Slovenia: Pirano, la cliegina sulla torta

In cima a una lingua di terra sospesa tra Italia e Croazia, si trova Pirano, un piccolo gioiello che dà il benvenuto a chi arriva in Slovenia passando dalla costa. Sta laggiù, sulla punta, con le sue case dai colori sgargianti, pieni di contrasti. Sembra una cartolina. Oltre gli alberi delle barche parcheggiate nel porticciolo sul versante orientale della penisola, inizia il borgo: una ragnatela di stradine e viottoli, dove perdersi senza meta tra piazze nascoste, case private, ristoranti di pesce profumati di mare. E il mare, poi, sbuca dietro a un angolo, all’improvviso. All’estremità del paese si apre uno slargo con una piccola chiesa in pietra chiara, e il faro, che sembra parte della stessa struttura. Tra la strada e l’acqua, incontriamo giovani scultori che lasciano il loro segno artistico sugli scogli: una bocca, un’onda, un viso aggraziato. Tutto intorno, la gente prende il sole alla bell’e meglio, su un lettino portato da casa, seduti su una pietra, sdraiati sull’asciugamano appoggiato sul cemento. Per trovare un po’ di frescura e una splendida vista sui tetti di Pirano e sulla costa, occorre tornare nel groviglio di stradine e cercare le indicazioni per la chiesa di San Giorgio, un luogo di pace che vale la scarpinata. Si trova sopra la città, infatti, proiettata sull’Adriatico e circondata da silenzio. Sotto, la vita continua, ma noi ce ne stiamo un po’ qui.