Tragedia di Lampedusa: il costo della disperazione



“Una vergogna” ha detto Papa Francesco. E non c’è altro da aggiungere di fronte all’immane tragedia di ieri all’alba, che ha visto centinaia di migranti scomparire tra i flutti, a poche centinaia di metri dalle nostre rive. Una vergogna che nel 2013 uomini e donne debbano morire per sfuggire alla fame e alle guerre. Morire per sfuggire a una morte, che li ucciderebbe comunque. Per una speranza si imbarcano sacrificando tutti i loro beni, che arricchiscono cinici mercanti di morte.

E, quando va bene, raggiungono un centro di identificazione ed espulsione, da dove sono rimpatriati, più poveri di prima.

Ora si cercheranno le responsabilità, la politica si darà una scossa, forse si muoverà l’Europa. Ma nulla cambierà davvero finchè i Paesi più ricchi non muteranno le loro politiche di sfruttamento delle risorse dei Paesi più poveri.

Finchè sceglieranno di distribuire oboli e armi, che arricchiscono spesso  regimi corrotti e dispotici, anziché realizzare infrastrutture, che permetterebbero ai migranti di vivere nella loro terra.

Nessuno lascia la propria patria a cuor leggero.

Quelle patrie che noi di Latitudes continuiamo a raccontarvi. Perché nostro obbiettivo è costruire ponti che avvicinino le persone, il loro sentire e i loro problemi, uguali senza distinzione di religione, sesso o razza. Perché non ci accontentiamo della tolleranza, ma vogliamo favorire l’accettazione dell’altro.

Come una serie di mattoni ed elementi architettonici diversi tra loro, ma tutti indispensabili a costruire la grande casa chiamata Mondo.

Latitudes si associa alla giornata di lutto nazionale e rivolge alle vittime un ricordo commosso e alle loro famiglie un abbraccio solidale. Mai più tragedie della speranza.

di Federico Klausner | Foto web

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