Ventimiglia: i segreti di una città medievale di frontiera


Quando Sir Thomans Hanbury, gentiluomo inglese che commerciava tè e cotone sulla Via della Seta, posò gli occhi sulla costa frastagliata di Ventimiglia, se ne innamorò a tal punto che diede ordine di costruire un gigantesco giardino che gli ricordasse l’amato Oriente.

La cittadina ligure di Ventimiglia sorge là dove le acque del fiume Roja si gettano nel Mediterraneo brillante, nel punto più caldo di tutto il nord Italia. Nonostante la tramontana d’inverno soffi dalle montagne, Ventimiglia è riscaldata tutto l’anno dalla brezza tiepida del mare. Grazie a questo suo particolare clima, fin dall’Ottocento la popolazione ha cresciuto, coltivato e commerciato fiori e piante di ogni tipo e ogni paese. Ventimiglia, che sorge sul confine francese, è anche conosciuta come la porta fiorita d’Italia. Ogni anno, per celebrare l’inizio della primavera, enormi carri allegorici sfilano per le vie della città lanciando fiori sulla gente festante. Il fiume Roja divide la città nella parte moderna, costruita nell’Ottocento, e la parte alta, arroccata dove passava la Via Julia Augusta che da Roma conduceva ad Arles, e nota come Ventimiglia medievale. Otto salde porte dai nomi misteriosi proteggono la cittadella. Sull’architrave di Porta Canarda un’incisione ricorda il passaggio di Machiavelli, di Napoleone e di Carlo V. A Ventimiglia si respira il clima dell’avamposto di frontiera. Sorta a pochi passi dal confine con la Francia, venne fondata dai Bizantini, si affrancò poi come comune libero, passò sotto il giogo della Repubblica marinara di Genova, diede i natali al Corsaro Nero di Salgari e, infine, negli anni Cinquanta, venne colonizzata dall’immigrazione siciliana e calabrese.

Oggi il 98% della popolazione che abita il dedalo tortuoso dei carruggi della città vecchia è di origine calabrese o siciliana. Al dialetto ligure si sono aggiunti quelli meridionali. Ai muri di pietra dei vicoli si scorgono le icone sacre e gli ex voto di una tradizione profondamente religiosa. Al porto siedono i vecchi pescatori siciliani che contemplano il mare e lavorano le reti. Ventimiglia è un pezzo di sud Italia al nord. Lo spiritualismo ibrido di Ventimiglia trova la sua più grandiosa rappresentazione nella maestosa cattedrale romanica di Santa Maria Assunta, sorta sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla dea romana Giunone, protettrice dei matrimoni e delle fecondità. All’interno del tempio, denudato dagli opulenti rifacimenti barocchi e riportato al rigore romanico, grandeggiano una tavola di Ludovico Brea, pittore che portò il Rinascimento in Liguria, e un crocifisso medievale crudo e scarno a cui le donne del paese solevano donare i propri capelli. Dalle scale a fianco dell’altare si scende nel battistero e nella cripta, dove sono conservati frammenti di epoca romana e affreschi del XV secolo.

Poco più avanti sorge l’Oratorio dei Neri, fatto costruire a uno scultore monegasco dalla Confraternita dei Frati Neri nel XVI secolo. All’interno, sotto enormi colonne tortili di marmo bianco, riposano teschi in pietra nera a ricordare, in tempo di pestilenze, la caducità della vita e la presenza della morte. Ventimiglia è una città segreta da scoprire piano a piano. Sulle montagne intorno sorgono villaggi medievali dalle storie terribili e affascinanti. Triora, il paese delle streghe, dove le donne vennero processate dall’Inquisizione per aver cercato di far dimenticare la carestia somministrando assenzio. Il Monastero francescano di Saorge, dove gli scrittori si ritirano a lavorare nella tranquillità delle montagne. Seborga, un Principato che rivendica la sua indipendenza coniando il luigino, la moneta locale, e infine Torri, un eco-villaggio, abbandonato e da poco ripopolato, che sta sperimentando un nuovo modo di vivere eco-sostenibile. Tra gli ulivi, gli agrumeti e i cespugli di rosmarino, tra le palme e gli eucalipti di Thomas Hanbury, sorge Ventimiglia, dove tutti i popoli che sono passati hanno lasciato una bellissima storia da raccontare.

Testo e foto di Elena Brunello RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

Info utili

Come arrivare: percorrere l’autostrada A10 (Autostrada dei Fiori) in direzione Ventimiglia e uscire a Ventimiglia.

Quando andare: Il clima è mite tutto l’anno a Ventimiglia. Tuttavia la primavera è la stagione più indicata per assistere ala fioritura.

Dove mangiare: Ristorante Gimma, Via Hanbury 6, Ventimiglia, t. 0184 – 352901.

Dove dormire: Bed & Breakfast Altoblu, Via delle Ginestre 31, La Mortola Superiore, Ventimiglia, t. 0184 – 38021.

Link utili: Sito della città di Ventimiglia

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