Venezia | Canale della Giudecca da vedere e vivere

Quello della Giudecca è uno dei maggiori canali di Venezia e, insieme al Canal Grande, conduce al porto.  Ha una larghezza variabile da 250 metri circa, all’imboccatura proveniente dal Porto di Venezia verso il bacino di San Marco, fino agli oltre 450 metri all’altezza dell’Isola di San Giorgio, mentre la profondità varia tra i 12 e i 17 metri, appositamente creata nell’ultimo secolo per il transito della navi mercantili e da crociera. Dal primo gennaio 2014 il passaggio delle grandi navi non sarà più consentito, ma sulle sue rive si affacciano opere straordinarie, che meritano di essere visitate. Vediamone alcune.

Molino Stucky

Il molino Stucky fu costruito nel 1895 per volere di Giovanni Stucky, imprenditore e finanziere di nobile famiglia svizzera, che pensò di istituire un mulino nella laguna veneta dopo aver studiato il funzionamento di alcuni mulini in altri Paesi. L’idea, infatti, era quella di sfruttare il canale per un veloce trasporto via acqua del grano da destinare al mulino dell’isola di Giudecca. La progettazione venne affidata all’architetto Ernst Wullekopf, che riuscì a realizzare uno dei maggiori esempi di architettura neogotica applicata a un edificio industriale. L’edificio ha proporzioni anomale se paragonate a quelle delle tradizionali architetture veneziane. L’architetto volle dare all’edificio una facciata neo-gotica con impresso il nome del proprietario del mulino sormontato da un gigantesco orologio, un prospetto diventato da allora un simbolo dell’architettura industriale in Italia. L’inizio della decadenza del Molino Stucky – che fu anche adibito a pastificio – ebbe inizio a partire dai primi del 1900, fino alla irreversibile chiusura avvenuta nel 1955 dopo un lungo periodo di crisi e una difficile vicenda sindacale. La antiche traversie finirono a metà degli anni 2000 quando venne stipulata una partnership tra Acqua Marcia, l’allora proprietaria, e la catena di alberghi Hilton. Fu così creato un complesso immobiliare completo di residence, centro congressi e hotel di lusso.

Chiesa del Redentore

La chiesa venne progettata per i frati cappuccini nel 1577 dall’architetto Andrea Palladio,  ma venne terminata nel 1592 dal proto Antonio da Ponte. Ha pianta rettangolare, con uno splendido transetto formato da tre absidi comunicanti con la grande cupola centrale. La facciata è in marmo bianco e rappresenta uno dei più interessanti esempi di ispirazione classica, che resero famoso il Palladio. Il grandioso portale, risalente al 1688, è sovrastato da un timpano sostenuto da due altre semicolonne. Come in tutte le opere palladiane, la luce ha un ruolo fondamentale. È infatti la vera protagonista dell’interno valorizzando volumi e decorazioni.

Chiesa delle Zitelle

Il nome singolare lo prende dal fatto che la chiesa faceva parte di un complesso ecclesistico creato per assistere le ragazze povere che, nonostante fossero in età da marito, non si potevano permettere una dote. Qui veniva insegnato loro un mestiere, come il cucito o i merletti, in modo che potessero provvedere al proprio mantenimento. Alcune fonti attribuiscono la progettazione della chiesa ad Andrea Palladio, anche se la maggior parte degli studiosi esprimano forti dubbi in merito. La struttura è sviluppata a ferro di cavallo intorno alla chiesa lasciando lo spazio per una corte. La facciata della chiesa è a due ordini con due finestre nel primo e una grande termale al secondo. Due piccole torri campanarie sono disposte in maniera simmetrica sopra il timpano e una grande cupola con una grande lanterna completa la costruzione.

Non vi resta che organizzare un week end a Venezia per visitare queste meraviglie e scoprirne altre.

Testo di Federica Giuliani © RIPRODUZIONE RISERVATA | Foto web

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