Monti Sibillini: un luogo di leggende e magie


Aspri, selvaggi, maestosi, soffusi di una bellezza incredibile e misteriosa: i monti Sibillini offrono paesaggi tra i più mozzafiato del centro Italia. Nelle Ricordanze Leopardi li chiamava “monti azzurri” e la definizione calza a pennello, soprattutto quando li si guarda da lontano: creste, cime aguzze, pendii ripidissimi che sfumano in un colore turchino tanto da sembrare di vetro. Ma è risaputo che molto del fascino esercitato dai Sibillini, proviene dall’enorme mole di miti e leggende che quelle montagne si portano dietro da tempi immemori. I Sibillini regno della magia, dell’esoterismo e delle favole, luogo di antichissime tradizioni che nascono nel medioevo. Alcune addirittura in età romanica, molto spesso da un connubio imprevedibile tra culti pagani e cristianesimo. La stessa toponomastica sibillina ci introduce in un universo magico e spaventoso: Pizzo del Diavolo, Grotta del Diavolo, Monte Sibilla, Val dell’Inferno, Valle scura, Passo del lupo, Monte cattivo, Passo delle streghe, Monte di morte, Infernaccio. Insomma, c’è da avere paura. E i nomi, va detto, sono tutti meritati. Prendiamo l’Infernaccio: un susseguirsi di gole buie e profonde, scavate dal fiume Tenna che in quel tratto, presso Montefortino, corre fragoroso tra i sassi, orchestrando una colonna sonora alquanto suggestiva. Anfratti, gole, aperture buie nella roccia. Dovessimo immaginarci un inferno qui sulla terra, sarebbe proprio così.

Ma venendo finalmente alle leggende che questi luoghi hanno prodotto nei secoli, sarà il caso di indicarne i due nuclei principali (attorno ai quali ne fioriscono a decine di minori e non meno spaventose): quello legato alla grotta della Sibilla e quello del Lago di Pilato. La grotta della Sibilla si trova a 2175 m.s.l.m, sui pendii del Monte Sibilla, ed è raggiungibile solo a piedi. È chiamata anche “grotta delle fate”, e leggenda vuole che sia l’ingresso al regno di delizie e perdizione della Regina Sibilla. La cronologia delle tentate escursioni, e chi ci s’è perso, è assai nutrita; lo scrittore francese quattrocentesco Antoine De La Sale, descrive in una nota operetta la sua avventura nell’antro misterioso, insieme quella di un cavaliere tedesco che fu costretto a rimanervi a vita a causa di una maledizione. Ancora oggi nel paese di Montemonaco, alle pendici del Monte Sibilla, tra feste patronali e sagre di bruschette al ciauscolo, il mito popolare della grotta senza fondo, accesso a dimensioni magiche, è vivo e importante. Per quanto riguarda il lago di Pilato, sulla cresta occidentale del Monte Vettore, sarebbe davvero lungo elencare le fonti e l’immenso apparato di documenti che testimoniano e raccontano, con dovizia di particolari e saporitissimi aneddoti, il suo lato esoterico. Basti ricordare che, secondo la tradizione, il fondo conserverebbe le spoglie mortali – o quello che ne rimarrebbe – del deicida Ponzio Pilato, scaraventato lì sotto dai buoi ai quali ne era stato legato, a onta della sua colpa, il cadavere.

Da allora il lago di Pilato diventò meta di stregoni, maghi e alchimisti da tutta Europa, che si davano convegno, a notte fonda, proprio sulle sue rive. Le autorità del tempo reagirono severamente. Si racconta che sul sentiero diretto al lago fu eretta una forca, come monito agli stregoni che si recassero a compiere i loro misfatti; molti tra loro, quando avevano la malaventura di venir scoperti, erano condannati a morte e gettati proprio nel lago. E questa storia andò avanti per tutto il medioevo e oltre. Eppure la repressione, seppur violentissima, non li scoraggiava, e, persino oggi, quei luoghi sono considerati, dalle sette sataniche di ogni dove, i più fertili per riti di ogni sorta. Nei paesi alle pendici del monte, del resto, si giura di notare, nelle notti più limpide, minuscoli cortei di fiaccole sui boscosi pendii. Chiudo questo breve excursus invitandovi ad andare a vedere il logo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: più esoterico di così non si può. Se tutto questo non vi scoraggia, allora non resta altro da fare che visitare questi monti dalla bellezza sorprendente. Antichissime storie da brivido, miti, favole e leggende… non possono far altro che arricchire ancora di più il fascino di questi luoghi incredibili, che tutto il mondo ci invidia, e che spesso siamo i primi a non conoscere.

Link: Monti Sibillini

Testo e foto Dario Marcucci

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