Viaggio a Parigi al sapore di tè

Ogni scusa è buona per un viaggio a Parigi, città eclettica che si presta a innumerevoli chiavi di lettura. Basta aver voglia di cercarle o anche, semplicemente, di farsi trovare. È così che, gironzolando senza meta per la ville lumière, può capitare di imbattersi in un mondo affascinante, costellato di suggestive sale da tè e “maisons des thés”, dove l’attenzione ai dettagli, i gesti e i riti millenari ci fanno scoprire quanto la tradizione legata a questa bevanda sia consolidata non solo al di là della Manica. Anzi.

In verità anche a Parigi la tradizione del tè ha radici secolari: nella capitale francese, infatti, hanno sede famose compagnie di importatori come, ad esempio, Dammann Frères che dal 1692, ancor prima del concorrente inglese Twinings, iniziò a commercializzare tè grazie alla concessione in esclusiva da parte di Luigi XIV. Non stupisce quindi che, quasi nascosto tra i vicoli del quartiere ebraico del Marais, si trovi il piccolo “Museo del tè”, al piano superiore della boutique Mariage Frères, dal 1854 altro nome importante del settore. Qui, una volta oltrepassata la soglia, l’olfatto viene subito catturato dal profumo delle diverse varietà, racchiuse in appositi contenitori disposti in bella mostra sugli scaffali d’epoca, mentre uno stuolo di commessi in guanti bianchi accompagnano il visitatore nella scelta della miscela preferita oppure, nell’annesso salone, alla degustazione di tè pregiati preparati “comme il faut”. Vi stupirà scoprire, ad esempio, che l’acqua per il tè non va mai fatta bollire e che ogni varietà esige una temperatura diversa per l’infusione. Tuttavia, per una degustazione guidata dagli esperti della maison Mariage, scegliete la boutique d’epoca sulla Rive Gauche, in rue des Grands-Augustins, meno affollata e di grande charme.

Ci sarà un motivo se il tè è la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua; oggi, poi, è sempre più protagonista in cucina. Come? Spingetevi in rue Notre Dame-des-Champs, vicino al Jardin du Luxembourg. Al numero 12 troverete il negozio di George Cannon, altro marchio francese che dal 1898 importa in Europa tè pregiati, provenienti soprattutto dal Darjeeling. Oltre alla sala da tè, dove è possibile richiedere una degustazione guidata, un piccolo ristorante offre diversi piatti in cui il tè è uno degli ingredienti. Ma qui la sorpresa sta al piano inferiore: una vera e propria casa da tè giapponese dove poter assistere alla suggestiva cerimonia di tradizione nipponica chiamata “Cha no yu” in cui il “matcha” (tè verde in polvere) viene appositamente preparato e servito da un’esperta maestra del tè. Dopo un pranzo a base di tè, d’obbligo una tappa in una delle pasticcerie del giapponese Sadaharu Aoki, il celebre artista del dolce le cui creazioni appagano la vista prima di conquistare il palato. Da provare gli eclairs al tè matcha e i macarons al wasabi.

Se la cerimonia del tè giapponese vi ha conquistati, perché non scoprire anche la tradizione cinese? Dirigetevi allora verso il Quartiere Latino. Superate le bancarelle dell’animato mercatino di Place Monge, eccovi di fronte a “La maison des trois thés”, luogo perfetto per perdere la cognizione del tempo. In un ambiente raffinato in cui il legno la fa da padrone, è possibile gustare varietà di tè poco note o molto rare servite con il rito cinese del “Gong fu cha” direttamente dalle mani esperte della maestra Tseng, tra i massimi esperti nel mondo del tè. E se il tè vi spinge verso Oriente, fate una sosta a “La Maison de la Chine”, di fronte alla Chiesa di Saint-Sulpice: nei locali di un vecchio cinema, questo grande spazio unisce agenzia di viaggio, boutique, libreria e, naturalmente, un’elegante sala da tè.

Per info su Parigi: Ente del turismo parigino

Testo e foto di Barbara Lacchini © RIPRODUZIONE RISERVATA

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