Assam, il giardino del tè



Nelle acque del fiume Brahmaputra si specchiano le caratteristiche etniche, le tradizioni di vita e i legami forti con il territorio dell’India nord orientale. Nell’Assam, la natura è splendida, il tè che vi si coltiva è il migliore del mondo e la fauna dei grandi Parchi uno spettacolo da non perdere. L’India, a oriente, si allarga come una grande “mano” articolata a confinare con la Cina e il Myanmar, avvolgendo ancora una volta il Bangladesh musulmano. Una corona di altri stati indiani, Arunachal Pradesh, Nagaland, Manipur, Mizoram, Tripura e Meghalaya, che solo da pochi anni sono stati aperti al turismo cinge l’Assam, il più importante degli stati orientali. La capitale Dispur, è un quartiere “amministrativo” della più grande Guwahati (o Gauhati), di fatto la più importante città dei territori situati a est.


Fondata dal re demone Narakasura.

Guwahati si sviluppa lungo la riva meridionale del Brahmaputra, pur avendo, al di là del grande fiume, un altro centro abitato chiamato North Guwahati. Le due parole che lo compongono (Guwa “noce di betel” e Hatt “mercato”) testimoniano che il luogo, situato fra colline e vallate, fungeva da centro di raccolta e vendita di questo prodotto e di moltissimi altri. Per inciso, è noto che in quest’area, come nell’intero sud est asiatico, le foglie di betel, unite alle noci di areca, vengono abitualmente masticate, quali coadiuvanti della digestione, determinando alla lunga assuefazione in chi le usa. Questa parte di Assam ha amalgamato da tempi assai lontani diverse razze. Qui sono convenute dall’est popolazioni mongole , che hanno incontrato gli indo-ariani dell’ovest, successivamente mescolati con i dravidici dell’emisfero australe. Guwahati, città viva, circa un milione di abitanti, possiede bei templi che meritano di essere visitati. Il più noto è il Kamakhy Temple, sulla cima della collina Nilachal, che attira vere folle di pellegrini specie in occasione dell’Ambubashi, festa religiosa che coincide con il culmine della stagione monsonica, in giugno. Altri tempi notevoli sono il Bhuwaneshwari e il Navagraha, luogo di studio per l’astrologia e l’astronomia. Colpisce il tempio di Umanando, dedicato a Shiva e situato a Peacock Island, meta di visite devote e di piacevoli gite in battello sul grande corso d’acqua. Nel centro storico di Guwahati, Ambari, si trova il Museo di Stato dell’Assam e interessanti sono anche i Giardini Botanici e l’Erbario. Per mezzo di un ferry o attraverso il ponte Saraighat, si arriva a North Guwahati. Nel tempio di Ashwakranta, l’impronta del piede di Krishna., scolpita su una roccia a bordo fiume è oggetto di profonda venerazione da parte dei locali.


Thengal Mansion, regno del tè.

Il Brahmaputra, più che un fiume, è un universo acquatico. Arriva dai remoti altopiani del Tibet e per un lunghissimo tratto del percorso è il fiume più “alto” della Terra scorrendo intorno ai quattromila metri d’altitudine. Poi comincia a scendere, compiendo un vorticoso giro su se stesso e in territorio cinese si infila in un profondissimo canyon. Quando entra nell’Assam, non gli par vero di potersi espandere a dismisura nella fertile e vasta conca naturale che, divenuta in seguito grande pianura, accoglierà le acque del Gange. E’ in questo contesto paesaggistico, da media alta valle, che si trovano le immense piantagioni di tè, l’oro di questa regione. Sono piantagioni molto vaste, di centinaia di acri, a ricoprire colline e vallate. Ogni giardino del tè dell’Assam vanta una propria storia, fatta di lavoro duro e di personaggi leggendari, quali ad esempio Maniram Dutta Barooah, un nobile assamese che, insieme ad alcuni britannici, ne diede inizio alla coltivazione su larga scala, agli inizi del diciannovesimo secolo. Fra i molti bungalows e preziosi edifici costruiti nelle piantagioni, spicca la Thengal Mansion di Jorhat, nell’Assam superiore. Appartenuta alla famiglia Barooahs, questa magnifica villadotata di stanze e locali illuminati da ampie vetrate e immersa in un paradiso di piante e fiori, è da tempo uno degli hotel più esclusivi della zona di Jorhat. La “Assam Company”, fondata nel 1839, è oggi la prima compagnia mondiale per la produzione e la commercializzazione del tè. E tutti, nell’Assam, non hanno dubbi su quale sia, nel mondo, il tè qualitativamente migliore.


Parchi e aree protette.

Uno dei problemi più sentiti dalle autorità indiane, nella tutela del patrimonio forestale nazionale e nella salvaguardia delle varie specie animali, è quello dell’antropizzazione sempre più incalzante delle molte zone create a protezione della fauna locale, parchi nazionali e aree specifiche, dette “santuari”. Un tempo gli animali erano diffusi un po’ ovunque. Aree urbanizzate, deforestazione e bracconaggio, hanno ridotto sempre più gli habitat originari, stessi rischi, che corrono anche i parchi, a causa degli insediamenti umani e delle colture introdotte in zone prima libere. Negli ultimi anni i grandi parchi dell’Assam (Kaziranga, Manas, Dibru-Saikhowa, Nameri e Rajiv Gandhi) sono stati ingranditi, in funzione delle necessità correlate alla fauna che ospitano. La grande attenzione per la salvaguardia della flora, della fauna stanziale o di passo da parte delle autorità è dimostrata anche dalla creazione di ben 17 Wildlife Sanctuaries, o zone protette, disseminate nell’intero stato orientale.


Kaziranga, star indiscussa.

Ha un nome romantico, che viene dall’amore tra una fanciulla chiamata Ranga e un giovane del distretto di Karbi Anglong, il cui nome era Kazi. C’è di tutto: foreste impenetrabili, laghi, zone paludose con i celebri canneti del Brahmaputra, stagni poco profondi. La varietà di piante e fiori è enorme. Le acque del grande fiume talvolta esondano, mettendo in pericolo gli animali. Ma quando si ritirano, la vita riesplode con prepotenza. Il Parco Nazionale Kaziranga si trova a 233 chilometri da Guwahati e la città più vicina al parco è Bokakhat, che si estende tra le colline di Mikir e la riva sud del Brahmaputra. Se la tigre è la regina del parco, il rinoceronte indiano ne è l’indiscusso re. Questo splendido colosso ha corso i suoi rischi, , per via di una caccia indiscriminata, ma, grazie al parco, il numero di animali è oggi aumentato e si è addirittura abituato alla presenza umana e alle jeep dei rangers. Fra i molti altri animali presenti, spiccano per la loro imponenza gli elefanti asiatici e i bufali selvatici. Poi orsi, leopardi, gatti e maiali selvatici, cervi di palude, cinghiali, , uccelli acquatici, cicogne dal collo nero, aquile a coda circolare, pellicani, marabù e aironi. Numerose sono anche le specie di rettili e nelle zone acquitrinose troviamo gaviali, coccodrilli. Costituito nel 1926, il Kaziranga è oggi una splendida realtà che offre ai visitatori l’opportunità unica di una vera e propria “immersione” in un ambiente naturale protetto e abitato da una infinita varietà di specie animali.

Testo di Federico Formignani | Foto di Lucio Rossi

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