Mostre a Milano | Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti

La mostra a Milano “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti” sarà visitabile fino all’8 settembre 2013.

Modì e i suoi amici. I maledetti del quartierino di Montparnasse che insieme scrissero un pezzo di storia dell’arte moderna. Erano i primi del ‘900. Rintanati in bettole, trattorie o caffè di quartiere si fumava, si beveva, e perché no, si litigava; si condividevano povertà e fame e il travaglio di un’epoca riversato puntualmente su tele e dipinti dai riverberi passionali e fortemente emotivi.  Oggi, quegli stessi artisti, spesso ebrei, emigranti europei con il mito di Parigi, li ritroviamo magicamente insieme a Milano – a Palazzo Reale – in un rendez-vous reso possibile dall’intuito e lungimiranza del collezionista d’arte Jonas Netter. Anch’egli ebreo, non troppo facoltoso per accedere a firme illustri, seppe filtrare i giudizi più critici e pungenti dell’epoca – fermi ai canoni stilistici dell’impressionismo – concentrando tutti i suoi investimenti su nomi e lavori che sarebbero passati alla storia come: l’Ecole de Paris.

Non un movimento, né effettivamente una scuola. Semplicemente un cerchio ideologico intorno al quale si raggruppavano colleghi e amici che condividevano lo stesso scenario storico- artistico attraverso il linguaggio della pittura.  La collezione privata Netter esposta a Milano, composta da 120 lavori di svariati autori, respira in profondità l’angoscia e il vivere all’insegna di uno stile classico bohemienne. Emergono le consuetudini di certi ambienti che alla smodata e dirompente spinta creativa associavano gli eccessi di vite ai limiti: alcool, droga, sesso come risultante o antidoto di dissidi interiori o di vere e proprie patologie. Così Amedeo Modigliani, ma anche Soutine, Utrillo.

Una rassegna in cui compaiono anche i nomi di Valadon, Kisling, Krémègne, Kikoïne, Hayden, Ébiche, Antcher e Fournier; artisti forse meno conosciuti, ma tutti dello stesso giro. Compagni d’avventure che si frequentavano assiduamente, si respiravano l’uno l’altro senza necessariamente influenzarsi o convergere nello stesso stile.  A tenerli insieme Léopold Zborowsky – mercante d’arte – che insieme a Netter (soci in affari) rappresentò le poche possibilità di sopravvivenza economiche di un gruppo di artisti spesso caratterizzato da vite difficili o deviate. E’ sicuramente la storia del livornese Modigliani – tanto creativo quanto alcolizzato – e della sua compagna Jeanne Hebuterne.  Il primo morì di tubercolosi a soli 36 anni, lei suicida, a distanza di soli due giorni dalla morte del marito, mentre portava in grembo il loro 2° figlio.

A noi, fortunatamente, giungono i loro capolavori mai visti prima tutti insieme. E’ la mostra che il curatore Marc Restellini ha realizzato in memoria del collezionista veggente – Jonas Netter – che ha dato impeto alla fiamma della creatività.

Cosa: Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti

Dove: Palazzo Reale – Milano

Quando: fino all’8 settembre 2013

Testo di Antonella Aquaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

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