A Sarajevo vent’anni dopo: il tunnel e le rose



Informazioni utili

Come arrivare: è possibile andare in aereo (Austrian Airlines, Lufthansa, Turkish e Jat), ma i voli dall’Italia non sono diretti. Se avete del tempo, può essere una bella esperienza andare in treno attraverso la Croazia e la Serbia. In alternativa, si può andare in auto. La patente di guida italiana è accettata. La rete viaria principale è in discrete condizioni. In alta stagione mettete in conto lunghe file alle dogane. Se volete accorciare il viaggio, valutate l’ipotesi del traghetto tra l’Italia e la Croazia (Ancona – Spalato o Bari – Dubrovnik).

Quando andare – Clima: L’inverno a Sarajevo è rigido, quindi è meglio evitarlo. Il mese di agosto è il più affollato e i prezzi sono più alti.

Dove dormire: Hotel Old Town (Mali Curciluk 11a, Sarajevo) – Albergo piccolo e grazioso con un buon rapporto qualità prezzo. Soprattutto, siete in centro, cosa fondamentale. L’albergo ha un parcheggio se dovete lasciare la vostra auto.

Dove mangiare: il centro storico di Sarajevo è un tripudio di ristorantini e caffetterie. Tra questi: Mala Kuhinja (Josipa Stadlera 6, Sarajevo), un locale molto amato dai viaggiatori. Ci siamo andati anche noi e che dire, siamo rimasti soddisfatti. È meglio prenotare.

Fuso orario: lo stesso dell’Italia.

Documenti: Ai cittadini italiani non è richiesto alcun visto per visitare la Bosnia-Erzegovina. È sufficiente presentare la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto. Se entrate in Bosnia con un veicolo di vostra proprietà, assicuratevi che la Carta Verde sia valida perché viene controllata in dogana.

Vaccini: nessuno obbligatorio.

Lingua: bosniaco, croato e serbo. Nelle principali città come Sarajevo e Mostar non avrete difficoltà a farvi capire in inglese.

Religione: musulmana, ortodossa, cattolica.

Valuta: Marco bosniaco detto anche Marco convertibile.

Elettricità: 220V, 50Hz.

Telefono (prefisso e copertura mobile): 00387. Nelle città principali la copertura mobile è ottima.

Suggerimenti: si suggerisce di andare in auto e inserire Sarajevo fra le tappe di un percorso più lungo che preveda almeno la visita di Mostar, Medjugorje e Srebrenica. È possibile visitare Sarajevo con facilità usando i mezzi pubblici. Il museo del Tunnel è ben segnalato, raggiungibile dal centro in auto in dieci minuti tenendo le indicazioni per l’aeroporto internazionale. Non avventuratevi sulle montagne senza prima aver raccolto informazioni! Alcune zone sono ancora a rischio mine.

Non partite senza: mettete nello zaino due libri: “Il diario di Zlata. Una bambina racconta Sarajevo sotto le bombe” di Zlata Filipovi? (Rizzoli) e “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini (Mondadori). Per chi ama di più il cinema, da vedere “No Man’s Land” (2001) scritto e diretto dal bosniaco Danis Tanovi? e il più recente “Venuto al mondo” di Sergio Castellitto, che ricostruisce in modo alquanto spettacolare l’esplodere del conflitto a Sarajevo.

Link utili: Visit Sarajevo

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