Sudafrica | Sun City: c’era una volta Las Vegas



Il successo fu immediato, forse anche grazie al fatto che i sudafricani bianchi trovavano nell’area controllata di questa zona una sorta di paradiso sintetico, lontano dalle preoccupazioni della vita quotidiana, a meno di 200 chilometri dagli incubi di Soweto e delle altre township: una piccola enclave di folle ottimismo in mezzo all’inferno dell’apartheid, dell’embargo internazionale, protetta da indiscreti sguardi verso un futuro incerto, dalle pareti orlate di foresta dell’antico cratere. Con l’arrivo degli anni ’90 l’apogeo della città d’evasione con l’inaugurazione del Lost City Palace Hotel, apoteosi dell’afro-chic, costato 830 milioni di Rand, pari a circa 83 milioni di Euro di oggi. 8 milioni di mattoni per innalzare la decina di torri alte fino a 70 metri che circonda questo tempio del lusso a mezza strada fra fiaba e sfrenatezza. Ancora oggi, insieme alla Valley of Waves, la spettacolare piscina con le onde, questo brillante esempio di hotellerie è il simbolo di Sun City e del divertimento made in Sudafrica.

Tralasciando le slot machine e il gioco d’azzardo Sun City si è andata trasformando negli ultimi anni in un paradiso per famiglie e sportivi: una vacanza tra avventura e natura in pieno stile africano, con un occhio di riguardo per l’ecologia e il turismo sostenibile. Tutte le attività che si svolgono quotidianamente all’interno del resort sono caratterizzate dal forte interesse per l’ambiente e le comunità locali, il che ha permesso a Sun City di essere premiata con numerosi riconoscimenti. Tra gli obiettivi: il risparmio di energia e di risorse, il contenimento dei rifiuti e del loro impatto sull’ambiente, l’utilizzo di prodotti provenienti da fonti responsabili, la condivisione della propria politica ambientale con lo staff, lo sforzo di ridurre l’inquinamento e lo spreco di risorse come l’acqua e l’energia.

L’ultima delle iniziative introdotte nel resort è un impianto biodiesel, installato nel 2008, che produce un combustibile ecologico da olio di cucina, riduce del 75% le emissioni degli scarichi e dell’80% quelle dei biossidi di carbonio. Ad oggi, sono stati prodotti 29.000 litri di biodiesel, utilizzati per tutte le macchine taglia erba e i trattori del Resort. A Sun City Resort vengono consumati mensilmente 13 Mw di energia, ma attraverso diversi sistemi di conservazione energetica, a febbraio 2009 i consumi sono stati ridotti del 12%:  le piscine oggi vengono riscaldate con pannelli solari e gli impianti di aria condizionata e di illuminazione esterna sono in funzione solo in determinati orari del giorno e della notte. Il management di Sun City è anche impegnato nel ridurre l’utilizzo di acqua necessario alle attività quotidiane del resort: i campi da golf Lost City e Gary Player vengono irrigati con acqua riciclata, proveniente dalla diga costruita a Water World e nei servizi dei bagni pubblici e di quelli interni alle stanze sono stati installati rubinetti con timer. Nel 2004 è anche stata implementata la raccolta di rifiuti differenziata, che ha permesso di riciclare il 53% dell’immondizia prodotta.

In quest’Africa a misura di famiglia sono 101 le attività a cui possono dedicarsi gli oltre 3 milioni ospiti che Sun City accoglie ogni anno. Si va dai safari nel parco del Pilanesberg in jeep, in mongolfiera, a piedi o a dorso d’elefante (pochissimi i luoghi dove è possibile un’esperienza di questo genere), allo shopping; dalla visita al più grande allevamento di coccodrilli del Sudafrica, Kwena crocodile farm al golf. In grandissima crescita, questo sport attira ogni anno un numero maggiore di appassionati grazie ai due campi da 18 buche di classe internazionale: il Lost City course con la sua famosa buca 13 caratterizzata da un laghetto dove abitano 38 coccodrilli, e il leggendario Gary Player course dove si sono sfidati i più grandi campioni degli ultimi 30 anni (Johnny Miller, Seve Ballesteros, Jack Nicklaus, Lee Trevino e Tiger Wood) e che annovera molte star fra gli aficionados, come Roger Moore, Sean Connery e Johnny Mathis. Fra gli italiani, Veroni Zorzi, una delle nostre campionesse più quotate, considera questo campo il suo preferito al mondo.

Testo e foto di Marco Santini RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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