La strada che da Nova Gorica risale la valle dell’Isonzo, So?a in sloveno, regala scorci di cristallo verdazzurro ad ogni curva. Meglio conosciuto come Sentiero Smeraldo, l’itinerario turistico promosso dall’ente sloveno per valorizzare la zona, è una tentazione continua a fermarsi e scattare qualche foto. Ma il punto più affascinante si trova un po’ più in alto, arrampicandosi sulla montagna sopra alla città di Tolmin fino alle sue gole, le Tolminska Korita. Un canyon lungo circa 750 metri e profondo fino a 15 metri, con ripide pareti di roccia e muschio, scavato dal fiumeTolminka e dal suo affluente Zadlaš?ica nel punto più basso e meridionale del Parco Nazionale del Triglav. Un sentiero si snoda intorno a questa oasi di freschezza, attraverso un aerosol naturale di spruzzi ghiacciati che colorano l’aria tra rocce dalle forme più curiose, come la simpatica Testa d’Orso, una pietra triangolare con il vertice in giù, incastrata tra due pereti. Qui vicino si trova anche una piccola grotta orizzontale da dove sgorga una sorgente d’acqua termale. Ma il punto più bello è il Ponte del Diavolo, una struttura sospesa tra le pietre e l’acqua e l’unica via per raggiungere il vicino villaggio di ?adrg. Qui gli unici rumori sono l’inarrestabile scorrere del fiume, il suo insinuarsi tra le rocce e il fruscio degli alberi mossi dal vento. Difficile crederle quando Petra, la giovane guida che ci accompagna, ci racconta che ogni estate Tolmin moltiplica esponenzialmente la sua popolazione in occasione di due eventi musicali di grande successo, il Metal Days e l’Overjam Reggae Festival, che portano un allegro frastuono poco lontano da qui.














































