Madrid: tra crisi, divertimento e gusto


Le meraviglie di Malasagña

Un piede fuori da Calle Ballesta, e già si approda al Barrio de Malasaña. Il nome del quartiere è un omaggio ad una sartina, Manuela Malasaña, uccisa dalle truppe napoleoniche nel 1808. La ragazza era uno dei molti cittadini che si ribellarono all’invasione francese e furono giustiziati dalla soldataglia . E il quartiere in qualche modo riverbera il suo passato, spumeggiante, caotico, vivacissimo, popolare, un po’ scapigliato. Non per caso i madrileni lo conoscono anche come Barrio de las Meraviglias, che è il nome di una chiesa del quartiere, ma che all’orecchio del visitatore ammirato, suona come un omaggio al luogo. Bum, bum: ascoltate il battito del cuore del quartiere, batte a Plaza del Dos de Mayo. Datevi un tono da cittadini navigati e chiamatela solo Plaza del Dos. Bella atmosfera, alberi frondosi che proteggono teorie e teorie di tavolini all’aperto. E si ricomincia a bere, mangiare, divertirsi. Non a caso anche nei favolosi anni ’80, la Movida prese il via da queste strade. In Plaza del Dos, non perdetevi un giro da Sinclonnison, al n° 10. Delizioso negozio di abiti fintamente retrò, sandali con zeppa in legno squisitamente vintage e stilosi accessori. Oggetti molto belli anche se un po’ cari. Si può ben dire che Malasaña è un gradino più avanti di triBall nella operazione di recupero e rilancio. Si procede tra strade fitte di negozi modaioli, si approda al Mercato de Barcelò, riaperto quest’anno e piuttosto bruttino anche se è stato ridisegnato da un tam di giovani architetti, fino ad approdare al Museo Municipal e rifarsi la bocca. Questo gioiellino si deve al celebre Pedro de Ribera, architetto amato dal re Ferdinando VI° che progettò il palazzo nel XVIII° secolo. La facciata tinta di un rosa carico ha un immenso porticato barocco in arenaria riccamente scolpita: meritorio di uno sguardo. In un men che non si dica si è approdati a Chueca, uno dei quartieri più gay friendly della vecchia Europa. Due cose da fare: entrare al Museo del Romanticismo e appoggiarsi al bancone della Antigua Casa Angel Sierra. Per il museo si può senza timore chiamare in causa la parola oasi. Un piccolo sogno urbano, con caffè delizioso, giardino ancor più delizioso, angolo shop da non perdere e collezioni romanticissime. Recentemente restaurato: chapeau. Museo Nacional del Romanticismo, Calle San Mateo 13.

L’altro indirizzo è un bar, termine limitatissimo per questa bottega storica in Calle Gravina 11, dal bancone in stagno dove si celebra il rito del Vermut. Faccenda questa del Vermut che va presa seriamente. Pare fosse un rito del passato che oggi è riesploso; c’è pure una ‘Ruta del Vermut’ che si celebra per le strade di triBall, ma questo bar è il luogo più classico per sorbire in bicchierini di vetro d’antan questo liquore dolce molto apprezzato anche a casa nostra. Qui servono il Vermouth artesiano de Reus, una vera chicca.

Gastrogodurie

I madrileni lo ammettono e semplicemente confessano di essere dei gastromaniaci. Si pensa sempre a mangiare e, con la crisi, l’estro cittadino ha elaborato tecniche raffinate per resistere alla carenza di soldi senza rinunciare al piacere del palato. Il chilometro zero è celebrato nei mercati. Si intende che zero è la distanza tra il banco di vendita e la bocca. Accomodarsi, esperienza divina. Due i luoghi sacri: il Mercato de San Antón e il Mercato de San Miguel. In questi due templi del gusto, si comincia al mattino con il caffè, si prosegue con le ostriche per l’aperitivo, si pranza, si va per tapas, intanto si visita una mostra d’arte e ci lascia travolgere dal brillante spirito del luogo. Il primo, il Mercado de San Antón è a Chueca: tre piani che si rincorrono, a piano terra il mercato vero e proprio che offre alimentari da gourmet esposti come quadri iperrealisti, al secondo cucina spagnola, greca, giapponese, pasticceria, tapas. Le specialità si gustano in piattini sulle balaustre che attorniano i chiostri gastronomici. Al terzo piano c’è il ristorante. Si chiama, ovvio, La Cocina de San Antón, e serve impiattati, i prodotti del mercato. Ottimo pesce, superbi gli insaccati, inarrivabili le carni. Assaggiate il ‘pressado’ , specie di salame di lonza a piccole fette, fatto con la carne pregiata del dorso di maiale iberico: una delizia. L’ambiente è deliziosamente rumoroso, adatto a giovani e famiglie. Bella terrazza. Il mercato a piano terra, apre da lunedì a sabato dalle 10 alle 22. Gli spazi gastronomici del 2° piano, da lunedì a domenica 10-24. il ristorante, domenica-giovedì, 10-24, venerdì sabato e festivi, 10-1.30.

Il Mercato di San Miguel, risale al 1916 e oltre ad essere un covo di delizie, è un pregevole esempio di architettura in ferro di inizio ‘900. dunque, anche se non avete intenzione di mangiare, e sareste dei folli, fateci un giro a naso all’insù. Sotto le volte in ferro lavorato come pizzo, si allargano 33 banchi di ogni ben di dio, naturalmente ogni genere in vendita farebbe l’orgoglio del più severo gourmet. San Miguel è forse più elegante di San Antonio. Posizionato in pieno centro storico nel Barrio de Los Austrias, ben si inserisce nelle maestose architetture asburgiche della zona. Recuperato di recente da un periodo di desolata decadenza, ha ricevuto cure raffinate ed ora le arcate esterne sono tutte vetrate e le strutture liberty riportate all’originale beltà. L’interno è un felice caos: si prende un vassoio, ci si serve ai vari banchi e poi ci si siede nelle lunghe tavolate sotto la campata principale a mangiare e bere in compagnia. Da domenica a mercoledì, dalle 10 a mezzanotte, giovedì-sabato fino alle 2 del mattino. A chiusura, un piccolo suggerimento per golosi: in Plaza del Conde de Miranda, proprio vicino al Mercato de San Miguel, si trova la Chiesa del Corpus Christi, meglio nota come convento de Las Carboneras, antico monastero di clausura. Ebbene, dietro l’angolo, sulla Calle del Codo, c’è uno sportello che recita: Venta de dulces, 9.30-13 e 16.30-18.30. In questi orari, le religiose vendono al pubblico i dolci prodotti nel convento.

Testo e foto di Lucia Giglio © RIPRODUZIONE RISERVATA

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