Gianni Berengo Gardin in mostra a Milano

Quando la fotografia abbandona i virtuosismi  e si fa racconto, incontra lo sguardo di Gianni Berengo Gardin. E si fa poesia. Con la delicatezza che lo ha sempre distinto, questo fotografo, considerato forse il più grande di tutto il panorama italiano, ha messo in versi, a suon di scatti  in bianco e nero, le storie semplici, quelle di cui parlano in pochi. Forse nessuno.

Dopo il successo alla Casa dei Tre Oci di Venezia, arriva a Milano la mostra Gianni Berengo Gardin. Storie di un fotografo, in scena a Palazzo Reale fino all’ 8 settembre 2013. Si tratta della più grande retrospettiva dedicata al celebre maestro nato 83 anni fa a Santa Margherita Ligure: 180 immagini oniriche, ma che non scadono mai nella retorica, narrano il lavoro di una vita trascorsa con la Leica appesa al collo, sempre pronta a catturare quelle realtà impressionanti che solo lui ha saputo render così impressionate sulla pellicola. Si pensi alla serie di fotografie Morire di classe, commissionata da Basaglia, in cui denuncia la drammatica situazione dei manicomi italiani che  nell’edizione milanese si arricchisce  di nuovi scatti.


Tematiche scottanti, panorami scomodi, soggetti considerati “fuori campo
” nella società. Ecco allora che in una delle nove macrosezioni che compongono la mostra, curata da Denis Curti, non poteva mancare il lavoro sugli zingari, un reportage che ha portato il fotografo a trascorrere molto tempo in tre campi nomadi, per tradurre in immagine e portare a casa “la generosità, la poesia e la musica”, come dice lo stesso autore.



Tributo al capoluogo lombardo nella sezione Gente di Milano: 40 fotografie raccontano più di mezzo secolo di una Milano gentile, sognante, di una vivacità che ancora non sconfina nella frenesia. La cronaca disincantata della città che lo ha adottato e che lo ha insignito dell’Ambrogino d’oro è scandita dai volti garbati, i passaggi lenti dei tram, le scene di vita delle case a ringhiera.

E poi ancora gli eventi cruciali della vita politica, la folla, le piazze, le strade, le città, la gente comune: Berengo Gardin, che non ama definirsi un artista, era lì, testimone del suo e del nostro tempo, a documentare come eravamo e come saremmo diventati.

Quando la fotografia abbandona lo sforzo di essere “arte” a tutti i costi e incontra lo sguardo di Gianno Berengo Gardin, si fa poesia. E diventa arte. Suo malgrado.


Informazioni utili



Dove: Palazzo Reale – piazza Duomo 12 – Milano.

Quando: Dal 14 giugno all’8 settembre 2013.

Biglietti: Intero 8 euro, ridotto 6,50 euro.

Link: Sito mostra Gianni Berengo Gardin. Storie di un fotografo.

Testo di Francesca Calò |  foto © Gianni Berengo Gardin/Contrasto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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