Viaggiare in Italia low cost: gli alberghi diffusi

C’è un modo nuovo di viaggiare in Italia. Partire alla riscoperta del paesaggio e delle radici autentiche del territorio, conoscere le tradizioni degli angoli più nascosti del nostro Paese, alloggiando in dimore antiche e spendendo il giusto. In poche parole: gli alberghi diffusi. Sono un nuovo modello di ospitalità e di sviluppo ecosostenibile del territorio che prevede il recupero di antichi borghi o palazzi abbandonati dei centri storici per trasformarli in alloggi di charme a prezzi accessibili. In verità i primi esperimenti risalgono agli anni ‘80, ma è soprattutto negli ultimi tempi che questo tipo di vacanza ha iniziato a riscuotere consensi, specialmente tra i turisti stranieri incuriositi da un’esperienza che si prospetta unica. La caratteristica di questi hotel, infatti, è che le camere sono dislocate in edifici diversi sparsi nel paese, anche se fanno capo ad un’unica reception. I servizi offerti sono quelli classici, ma è la sensazione di vivere la vita autentica del luogo, secondo gli usi locali e a contatto con i residenti a fare la differenza.


Così, da nord a sud, vale senz’altro la pena avventurarsi lungo lo stivale per respirare storia, natura e tradizione almeno per un weekend. Volete provare l’ebbrezza di dormire in una torre medievale e apprendere i segreti della cucina ligure? Scegliete una delle residenze del MuntaeCara nel centro di Apricale, nell’entroterra di Imperia: tra camere scavate nella roccia millenaria e romantiche mansarde ci si può rilassare anche in un moderno centro benessere. Preferite l’atmosfera di un feudo longobardo? Al Borgo di Sempronio, a pochi chilometri dalle Terme di Saturnia, il tempo sembra essersi fermato. All’ombra delle mura di cinta, le undici case ricavate da fienili e antichi palazzi promettono di far rivivere la storia di queste terre, a cominciare dalle ricette della tradizione a base di prodotti a chilometro zero proposte dal ristorante.

Di grande impatto è poi il Sextantio a Santo Stefano di Sessanio, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso. Questo villaggio medievale a quota 1.200 metri è, di fatto, un paese-albergo in cui gli edifici restaurati ripropongono fedelmente le caratteristiche architettoniche originali: tra soffitti a cassettoni, focolari e pavimenti in sasso, le camere fondono l’essenzialità dei tempi antichi con la modernità. Il palato ritroverà i sapori della cucina del territorio mentre, chi lo desidera, potrà apprendere l’arte della tessitura presso le botteghe dell’artigianato. Per gli appassionati del commissario Montalbano, d’obbligo una puntata a Scicli, una delle capitali del barocco siciliano. Qui, l’Albergo Diffuso Scicli organizza escursioni naturalistiche alla scoperta del paesaggio ibleo, come pure visite a masserie, tenute di campagna e caseggiati rurali in cui ancora oggi si producono artigianalmente formaggi, conserve di pomodoro o si allevano animali. A fine giornata, ci si rilassa in tipici dammusi e in camere d’epoca che un sapiente restauro ha reso unici. Per chi preferisce la ‘vista mare’, le otto camere in stile sardo di Aghinas, a Bosa, permettono di coniugare vacanza balneare e buona tavola. I proprietari, peraltro, producono vino e mettono a disposizione degli ospiti una fornita enoteca: l’ideale è concludere la giornata con un calice della loro malvasia. Sempre in Sardegna, nell’entroterra oristanese merita una visita Sas Benas, una manciata di edifici d’epoca nel centro storico di Santu Lussurgiu. Noto come l’albergo della musica per i corsi e i seminari di musica che qui si tengono, il Sas Benas è altresì rinomato per il suo ristorante che propone una cucina di livello con specialità del Montiferru.

Info: Alberghi diffusi

Testo di Barbara Lacchini © RIPRODUZIONE RISERVATA | Foto web

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