[La fame vien viaggiando] Assenzio: verde liquore dai natali svizzeri

Le gocce d’acqua scendono lentamente nel bicchiere attraversando lo zucchero, provocando un suono simile a un rubinetto che perde. Eppure l’assenzio si gusta così, con pazienza intorno a una fontana di vetro. Forse non tutti sanno che la fata verde, epiteto con cui è conosciuto il liquore, è nata in Svizzera.

Per la precisione l’assenzio è patrimonio condiviso tra la Val de Travers, in Svizzera, e la regione di Pontarlier, in Francia. Fu inventato a Couvet nel XVIII secolo e, fino a quando non venne vietato nel XX secolo, era di uso comune in tutto il mondo. La pianta fa parte della famiglia dell’Artemisia, è molto aromatica e cresce in tutta Europa fino a un’altitudine di 2000 metri . Tuttavia, è solo in questa zona franco-svizzera che le piante producono un profumo unico e di gran lunga superiore alle varietà provenienti da altre regioni. Le sue proprietà medicinali e terapeutiche contro i problemi digestivi sono riconosciute fin dai tempi antichi. Miscelato a issopo, melissa, anice e finocchio è diventato una bevanda aromatica deliziosa, anche se il suo largo consumo iniziale era dovuto alla  funzione disinfettante dell’acqua, che le attribuirono le truppe francesi.

Quando il consumo di assenzio divenne illegale, in Francia alcuni produttori resistenti ne continuavano la produzione esportandolo anche in Svizzera. Però, mentre veniva servito in segreto nei restrobottega dei bar, diventava un’istituzione ufficiale nei musei e sui libri. L’assenzio si gusta utilizzando tutti e cinque i sensi. Innanzitutto l’udito per capire se l’acqua viene versata nel modo corretto, che deve scendere lentamente, come il sospiro di un’onda. Quando l’acqua entra in contatto con il liquore, diventa lattiginosa creando delle spirali, che salgono lentamente in superficie creando disegni da ammirare. Il profumo è forse l’aspetto più semplice da cogliere: l’anice e l’odore di erba appena tagliata, vi farà subito pensare di essere immersi nella macchia mediterranea e in quella natura accogliente dove vivono le fate. Per quanto riguarda il gusto, il vero assenzio di qualità esplode in bocca come un fuoco d’artificio, ma rivela i propri aspetti più delicati poco alla volta. Infine, c’è il piacere del tatto nel girare il bicchiere tra le dita ascoltando storie fantasiose.

Luoghi da vedere

In Svizzera, a poco più di un chilometro dal confine con il bosco della Robella lungo il Sentiero degli Orologiai, c’è la Fontaine des Fées, che deve il nome alla bottiglia di fata verde collocata in una nicchia sopra la sorgente d’acqua. Un luogo incantato da vedere soprattutto in primavera.

Sempre in Svizzera, all’ingresso delle gole Pouetta-Raisse c’è una scatola contenente una speciale bottiglia di La Bleue utilizzata, dal 2005, per lo svolgimento di un rito: intorbidire l’assenzio direttamente con l’acqua della sorgente. Durante gli anni di Resistenza la Fata veniva tenuta nascosta sotto le radici degli alberi e solo gli iniziati ne conoscevano l’esistenza.

Tra le numerose distillerie segnalo, a Fleurier, La Raisse situata in un edificio storico, mentre a Boveresse c’è il museo regionale dell’assenzio. Entrambi propongono degustazioni.

Link utili: Route de l’Absinthe | My Switzerland

Testo di Federica Giuliani | Foto web

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