Nonostante Picasso: la mostra di Dora Maar a Venezia

Dora Maar ritratta da Man Ray Portrait, Solarisation, 1936


Fino al 14 luglio 2014 Palazzo Fortuny, a Venezia, ospiterà la mostra Dora Maar. Nonostante Picasso, con una preziosa serie di scatti capaci di documentare il Novecento attraverso l’obliquità della vita quotidiana e dei suoi personaggi.

Morirà a Parigi il 16 luglio 1997 Henriette Theodora Markovi?, nota come Dora Maar. Fotografa, pittrice, poetessa, la donna incontra Picasso a Parigi sul set cinematografico di Jean Renoir. All’epoca Dora Maar, figlia di una francese e un architetto croato, è una giovane donna di 28 anni, che ha già fatto il suo ingresso nel mondo della fotografia: il 54enne Pablo Picasso rimane colpito dal fluente spagnolo di quella ragazza cresciuta in Argentina, così misteriosa e dalla personalità complessa.
Bellezza enigmatica e sfuggente, diventa amante e musa di Picasso: una storia sbagliata, di passioni e umiliazioni come molte ne potremmo trovare anche ai giorni nostri. Ma in questo caso il lui in questione è un pittore celebre, uno dei nomi che hanno scritto la storia dell’arte del Novecento.
Picasso dipingerà Guernica ispirandosi al volto di Dora, che rincomincia a scattare e insieme a Man Ray sperimenterà diversi tipi di stampe. La relazione dura nove anni: nel 1943 Pablo Picasso incontra l’ennesima amante, giovanissima. Henriette alias Dora Maar cade in depressione. Curata dal celebre Lacan, subirà numerosi elettroshock.

Artista di rara sensibilità, la mostra promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia su un progetto di Daniela Ferretti e a cura di Victoria Combalía, desidera celebrare una donna tormentata e innovatrice, di indole surrealista, attraverso un complesso che si avvale di oltre un centinaio di opere, grazie a prestiti ottenuti da musei e collezioni private, oltre a lavori inediti di grande interesse.
Le prime opere di Dora Maar risalgono al 1928. Insieme ai lavori realizzati insieme a Pierre Kéfer, che aveva creato le scene per il film La caduta della casa degli Usher di Jean Epstein, saranno esposti scatti meno noti, ambientati in strada, i cui protagonisti, elementi spesso marginali della società, parlano di miseria, infanzia e l’eccentrica bellezza che riveste di impressioni inedite un mondo popolare e precocemente underground.
«Lo sguardo di Dora non ha il distacco documentario di Atget, né la crudezza di Brassaï, né l’obiettività di Cartier-Bresson» spiega Vittoria Combalìa.

Uno sguardo ironico, come in Niente elemosina. Voglio un lavoro (1934), capace di guardare l’umanità con empatia e umiltà, penetrare nel magico raccontando il soprannaturale e la turbolenta follia del quotidiano attraverso le periferie più povere di Parigi: l’interesse di Dora Maar è per la narrazione della gente comune e la sperimentazione di uno stile fotografico che si mescola alle ricerche artistiche del periodo, pienamente immerso nella temperie culturale del Novecento.
Le amarezze della guerra e l’amore, il lutto per la madre e l’instabilità del suo spirito inquieto, la porteranno a vivere sempre più isolata.
Segregata con i suoi fantasmi ammuffiti, come scriveranno i giornali dopo la sua morte, vittima di una sensibilità schiacciante da cui non riuscirà a evadere, Dora Maar si spegne in silenzio.
Oggi le sue opere mostrano il volto di un Novecento dolorante e vivo e, appena oltre la superficie del supporto, la forma estetica di una donna vibrante, il cui riscatto attraversa le difficoltà per approdare alla meraviglia generosità che solo può chi vive senza limiti l’ebbrezza di un’esistenza folle e imperscrutabile.

Info Dora Maar
Nonostante Picasso
Dall’8 marzo al 14 luglio 2014
Presso Palazzo Fortuny, Venezia

Maddalena De Bernardi
RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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