
Diversissimi fra loro: gentleman dalla vita quasi monastica Spinoza, nutrito solo dal proprio intelletto che blandì l’infinito come pochi pensatori nella storia della filosofia occidentale; ambizioso cortigiano Leibniz, affetto da una sorta di sindrome di Salieri ante litteram nei confronti del primo, cosa che forse gli impedì di eguagliarlo nella profondità speculativa. Eppure anch’egli fu un prodigio di scienza e profondità di pensiero, decidendo di combattere per tutta la vita, con tutte le proprie forze, contro la filosofia dell’altro per il terrore di comprendere quanto invece ne fosse attratto. Perché questo libro non è solo un bell’affresco storico dell’epoca, un racconto eccitante sulla vita di due protagonisti tanto seducenti, ma è soprattutto un magistrale insegnamento sul pensiero di due intellettuali che non ebbero paura a viaggiare su picchi teologici tanto impervi. Eccone un assaggio. Dio ha una scelta? Spinoza lo nega, Leibniz lo afferma. Per il primo, Dio non sceglie nulla perché non si distingue dal mondo che avrebbe scelto, Dio è il mondo, l’intera natura delle cose, tutto ciò che esiste; e le cose esistono in questo modo semplicemente perché sono così, come un triangolo non sceglie di avere tre angoli, ma semplicemente ha tre angoli.
Per l’altro, invece, Dio non solo sceglie, ma sceglie il meglio; quindi questo Dio è separato dal mondo, lo precede e lo guida. Per l’olandese è inconcepibile un Dio che decida a un certo momento di creare qualcosa, seguendo un suo capriccio, o, peggio, una sua necessità: significherebbe ammettere l’incompletezza di Dio, il suo dipendere da qualcosa d’altro rispetto alla propria assolutezza. Per il tedesco se Dio non sceglie, significa che neppure l’uomo, allora, lo può fare, assistendo quindi inerme al crollo di ogni libertà e di ogni responsabilità, e soprattutto alla perdita di ogni prospettiva di bontà divina. Quando i due si incontrarono finalmente di persona all’Aia, quel 18 novembre 1676, nella modesta ma deliziosa casa di Spinoza, si stavano confrontando due mondi, due epoche, forse due illusioni, ma di sicuro qualcosa dopo quel giorno cambiò nella vita dell’Occidente.
Il cortigiano e l’eretico – Leibiniz, Spinoza e il destino di Dio nel mondo moderno | di Matthew Stewart | Feltrinelli Editore, Universale Economica – Saggi, 2013 | pp. 300 | euro 12,00
Testo di Andrea B. Nardi RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM














































