Piste ciclabili su ferrovie dismesse. In Piemonte si può

Il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato una manovra che mira al recupero delle ferrovie dismesse per trasformarle in piste ciclabili: un modo economico di creare nuovi itinerari di interesse storico-culturale. Il progetto prevede l’utilizzo di una pannellatura in gomma sistemata a incastro sulle rotaie con una larghezza di tre metri, in modo che la circolazione possa avvenire comodamente in entrambi i sensi di marcia. Un intervento che non aggiunge cemento all’ambiente e reversibile, nel caso fosse necessario riattivare il collegamento ferroviario.

Molte di queste linee attraversano luoghi naturalisticamente straordinari, inserite in paesaggi di campagna, collina e montagna. L’intento è quello di restituire zone che in altro modo sarebbero destinate all’abbandono e al degrado seguendo l’esempio di altri Paesi europei come, ad esempio, la Spagna che ha realizzato un percorso di 1.600 chilometri da percorrere in bicicletta e a cavallo.

In Liguria, nel tratto Framura-Levanto, l’idea di recupero è già stata attuata ma in Italia esiste una rete sterminata di rotaie abbandonate che potrebbero diventare interessanti percorsi ciclabili. Uno dei tratti piemontesi centrali sarà la zona tra Alba e Canelli, circaondata dalle sconfinate vigne e dal territorio monferrino che si spera entri presto nel Patrimonio Unesco.

Testo di Federica Giuliani | Foto web

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