Slovenia: memorie di guerra a Caporetto

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Ancora più in su lungo la valle dell’Isonzo si trova Kobarid, conosciuta nel mondo come la Caporetto che nel 1917 fu teatro della decisiva battaglia in cui gli eserciti alleati delle potenze centrali sconfissero l’esercito italiano. Quasi sempre chi abita qui ha un genitore, un nonno, uno zio o un parente morto durante la Grande Guerra e molti vanno in giro per i monti circostanti alla ricerca di elmetti, armi e segni della guerra. Se ne vedono un’ampia raccolta nelle sale del Museo della Prima Guerra Mondiale situato nel centro di Kobarid. Tre piani di foto, mappe, plastici, documenti e oggettistica per raccontare i 29 mesi di combattimenti e la vita quotidiana di chi stava nelle retrovie. Un documentario video prepara i visitatori rinfrescando loro la memoria sulla cronologia, e poi inizia il percorso attraverso una dozzina di sale tra esposizioni permanenti e temporanee. Sono molte le persone, specialmente gli studenti, che vengono qui per scoprire questo importante periodo storico, e anche i bambini vengono affascinati dalla serietà e dalla compostezza con cui è allestita l’esposizione. Un altro monumento da visitare per chi si appassiona alla storia di questi anni è il Sacrario di San Antonio da Padova, dove sono custodite le ossa degli oltre 7mila soldati italiani caduti durante la guerra, noti e ignoti, trasportati qui dai cimiteri militari dei dintorni in periodo fascista. Si tratta di una costruzione geometrica che fa da base alla chiesa bianca, che domina la città di Caporetto dall’alto di un colle.

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