Dubrovnik, l'antica repubblica marinara di Ragusa



Nella parte meridionale della costa adriatica, proprio di fronte a quella italiana, la mano felice della natura ha creato il suo capolavoro: Dubrovnik, l’antica Ragusa. Statuaria città arroccata su un promontorio, scolpita nella pietra bianca che, lavorata con mani sapienti guidate da gusti raffinati, ne ingentilisce anche la marmorea levigatezza. Il genio diplomatico non mancava a chi governava Dubrovnik, quando il retroterra era occupato dagli Ottomani e l’Adriatico dominato da Venezia: abitanti di uno scoglio sulla riva del mare, i ragusei, diventarono navigatori e mercanti, arricchendosi al punto di poter comprare la propria indipendenza.

Essi raggiunsero la perfezione quando cedettero ai turchi una sottile striscia di terra a nord della città, impegnandosi a pagare ogni anno un enorme tributo in oro: in tal modo però, si trovarono ad avere libero accesso commerciale nei porti dell’Impero Ottomano, mentre quest’ultimo guerreggiava con l’Europa. Quando la città divenne repubblica marinara, intorno al XV secolo, nel momento di maggior splendore, possedeva già una flotta di cinquecento navi che veleggiavano nel Mediterraneo. Dunque, i bastioni, la flotta e la diplomazia, consentirono a Dubrovnik di prosperare, nonostante le continue minacce di coloro che volevano conquistarla. Così riuscirono a conservare una sostanziale libertà, secondo un principio ribadito da questo popolo sin dai tempi più remoti: “ Finché è possibile bisogna fare ogni sforzo per rimanere in pace con tutti, evitando ogni genere di conflitti, usando molta pazienza e, soprattutto, molto denaro”. Oggi Dubrovnik, particolarmente attraente perché da sempre è esclusivamente pedonale, appare agli occhi dei moderni invasori, i turisti, come una fortezza difficile da espugnare, una signora affascinante e scontrosa, le cui grazie si possono godere soltanto se provvisti di gusto e cultura, di buona curiosità e di altrettanto buone gambe per scalare fortini e bastioni, per esplorare viuzze nascoste, per salire i gradini di musei e torri.

Lo Stradùn o Placa è la strada principale con un selciato lucidissimo, solare, delimitato dagli edifici più insigni; ai lati le stradine sono fitte, spesso a gradini di pietra grezza, strette, ma rese luminose dalle facciate di bianca pietra delle case. Circondata da due chilometri di mura inviolate, alte fino a 25 metri, interrotte da bastioni e torri, va ammirata dall’alto lungo il percorso: una passeggiata che permette la prodigiosa visione su un immenso tappeto di tetti rossi e un disegno di vicoli paralleli che snodandosi dallo Stradùn, s’allontanano verso il mare o la montagna. Varcata la porta di Pile, ci si trova innanzi a diverse architetture: romanica, rinascimentale, barocca e veneziana; tutte hanno profuso nelle sue vie il fascino di antichi splendori: come la Fontana d’Onofrio, struttura architettonica del 1438, con cupola a base ottagonale, oggi punto di incontro dei giovani; il Museo Navale, in cui si può ripercorrere tutta la storia della Repubblica Marinara di Ragusa; la chiesa di San Biagio, patrono della città; Palazzo Sponza e quello dei Rettori, del XV secolo; la Cattedrale, che custodisce dipinti di Palma il Vecchio, Andrea del Sarto, il Parmigianino e altri. Inoltre, il Monastero francescano che conserva una delle più antiche farmacie europee, tuttora in funzione. E ancora, chiese barocche, gotiche e conventi.

Si andrà così alla scoperta di silenziosi cortili, portici ombrosi e archi perfetti, trafitti improvvisamente da lame di luce, tra il tubare di colombi e grida argentine di bimbi. Naturalmente non mancano caratteristici negozi di tutti i generi, dall’artigianato al vestiario, che rallegrano le passeggiate. Una città magica che sembra sospesa nel mare, con attorno le isole di Lokrum, di Lopud e le Elafiti. E dietro, come una spalliera boscosa, il monte Srdj, raggiungibile con la funivia e dal quale si può ammirare il più splendido dei panorami. Da quando è finita la guerra del 1990, come in passato, ogni anno si rinnova la tradizione del festival che ha superato i confini della Croazia, ormai a livello mondiale. Dal 10 luglio al 25 agosto è un intreccio di iniziative culturali e di spettacoli ad alto livello: vi si danno appuntamento, in un atmosfera speciale, compagnie di teatro, complessi musicali e folcloristici, con artisti e ballerini di grande prestigio che si esibiscono in strada. Grazie all’acustica perfetta delle vecchie piazzette e gli ampi cortili, l’incanto è del tutto particolare, la bellezza della città imponente, nella ricchezza dei suoi “palcoscenici” naturali. A parte questa opportunità stagionale, è bene però considerare che, durante l’alta stagione, la città può essere un po’ stravolta dalla frenesia dei numerosissimi visitatori. Chi può la deve visitare in primavera o in autunno, quando tutto torna a misura d’uomo e la seduzione di questa città è totale.

Testo e foto di Simonetta Bonamoneta © RIPRODUZIONE RISERVATA

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