Viaggio in Marocco: una visita all’imperiale Meknes

Un viaggio in Marocco significa risvegliare i sensi tra colori caldi e odori di spezie. Un viaggio tra deserti di sabbia, affollati souq e ricchi palazzi imperiali, ma anche nel cuore dello scontro tra tradizione antica e modernità portata dal turismo.

Le Città Imperiali del Marocco, in modo ancora più evidente, mettono in mostra questi contrasti nel cuore di città dal glorioso passato che, tra polvere e lampi di flash, si scontrano con la modernità. Tra tutte Meknes è quella che rimane in disparte, timida e appartata, anche se, dall’alto di un altopiano e attraversata dal fiume Oued Bouferkane, ammira il paesaggio circostante brullo e sabbioso mostrando i suoi rigogliosi verdi giardini. Stupisce sin dall’arrivo con i suoi 25 km di mura, maestose testimoni, insieme ai numerosi imponenti edifici, dei 55 anni di potere del sultano Moulay Ismail. Passeggiare per Meknes dona un senso di pace, ma anche una strana malinconia. Tutti i suoi monumenti, in qualche modo, oltre a testimoniare un momento di gloria, nascondono anche i lati oscuri della storia di questa città.

Il suo cuore è Place el Hedim, che significa “piazza della distruzione”, sui cui lati si trovano la medina e la città imperiale. La splendida porta Bab Monsour, che bisogna attraversare per raggiungere la zona imperiale, è arricchita da colorati mosaici nei quali le tonalità del verde e del blu predominano e luccicano sotto il sole. Il cuore imperiale di Meknes rappresenta il sogno di grandezza di Moulay Ismail che, in quest’area, in cinquant’anni, fece costruire palazzi, moschee, giardini, magazzini e scuderie. Il progetto dell’audace sultano rimase però incompiuto: il suo regno non bastò per portare a termine le imponenti mura che avrebbero dovuto racchiudere l’abitato in un guscio protettivo. In questa parte della città si trova Dar el Kobira, il primo immenso edificio costruito da Moulay Ismail: in esso erano racchiusi ben venti padiglioni e due moschee.

Vi imbatterete anche in Dar el-Makhzen che, nel periodo d’oro, rappresentò l’edificio più sontuoso di Meknes con i suoi stupendi portici all’aperto. La grandezza dell’epoca imperiale è testimoniata anche dagli imponenti magazzini Dar el-Ma dove venivano conservate le riserve alimentari della città, ma che costituiva anche il riparo dei 12.000 cavalli dell’esercito imperiale. Sempre a Meknes troverete il mausoleo di Moulay Ismail, uno dei pochi santuari marocchini visitabili da un pubblico occidentale. Si tratta di un edificio costruito quando era ancora in vita, con uno stupendo cortile decorato a mosaici e arricchito di fontane di marmo. Alla morte del regnante l’edificio diventò un punto di preghiera molto importante per richiedere salute e fortuna.

Dopo aver vagato tra gli stupendi edifici, riattraversate l’imponente porta Bab Monsour e recatevi verso il souq cittadino. È più piccolo di quello delle cugine capitali imperiali, ma è qui che si esce dall’aria ovattata della città potente e abbagliante dell’epoca imperiale per entrare nei ritmi caotici della vita del Marocco di oggi. In genere quello che si ricorda di un giro in un souq marocchino è la folla, gli spintoni, la polvere, le bancarelle strabordanti di oggetti, i colori e gli odori delle spezie. E poi il sottofondo di voci urlanti che si accavallano l’una all’altra in modo confuso e caotico. Quando però se ne esce e i sensi si rilassano, rimangono impresse nella mente immagini che non si cancelleranno più.

Testo di Agnese Ciccotti | Foto moroccoworldnews.com

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