La storia di una vita e di una passione. Questo rappresenta la mostra Nomachi Le vie del sacro, in esposizione a Roma fino al 4 maggio 2014. Le sette sezioni in cui è articolata ripercorrono il viaggio dell’autore atraverso la sacralità vissuta nel quotidiano. Kazuyoshi Nomachi iniziò a scattare foto da bambino e, perseguendo l’obiettivo con tenacia, riuscì a entrare nel mondo della pubblicità all’inizio degli anni Settanta diventando poi uno dei documentaristi più apprezzati al mondo. I 40 anni dedicati alla ricerca della preghiera e del sacro sono raccontati nelle 200 fotografie in cui Nomachi ha impresso paesaggi unici e di straordinaria bellezza.
Si inizia dal Sahara tra le soffici e sinuose dune di sabbia, che lo hanno subito conquistato, per andare verso il perenne flusso d’acqua del Nilo per poi passare in Asia e saltare sulle Ande. Nel anni, gli scatti di Kazuyoshi Nomachi sono stati pubblicati dalle più prestigiose riviste di fotografia di tutto il mondo oltre ad aver vinto numerosi premi. Le persone che pregano sono i suoi soggetti preferiti perché, dice, è il momento migliore per osservare le persone mentre si guardano dentro. La mostra è una sorta di pellegrinaggio attraverso il mondo e la spiritualità, che troppo spesso ci sfugge.
Cosa: NOMACHI Le vie del sacro
Dove: La Pelanda – Centro di Produzione Culturale Roma – t. 060608.
Quando: fino al 4 maggio 2014.
Orario: da martedì a venerdì 16.00 – 22.00; sabato e domenica 11.00 – 22.00.
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro (minori di 18 e maggiori di 65 anni, gruppi di oltre 15 persone, universitari con tesserino e titolari di apposite convenzioni).
Testo di Federica Giuliani | Foto web
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