Maha Kumbha Mela 2013: viaggio in India con i pellegrini

Kumbh Mela 2013: il pellegrinaggio hindu di massa più celebre al mondo nei primi 45 giorni del gennaio 2007 ha mosso oltre 16 milioni di indiani, che hanno affollato l’Ardh Kumbh Mela a Prayag in un gigantesco movimento capace di scuotere l’India in uno sciame di viandanti.

La Purna Kumbh Mela viene celebrata ogni tre anni in quattro luoghi principali scelti a rotazione fra Prayag o Allahabad, Haridwar, Ujjain, e Nashik, mentre l’Ardh Kumbh Mela si festeggia ogni sei anni a Haridwar e Prayag. La Maha Kumbh Mela, Grande Kumbh Mela, è a Allahabad dopo quattro Purna Kumbh Mela, ovvero dopo 12 anni. Pensate che alla Maha Kumbh Mela del 2001 furono circa 60 i milioni di persone coinvolte, nell’emozione di un rito collettivo tra i più grandi mai svolti sul globo.
Per chi desideri partecipare alla Kumbh Mela 2013, è possibile volare a New Delhi, dove cogliere l’occasione per visitare gli splendidi palazzi presenti, quali la moschea Jama Majid e il tempio sikh Gurdwara Bangla Sahib, oltre a monumenti storici come il forte Lal Qila e il Lakshmi Narayan Temple India Gate.
Il giorno seguente potrete prendere un treno per Rishikesh. Non esistendo una stazione scendete alla fermata più vicina, a Haridwar, una ventina di chilometri da Rishikesh: qui potrete scoprire numerose scuole di yoga, immerse in un’atmosfera intensa dove già si affaccia il volto di un’India inafferrabile e intrisa di un’anima cosmica.
Da Rishikesh partono tutti i pellegrinaggi hindu: affacciato sul Gange, da qui è possibile assistere alle evening prayer, i riti di preghiera, dormire in un ashram e scoprire i primi rudimenti di yoga e meditazione, osservando i vecchi baba che hanno deciso di vivere in questi luoghi immersi in una natura lacerante e magnifica.
Haridwar, poco distate, è una delle città in cui a rotazione si tiene il Kumbha e possiede, per chi sa percepirla, un’atmosfera energetica e forte, millenaria.

Dopo aver raggiunto la caotica confusione di una Calcutta assordante e affascinante nei suoi mille tentacoli di facce e colori, il viaggio prosegue verso Varanasi, non prima di aver visitato il mistico tempio di Dakhineshwar dedicato alla dea Khali, situato sulle rive del fiume Gange, e aver vagabondato fra le statue in pietra delle divinità scolpite dagli artigiani intorno al Khali Ghat Temple.
Varanasi, nota anche con l’antico nome Benares, è la città sacra della religione hindu, oltre ad essere una delle città abitate più antiche al mondo, dove i primi insediamenti umani si registrarono già 4000 anni fa.
Secondo l’Induismo, chi muore a Varanasi e vede le sue ceneri sparse nel Gange trova liberazione dal ciclo delle rinascite, per questo la città spesso viene avvolta dalle pungenti nubi dei riti di cremazione, che vengono attuati in due Ghat lungo il Gange e riempiono l’aria del fiume di una sottile atmosfera al confine di un tempo capace di dialogare con l’eternità.
Guidati dal sapore intenso del té chai che riempie la bocca di calde spezie e gli odori sconosciuti che riempiono le narici di un’India sconcertante quanto mistica, precipitiamo tra i suoni dei quattordici prayaga: questi luoghi di celebrazione dei sacrifici rituali fanno vibrare le rive del Gange a Allahabad, citata dal Mahabharata, in un Maha Kumbh Mela che scalfisce le parentesi del tempo per entrare in una dimensione differente.
Il bagno sacro principale del Maha Kumbha Mela si terrà il 10 febbraio, quando una lunga processione unirà saddhu, swami e guru in una danza attorno alle rive del Gange calcolata secondo orari astrologici segnati dalla tradizioni: i pellegrini, cantando e suonando tamburi, attenderanno l’arrivo dei Naga, o sadhu nudi.
Da tempo immemore il sadhu, che ha fatto voto di castità e povertà, abbandona la sua dimora originaria per vivere nei boschi, rinunciando a ogni proprietà, ai margini della società, immerso nell’essenza. Vestiti di cenere, migliaia di asceti, giungeranno per immergersi di nuovo, secolo dopo secolo, nell’acqua sacra del Gange e purificare, in un Kumbha Mela collettivo, l’intera umanità.

Maddalena De Bernardi

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