Templi Zodiacali: tra religione, astrologia e superstizione


Il mio obiettivo per questa volta è solamente uno: puntare la bussola verso nord, verso il confine con la Birmania e percorrere i circa 60 km che separano Chiang Rai da Wat Phra That Doi Tung senza troppi intoppi. Le indicazioni stradali sono facili da seguire ma scarseggiano le persone a cui eventualmente chiedere informazioni in caso di dubbi. Il rischio di perdersi esiste e il consiglio di evitare di compiere il percorso da soli di notte, letto in un qualche sito, credo abbia i suoi fondamenti concreti, soprattutto per l’ultima parte del tragitto. Le condizioni della strada negli ultimi chilometri vanno progressivamente peggiorando, facendosi più stretta e tortuosa mano a mano che si sale e ci si addentra nella foresta. Finalmente a destinazione! In cima ad una breve scalinata fiancheggiata da 2 naga inizia un sentiero in leggera salita. I serpenti sacri lasciano il posto a 1 fila di campane che vengono suonate dai pellegrini mentre si avvicinano alle stupe mentre il vento muove le foglioline di rame appese ai batacchi di campanelle votive lasciate in dono dai fedeli. La fitta vegetazione ripara dal sole e lascia trapelare una luce che assume una bella tonalità rilassante di verde. Alla fine del tunnel formato dai rami si intravvedono le 2 pagode dorate.

Tipico esempio di inconfondibile stile Lanna, questo complesso risale al X secolo. L’umidità che si sprigiona nelle prime ore del mattino avvolge le costruzioni in una nuvola che rende vagamente magica l’atmosfera; le 2 costruzioni scintillanti che si ergono per 5 metri verso il cielo e il magnifico scenario che le circonda, con montagne ricoperte da fitta vegetazione, regalano suggestivi momenti di tranquillità. Nessun riferimento iconografico a cinghiali o maiali negli edifici mantre diverse statue in terracotta ne ripropongono le sembianze. La relazione con lo zodiaco cinese sembra ricollegarsi alla simbologia che lega l’elefante ai meno nobili onnivori dell’oroscopo e alle date di costruzione del tempio (il 908 d.C. – ovvero 1451 secondo il calendario cinese – si celebrava l’anno del cinghiale). Obiettivo raggiunto.

Consigli pratici:

  • Assicuratevi di partire presto al mattino con il serbatoio pieno.
  • Non fate troppo affidamento sul navigatore satellitare visto che in questa zona il segnale anche telefonico in più punti scarseggia.
  • Vestitevi in modo appropriato per rispettare il decoro del luogo, meta di pellegrinaggi da parte dei buddisti tailandesi, birmani e cinesi.
  • Non confondetevi con i nomi: una volta arrivati in zona ci si rende conto che con Phra That Doi Tung vengono indicati il tempio (Wat Phra That Doi Tung) e le stupe con le reliquie sacre, (Phra That Doi Tung). I 2 luoghi distano solamente 1 chilometro l’uno dall’altro.
  • Utilizzate l’ingresso meridionale di Phra That Doi Tung (il primo che si incontra salendo dopo il tempio): approfittate della scalinata e del sentiero per gustarvi la magia del luogo.
  • Partite muniti di Patente Internazionale: un pick up può essere affittato dall’agenzia all’Aeroporto Internazionale di Chiang Rai per circa 1300 baht al giorno tramite la HONK Car ma ci si può anche aggregare a tour organizzati.
  • Approfittate della vicinanza con il Doi Tung Development Project per fare una sosta rilassante e istruttiva.

Link utili: Doi Tung Development Project | Hotel a Chiang Rai

Testo e foto di Andrea Bicini

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