Olanda: viaggio sulla rotta dei tulipani

Tra le associazioni spontanee che saltano alla mente quando si pensa all’Olanda, una delle più immediate è quella legata ai tulipani. Poche nazioni al mondo, sono così identificabili con un fiore, e l’Olanda ne detiene primato e privilegio. Del resto, chiunque si sia recato in questo Paese tra aprile e maggio, e abbia avuto la fortuna di ammirare le immense distese multicolore dei campi di tulipani, opere d’arte naturali che tappezzano la campagna in primavera, ne comprende immediatamente il motivo. Eppure la storia del tulipano ha ben altre radici che quelle Olandesi, dato che questo fiore cresceva spontaneamente nelle attuali regioni dell’Iran, dell’Afghanistan e della Turchia. La parola “tulipano” sembra infatti riferirsi al termine “turbante”, la cui forma ricorda proprio il tulipano in fioritura. I tulipani fecero il loro ingresso in Europa nel XVI secolo, pare ad opera dell’olandese e noto appassionato di botanica Ogier Ghiselin de Busbecq, ambasciatore presso la corte del sultano Solimano il Magnifico nel 1554. Il successo fu immediato, particolarmente in Olanda, dove le peculiari caratteristiche del bulbo ben si adattavano ai rigidi inverni. Un viaggio quindi, sulla rotta dei tulipani, può diventare un’esperienza colorata e fragrante da godere con tutti i sensi.

Come prima tappa si approda all’Artis Royal Zoo di Amsterdam. L’Artis, come più comunemente chiamato, occupa una posizione centrale in città, ed un luogo sorprendente che unisce cultura, natura, divertimento e conoscenza. Dispone del più grande planetario olandese e di un’architettura del XIX° secolo perfettamente conservata. Il 2013 è un anno molto speciale per questo zoo, il più antico d’Olanda, perché celebra i 175 anni dalla sua fondazione. Proprio in previsione di questo anniversario, lo scorso autunno sono stati piantati ben 17.500 bulbi. Il risultato sono gli incredibili mosaici di colori che si possono ammirare in questa stagione, con l’aggiunta di qualche varietà di crocus, chionodoxe e giacinti. E anche qualche rarità come: l’Artis Tulip, battezzato il 27 marzo scorso dalla principessa reale Margriet, un tulipano che apre i suoi petali al sole e li chiude in mancanza di luce, cosa può accadere diverse volte al giorno; oppure il Tulipano Uncle Tom, che per la sua conformazione a doppia corolla, simile a una rosa, spicca nel mezzo di bellissimi rosai. E infine l’Apricot Foxx Tulip, la cui tenue e delicata colorazione rosa non si è mai modificata nel tempo, ed è esattamente la stessa del lontano 1888, quando fu piantato per la prima volta. L’Artis Royal Zoo si trova in Plantage Kerklaan 38-40, e si raggiunge con le linee 9 e 14. La metropolitana più vicina è Waterlooplein, a 6 minuti a piedi dallo zoo. Un’ottima soluzione è raggiungerlo con il battello Artis Express, in partenza dalla stazione centrale. Le imbarcazioni sono piuttosto frequenti, impiegano circa 20 minuti ad arrivare a destinazione. Al ritorno, il percorso sarà leggermente più lungo, ma ne varrà la pena perché si attraverseranno alcuni dei più bei canali della città.

Facoltativa, ma fortemente consigliata, è una sosta al De Hortus, ovvero il Giardino Botanico di Amsterdam. Qui non troverete una spettacolare fioritura di tulipani nella loro infinita varietà, ma fino al 31 maggio, una speciale e interessante esposizione sul tema : “Il tulipano fiore selvaggio e seducente”, un percorso che conduce alla scoperta delle ragioni per le quali, questo piccolo fiore, ha sedotto e ispirato l’umanità attraverso i secoli. Ma la particolarità dell’Hortus Botanicus è quella di essere uno dei più antichi giardini botanici del mondo. Nel giardino e nelle serre ci sono fino a 4000 specie di piante provenienti da tutti i continenti. Con la sua ricca storia, l’Hortus Botanicus rappresenta un’oasi verde, nel cuore della metropoli frenetica. Dopo l’epidemia della peste le autorità cittadine di Amsterdam fondarono nel 1638, l’Hortus Medicus, un giardino di erbe medicinali. La progettazione attuale del giardino risale al 1863 ed è caratteristica del Romanticismo: i sentieri curvi e le forme circolari sono pensati per far dimenticare ai visitatori la città circostante. Sono della fine dell’800 gli edifici più accattivanti come la Serra delle Palme, il Palazzo del Genetista Hugo de Vries.

La pianta più antica ha 300 anni è la Cicadea Gigante, acquistata nel 1850 dal Re Guglielmo I. Anche la deliziosa Orangerie risale al 1875 ed è qui che si è invitati a fermarsi per una deliziosa tazza di tè, magari sorseggiato sulla terrazza, il segreto meglio custodito di Amsterdam. Occorre svegliarsi di buon ora per poter assistere alla famosa asta floreale più grande al mondo, ad Aalmeer, a 45 minuti da Amsterdam. Ma sarà una levataccia ben ricompensata. In questo spazio, grande come tutto il Principato di Monaco, si svolge la più incredibile e vivace compra- vendita di fiori, tutto in una manciata di secondi e per mezzo di celebri “orologi”. Ogni giorno vengono venduti oltre 20 milioni di fiori e piante attraverso FloraHolland, e i numeri che girano attorno a questa struttura sono davvero incredibili. Le case d’asta hanno circa 5000 membri, 9000 fornitori, 3500 acquirenti e 4500 impiegati. La floricoltura olandese genera 250.000 posti di lavoro full-time in tutto il mondo, direttamente o indirettamente.  Su di una passerella posta al centro dell’immenso edificio, si può assistere a un incessante brulicare di carrelli in corsa, trenini, macchinine e montacarichi strapieni di fiori, operanti ad un ritmo davvero sbalorditivo.

CONTINUA >>>

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.