Genova: in mostra l’arte di Munch



I capolavori di Edvard Munch dal 6 novembre al 27 aprile 2014 si troveranno nella storica cornice del Palazzo Ducale di Genova, un’occasione unica per apprezzare dal vivo le opere, in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’artista.

Nato in Norvegia, a Løten, il 12 dicembre 1863, Edvard Munch ha impressionato con straordinaria forza il Novecento, lasciando emergere dalla tela il vivido intreccio cromatico capace di ritrarre l’umano in tutta la sua inquietante debolezza.
«Realizzare questa mostra proprio nell’anno delle celebrazioni e con le enormi difficoltà legate ai prestiti di Munch è stato un miracolo. La scommessa è stata altissima, ma vedremo opere straordinarie, concesse dai più importanti collezionisti» hanno spiegato gli organizzatori della mostra di Genova, che nel suo percorso espositivo dipanerà il fil rouge della storia artistica di Munch, di cui potremo ammirare oltre 120 opere.

Curata dal direttore della Pinacotheque de Paris Marc Restellini, la mostra Edvard Munch rappresenta il potente assaggio verso un universo d’arte destinato a solleticare con temerarietà le papille gustative di addetti ai lavori e non. Contemporaneamente sarà possibile visitare Warhol after Munch, in cui i visitatori potranno ammirare una serie di opere realizzate da Andy Warhol.
«Munch dipinge ciò che vede, ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell’arte che è pura avanguardia e in questa mostra saranno esposte le sue opere più belle, sentite, amate e sofferte» suggerisce Marc Restellini, lasciando immaginare l’osare di una pittura che, sappiamo, sconvolse le sorti del secolo breve in maniera irrevocabile.

«La mostra racconta un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l’impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale» continua il direttore della Pinacotheque de Paris, aggiungendo: «É prodigioso notare sin dagli anni Ottanta dell’Ottocento come Munch si accanisca sugli strati di colore, vederlo letteralmente solcare la superficie pittorica o lasciare le sue tele esposte alla pioggia e alla neve, trasferire fotografie e fotogrammi di film muti all’interno dei suoi dipinti e dei suoi lavori grafici. Stupefacente è anche l’audacia con cui sopprime i confini tra i supporti e le tecniche, nelle sue incisioni, sculture e fotografie, come nei suoi quadri, collage e film. Munch s’iscrive nella linea di William Turner e di Gustave Courbet, è l’anello mancante della catena che unisce artisti come Pablo Picasso, Georges Braque, Jean Dubuffet e Jackson Pollock nella storia del modernismo. Autentico innovatore per quanto riguarda l’apporto della cinetica all’arte, egli fu anche un modello in termini di avanguardia e rottura con i modelli precedenti».
E in fondo è proprio questo ciò che possiamo sperare di trarre dalla mostra: non tanto, o comunque non solo, la storia di un’arte che spesso, nostro malgrado, fugge nelle sue logiche e storie più sottorranee, bensì il tratto di quella splendida bellezza che è impossibile non vedere, non sentire, non percepire. Osservando il colare del pigmento sulla tela, assaporando la fibra impregnata di colore, in un tatto che diventa unione materica con l’opera.
Perché «L’arte è il sangue del cuore umano» (Edvard Munch).

Maddalena De Bernardi © RIPRODUZIONE RISERVATA | Foto web

Info Edvard Munch
La grande mostra a Palazzo Ducale
Appartamento del Doge
Fino al 27 aprile 2014
Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 19
Lunedì dalle ore 14 alle ore 19.
La biglietteria chiude un’ora prima
Prevendita: telefono +39 010 986 80 57
biglietteria@palazzoducale.genova.it

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