Petra Magoni. Musica in viaggio


Intervista alla cantante Petra Mangoni in occasione dell’uscita del suo ultimo CD “Banda larga” inciso con il contrabbassista Ferruccio Spinetti

Petra Magoni segno zodiacale: leone, da cui proviene forse il carattere dal piglio deciso. Minuta, un corpo magro ed energico, accentuato dalla mise “total black”, irruente: Petra Magoni cantante, sul palco di recente anche come attrice
nella versione comica di “Sogno di una notte di mezza estate” di Gioele Dix, madre di due bambini avuti dal pianista Stefano Bollani, vive una vita in viaggio:  tra studi di incisione e teatri, una casa a Parigi che è la sua città elettiva e una a Pisa che è il luogo degli affetti e del suo debutto canoro. In tempi non sospetti Petra ha anticipato la legge 120 sulle quote rosa facendosi ammettere in un coro parrocchiale solo maschile  aprendo le porte a una successiva valanga rosa di aspiranti donne coriste. Ha duettato senza scomporsi con Al Jarreau, che ha nella voce tanti strumenti quanti ne ha un’orchestra e nel sangue il ritmo della natura, è passata attraverso la bolgia infernale del festival di Sanremo e il palco scanzonato di Renzo Arbore in TV. Una che ama le sfide insomma.

Glielo dico nel nostro incontro a Milano per il lancio del suo ultimo CD “Banda larga” uscito il 29 gennaio per l’etichetta Blue Note di EMI inciso con il contrabbassista Ferruccio Spinetti – con il quale festeggia i dieci anni della nascita del duo “Musica Nuda”-e con l’arrangiamento di Daniele di Gregorio che dirige l’Orchestra da Camera delle Marche.


In tempi in cui il colore dominante è il nero nelle sue varie sfumature, in “Banda larga” il tono, è rosa come l’ abito di Petra in copertina e l’ottimismo, mi dice, la vena preponderante: non un rosa stucchevole da canzoncina romantica , ma oltre l’Italia buia dei telegiornali, un atto di fiducia verso il futuro.

La dimostrazione, mi dice, che oggi si può fare un disco a dieci anni di distanza dal primo registrato in un garage.

La banda di Fossati suonava “il rock e tutto il resto all’occorrenza” anche in ”Banda Larga” il menu è vario ,un mix di rock, jazz, brasiliano e canzone d’autore, servito dai cuochi/musicisti per palati raffinati. Su testi e musica di pezzi da novanta come Paolo Conte, Stefano Bollani e con la collaborazione di Joe Barbieri la voce di Petra danza sui suoni, dialoga con gli strumenti e colpisce dritta al cuore raccontando le sue/nostre partenze:.“ Annuso l’aria e sai la novità: che qui tra poco pioverà. Giorni di viaggio, avanti coraggio…guarda come è storta l’autostrada, lunga, nera…vada come va”. Alzi la mano chi non ha vissuto momenti come questi in treno o nel buio di un’autostrada  dopo giornate inutilmente faticose tra un caffè e una pastiglia di guaranà, che Petra mi spiega, prende per tenersi su.

La musica, la più popolare di tutte le arti, canta da sempre di partenze, assenze (la rima è casuale) e ci arriva più veloce della poesia.

Prendiamo “Le Cose” dove si racconta con ironia velata di nostalgia un abbandono: “Gli aspirapolvere sospirano per te…le suppellettili raccontano di te…si chiedono perché le tazze da caffè”. E l’aggrapparsi alle cose cercando un senso che sembra smarrito, partito per mete esotiche e lontane, senza ritorno. “Un giorno tra tanto tempo via col vento avrà più senso per me”. Qui come in “Azzurro”  che Petra mi dice, ha ispirato l’autore, l’allegria della musica e l’amarezza della realtà non sempre vanno a braccetto, come nella vita. Nel brano fanno il loro esordio Leone e Frida i figli di Petra e Stefano Bollani, che come la mamma si buttano precocemente, e costituiscono un esempio di praticità tutto femminile nel coniugare lavoro e famiglia e, magari, in futuro  un mestiere anche per loro.


Ascoltando “Spina Dorsale” dove Petra duetta con Joe Barbieri sul divario tra aspettative e realtà “Tra il dire e il fare “è un mare che non si asciuga mai” viene in mente che noi, in Italia, tra una Repubblica e l’altra, lo sappiamo bene, non tanto e non solo come individui ma come collettività, .
Magari sarà l’ironia a salvarci, come canta Petra in “Carica Erotica” che, dice, demolisce il mito del Don Giovanni sciupafemmine, con una risata “ Pensaci tu a ricomporre i pezzi che non ho più, a ricucire la mia identità, la mia carica erotica”.

Se non c’è un rimedio certo alle incertezze del vivere, “Vivi tutto d’un fiato” è lo slogan, la ricetta in musica di Petra e Ferruccio, proviamo a trangugiarla tutta insieme la vita, come certe medicine .


Testo di Giulietta Bracci Torsi  |  Foto web


Il duo “Musica Nuda” sarà in tournée in Toscana il 5 aprile a Massa al Teatro Guglielmi e in data da confermare anche a Firenze.

Tutte le date:
Febbraio
21 Monte Urano (FM) Teatro Arlecchino
22 Repubblica di San Marino, Teatro del Titano
25 Parigi

Marzo
12 Roma, Auditorium Parco della Musica
19 Venaria (TO), Teatro della Concordia
20 Monza Teatro Manzoni
22 Bad Hofgastein (Austria), Snow Jazz Festival
27 Pordenone Teatro Verdi

Aprile
4 Modena
5 Massa
15 Napoli
16 Lecce
27-28 Gouveia (Portogallo)

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