel 1772 da cinquanta coppie delle isole Azzorre per ridefinire i confini delle colonie sudamericane secondo il Trattato di Madrid, nel XIX secolo è stata poi colonizzata da tedeschi, italiani, spagnoli, polacchi, libanesi che l’hanno trasformata nell’epicentro culturale dello stato, lasciando in eredità anche stili e tradizioni. L’atmosfera cool di Porto Alegre si coglie al volo: l’onda ritmica della suadente musica brasiliana vibra nell’aria, il rosso dei fiori colora i parchi Farroupilha o Redençao (come lo chiamano i locali, detti gauchos), e il profumo delle spezie aleggia tutt’ intorno al Mercado Publico, mecca dello shopping gastronomico.

Qui, nello stato più meridionale del Paese, la storia si fonde con la vita di ogni giorno e l’arte contemporanea. Nei vari piani dell’Usina do Gasometro, immenso spazio di archeologia industriale dove una volta si produceva energia elettrica oggi si crea cultura consentendo a giovani artisti di esporre le loro opere con mostre e personali. Così il Solar dos Camara, uno dei più vecchi edifici della città che ospitò anche l’imperatore Dom Pedro II oggi è la sede del Parlamento e di un centro culturale con biblioteca, spazi per esposizioni e musica, il Banco Nacional do Comércio un mix tra stile neoclassico-barocco-rococò è il Santander Cultural con cinema, un originale ristorante all’interno del caveau della ex banca e forum per musica, l’ottocentesco Teatro Sao Pedro, perfettamente conservato, ospita vari generi di attività artistiche.

Le collezioni di arte contemporanea sono esposte al MARGS (Museu de arte do Rio Grande do Sul) progettato dall’architetto tedesco Theo Wiederspahn in stile prevalentemente neoclassico e nella pinacoteca Aldo Locatelli, ospitata nel Paço do Açorianos (il  vecchio municipio) vicino al Museu Jùlio de Castilhos, fondato nel 1903. Le forme geometriche della Fundação Iberê Camargo caratterizzano lo skyline della città sullo sfondo del laguna. L’edificio disegnata dall’architetto Alvaro Siza Vieira èstato premiato con il Leone d’Oro alla biennale di Venezia nel 2002, La passeggiata sul design passa sul Ponte dos Açorianos che collega il centro alle fattorie dell’area meridionale della città, dichiarato monumento storico nel 1979 e attraversa l’autentico lastricato portoghese di Praça da Alfandega e Praça da Matriz.


La Soho di Porto Alegre con localini, bar, negozietti e vecchi palazzi ben restaurati, si estende intorno a Bairro dos Moinhos de Vento, il glam del quartiere è rinato pochi anni fa, nel 1995 con l’apertura del Cafè do Porto in Rua Padre Chagas, hottest street della città insieme a Rua Gomes. Carino il lifestyle del quartiere ebraico nel Barrio do Bomfim, frequentato da intellettuali e pensatori. Dall’architettura alla tavola, al ristorante Pampulhinha si assaggiano i piatti con le radici portoghesi, non manca mai il bacalhau. La tradizione gastronomica vuole in testa alle classifiche ? Chalé da Praça XV , dove si ritrovano gli ultimi fotografi ambulanti del posto.


Il centenario Chalé, costruito  in struttura scomponibile, in stile bavarese con tracce liberty conserva ancora lampadari e piastrelle originali e propone ottimi filet mignon. Il miglior barbeque di agnello da Quincho. La sera più divertente per andare al Opinão , il tempio locale del rock, è il lunedi , mentre gli amanti delle birre si ritrovano al Nossa Senhora do O’, ma l’hot spot per chi vuole divertirsi è l’area della Cidade Baixa e Rua Joao Alfredo. I fans della MPB (musica popolare brasiliana) si ritrovano al Bar do Nito e alla Champanharia Ovelha Negra, la cui fama è sbarcata anche a Rio de Janeiro, dove hanno aperto un secondo locale.


Di Ornella d’Alessio

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