Xitang e Wuzhen, l’antica Cina dei villaggi sull’acqua


Una bambina adagia la propria lanterna galleggiante nel canale e la lascia al suo destino, ben sapendo che la fiammella avrà vita lunga: non saranno certo le poche barche a remi, che ogni tanto solcano le sue acque e si muovono gentili nella fresca aria della sera, a insidiare la sua fiammella. Siamo a Xitang, nella terra dello Zhejiang, una regione dell’Impero Celeste legata a doppio filo all’elemento dell’acqua, che si insinua con stretti passaggi in mezzo alle antiche case di legno e pietra e dona immagini che sembrano non appartenere al XXI Secolo, ma provenire direttamente dai racconti di Marco Polo. Eppure in questo antico villaggio di pescatori il tempo sembra essersi fermato: le lanterne rosse coronano i tanti vialetti che costeggiano il reticolato dei canali cittadini, mentre solo poche imbarcazioni tradizionali solcano le sue acque, senza fretta. Il mondo moderno è arrivato anche qui, ma si fa notare poco: bisogna entrare nei bar karaoke dove i ragazzi cantano le canzoni occidentali, o nei coloratissimi negozietti per turisti per rendersi conto che, in effetti, non abbiamo fatto un viaggio nel tempo per arrivare fin qui.

La regione dello Zhejiang rappresenta uno dei migliori esempi di equilibrio fra tradizione e modernità della Cina moderna: persino le sue grandi metropoli Hangzhou e Ningbo, popolate da milioni di abitanti e completamente cambiate dalla costruzione di grattacieli e centri commerciali ultramoderni, hanno mantenuto al loro interno ampi spazi verdi, con architetture tradizionali, templi e pagode, a testimoniare rispetto per un glorioso passato. Ma è proprio nei piccoli centri come Xitang, antico villaggio di pescatori, costruito lungo le intersezioni di nove stretti canali, che questo insolitamente armonico contrasto tra modernità e tradizione raggiunge il suo apice. Questa cittadina medievale, conosciuta e conservata intatta per secoli dai Cinesi come una piccola gemma preziosa, è divenuta celebre a livello mondiale qualche anno fa, a causa dell’arrivo delle cineprese di Hollywood: qui sono state infatti girate alcune scene di uno dei film della serie “Mission: impossible”. Cionostante, i non pochi turisti che la visitano sono in grandissima parte cinesi, dato che gli occidentali sono ancora attirati da mete ben più celebri.

L’altra gemma nascosta dello Zhejiang, anch’essa medievale e anch’essa sull’acqua, è Wuzhen, che può fregiarsi del titolo, tutt’altro che fuori luogo, di Venezia d’Oriente. Solo dodicimila residenti, un’inezia per i parametri cinesi, popolano un villaggio fatto da antiche abitazioni quasi interamente in legno assiepate lungo il corso di un lungo canale che la divide in due, dove antichi ponti in pietra portano alla mente le suggestioni della Serenissima. Qui, nel corso di una breve passeggiata nel centro storico, possiamo incontrare musei sugli usi e costumi locali, con ricostruzioni di ambienti d’epoca, una caserma dei pompieri vintage, la casa dell’amato scrittore novecentesco Mao Dun, ora trasformata in un museo sulla sua vita e sulle sue opere, e una chiatta attraccata in un’insenatura, la cosiddetta Kung Fu boat, dove alcuni maestri di quest’arte marziale danno uno spettacolo dimostrativo a intervalli regolari, accompagnati dal suono delle percussioni tradizionali.

Assolutamente da non perdere è un’antica distilleria di huangjiu, un tipico liquore di riso, dove i macchinari originali in legno sono perfettamente conservati, e dove un forte odore alcolico, vecchio di secoli, permea ancora le pareti. Tra gli stretti vicoli si incontrano tanti piccoli laboratori artigianali di tessitura, incisione del legno e creazione di piccoli oggetti, trasformati in negozi di souvenir, dove i turisti che acquistano il proprio ricordino possono vedere sul momento la sua stessa creazione. Xitang e Wuzhen sono la testimonianza viva e integra di quella Cina fatta di case in legno, lanterne rosse e dell’aria impregnata dal pungente odore delle cucine all’aperto che ormai non esiste quasi più, schiacciata dalla frenetica modernizzazione di questi ultimi decenni: due piccole “isole felici” da vedere a tutti i costi, per capire lo spirito e la natura poetica dell’antico Impero Celeste.

Testo e foto di Alfonso Lucifredi RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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