Amsterdam da vedere | Museo navale per un tuffo nel passato

Oggi, a memoria del lungo periodo di florida attività coloniale, il museo navale di Amsterdam, tramite nuove tecnologie espositive e originali presentazioni interattive, racconta la sua storia in maniera appassionata e travolgente, con un originale modo di…tuffarsi nel mare del passato. L’edificio venne ristrutturato completamente dal 2007 al 2011 e riaperto con le collezioni, magnificate al massimo da design e tecniche d’avanguardia affinché il visitatore possa entrare come per incanto, col corpo e con la mente, in un viaggio emozionante alla scoperta di cinquecento anni di storia della navigazione. Sin dal 1973 il museo è situato all’interno dello splendido palazzo, il Lands Zee Magazijn, costruito nel 1656 dall’architetto olandese Daniel Stalpaert come magazzino per custodire prima merci e materiali, successivamente anche arsenale e cantiere della flotta da guerra della capitale Amsterdam, all’epoca il maggior porto del mondo. Tuttora, quest’opera architettonica, maestosa e razionale, sorretta da 18 mila pali piantati nel letto del Osterdook, emana “aria” di mare. Di fronte è attraccata in bella mostra la “Amsterdam”, esatta replica di un galeone della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, inabissatasi nel 1749 per una forte tempesta nel Mare del nord, in prossimità della costa meridionale d’Inghilterra. Sta a rappresentare un relitto simbolo, poiché gli archeologi in esso ritrovarono notevoli informazioni sulla struttura delle navi della Voc, sui carichi e sulla vita di bordo.

L’edificio è suddiviso in quattro sezioni a tema, Nord , Sud, Est e Ovest, la tettoia del cortile interno, open plein, costituita da centinaia di elementi in vetro è stata progettata ispirandosi alla Rosa dei Venti ed è utilizzata per convegni, ricevimenti o pranzi di gala. I quattro percorsi espositivi si differenziano per contenuti e attrazioni, ma tutti hanno un unico intento, raccontare la storia della marineria olandese. Ciascun oggetto ne ha una particolare e il museo si propone di svelarne i dettagli. Un viaggio infinito tra cristalli, porcellane, tavole imbandite con argenti di ricchi banchetti del Secolo d’Oro, modellini di navi, polene, atlanti, mappamondi, dipinti, medaglie, manoscritti e in un comodo salotto, album fotografici di viaggiatori del passato, dove il visitatore può scegliere le informazioni che gli interessano con sistemi audio-visivi autonomi. In tutto undici mostre tra cui “In viaggio sul mare”, dove si può rivivere una emozionante avventura virtuale, tra tempeste e battaglie navali, o immergersi nella vasta sala dell’ammiraglio Michiel de Ruyter, mentre lui stesso progetta strategie militari; quindi “il Circus Zee”, realizzato per i visitatori più piccoli alla scoperta del mondo subacqueo, oppure assistere a “La storia della balena”, da mostro degli abissi ad animale protetto per il rischio di estinzione, allestita in collaborazione con il WWF; “Vita di porto” offre un angolo delle molteplici attività che si svolgono nel porto di Amsterdam, con una retrospettiva storica che descrive lo sviluppo del porto nei secoli, dal piccolo scalo sul fiume Ij, che anticamente era parte dello Zuidersee, al quarto porto del continente europeo; “I maestri della pittura marittima” con quadri a tema, di navi, battaglie, ammiragli in un susseguirsi incalzante; “I globi terrestri”, ve ne sono ben 70, tutti d’epoca anteriore al 1850, è considerata la seconda collezione al mondo dopo Vienna. Il mappamondo più antico, è del 1589 e si può constatare che al posto dell’Australia c’è una terra sconosciuta, ancora non scoperta, ma ipotizzata dagli studiosi per un fatto di equilibrio. In un magnifico allestimento viene presentata una carrellata della cartografia terrestre e astronomica attraverso i secoli.

Tra le carte topografiche, un prezioso atlante Tolemaico del XV° secolo e l’edizione rilegata del Grande Atlante dell’olandese Joan Blaeu, maestro cartografo ufficiale della Compagnia delle Indie Orientali durante il Secolo d’Oro; “Gli strumenti di navigazione” è un susseguirsi di ottanti e sestanti, astrolabi, balestriglie e quadranti, bussole, scandagli e solcometri, veri capolavori artistici che godono di un’ambientazione particolare permettendo al visitatore di immaginare una navigazione sotto le stelle, proprio come nei secoli scorsi, quando per determinare la posizione delle loro navi, i marinai si orientavano ancora con gli astri Tra questi strumenti il più curioso è senz’altro la “bussola da riposo” del comandante: in una elegante corona intarsiata in legno è incapsulata la bussola e, alloggiata alla testa del suo letto, così al risveglio poteva subito controllare la direzione della nave; “Gli ornamenti nautici”, offrono uno spettacolo incredibile di creatività artigiana di decorazioni navali: polene, intagli, busti di angeli, semidei, guerrieri, dalle più antiche culture greche, romane, vichinghe a oggi, che, anche se non indispensabili alla navigazione, davano conforto agli uomini del mare, per una protezione religiosa o scaramantica. La visita al museo si conclude con “Ci vediamo al Secolo d’oro”. Entrando nella sala, piccoli e grandi modelli di navi ci vengono incontro, quasi galleggiando in aria. L’originale di ogni modello pesava fino a 1000 tonnellate per una media di 30 metri di lunghezza e poteva portare circa 350 persone, ma solo un terzo di esse tornava a casa, per le incredibili sofferenze durante quelle interminabili traversate.

Testo e foto di Simonetta Bonamoneta © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vai alle info utili

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.